mercoledì 23 settembre 2015

Recensione "Crimson Moth"

E anche il mio collaboratore si rifà vivo con una sua recensione. Vero che anche io sono un po' latitante quindi... ok, bacchettateci pure, ma facciamo del nostro meglio districandoci tra i mille impegni quotidiani.
Oggi Federico vi presenta la sua opinione di un libro che avevo in lista da così tanto tempo che mi vergogno a dirlo. Per fortuna l'autrice è una mia amica e per questo so che non me ne vorrà più di tanto. Sto parlando di Reika Kell. Vi svelo un piccolo particolare. Reika è stata la prima autrice self che ho recensito qui per il mio blog, ben prima di diventarci amica. Lessi il suo "Lacrima Nera" (Recensione QUI) e ne rimasi molto colpita. Da allora stimo la sua scrittura e la sua bravura. 
Oggi parliamo quindi del suo secondo romanzo e, come detto, a parlarcene è proprio Federico.

SCHEDA LIBRO:

Titolo: "Crimson Moth"
Autore: Reika Kell
Genere: Fantasy
Formato: e-book e cartaceo
Pag: 230

Link per l'acquisto:

LA TRAMA:


Vadìr. Un mondo distrutto dal ghiaccio. Un mondo assediato dal potere maledetto di una Strega. Questo è lo scenario in cui vive Ellen, giovane Cercatrice di Vadìr dal cuore indomito e dallo spirito combattivo. 
La vita che conduce è quella che ha sempre creduto fosse l’unica vita possibile, finché suo fratello Cam e la bisbetica Methe decidono di rivelarle qualcosa in più sul vero motivo per cui i Vadìriani sono imprigionati in un lembo di terra, la loro terra, e vivono come schiavi sotto il costante controllo dei Servitori. Un’antica leggenda le aprirà gli occhi. 
Cosa rappresenta davvero la Falena Cremisi? Chi è Ail e quanta umanità si cela ancora dentro di lui? E da dove proviene l’incantevole melodia prodotta da quel violino? Schiacciata dal peso atroce di perdite strazianti e sconvolta da costanti sogni e visioni, arriverà per Ellen il momento di compiere delle scelte. 
E di conoscere la verità. 
Un Fantasy drammatico e introspettivo, in cui nulla è realmente come sembra. 

Crimson Moth – Tra la vita e la morte esiste una linea sottile. Non superarla mai.

Recensione:
(A cura di Federico Negri)


Vadìr è una terra distrutta dal ghiaccio e dal gelo che paiono essere penetrati anche nel cuore dei suoi abitanti, grazie al potere maledetto di una strega. In questo deserto freddo vive Ellen, giovane Cercatrice, dallo spirito indomito e dal cuore combattivo. La ragazza dovrà spezzare le catene della sottomissione, ribellarsi al potere della strega, riportando la pace e la prosperità su Vadìr e… invece no. E' così, ma non esattamente così. Pian piano, mentre si legge, si avvertono distonie dalla trama tipo che ci si era immaginati, fino a giungere a un sorprendente finale, dove tutto è diverso da ciò che sembrava.

Avevo già letto un romanzo di Reika Kell, il suo Lacrima Nera. Così quando Manuela mi ha proposto la sua nuova prova, Crimson Moth, ho accettato con entusiasmo. C'è molto che mi affascina nello stile di questa autrice: malinconico, struggente e allo stesso tempo fluido e armonioso. Io non sarei mai in grado di scrivere come lei e probabilmente se fossi il suo editor taglierei la metà dei (tantissimi!) aggettivi che usa, tuttavia riconosco che la prosa, pur essendo molto ricca, non è stucchevole, anzi nell'insieme crea un flow molto piacevole e avvolgente.

Il romanzo in sé è interessante, anche se Reika si è lanciata in una delle opere più temute da parte di qualsiasi scrittore, ossia narrare un sogno dal punto di vista di chi sta vivendo (ignaro) quello stesso imbroglio. C'è un po' di Inception (uno dei miei film preferiti), con la realtà e gli incubi che si incastrano uno dentro l'altro come scatole cinesi, e c'è anche molto di Alice nel Paese delle Meraviglie, con un Bianconiglio dagli occhi (ovviamente XD) ambrati e i muscoli guizzanti sotto la pelle (ovviamente XXD) morbida e calda.

Tuttavia non fatevi ingannare dai miei commenti maligni, è un libro insolitamente privo dei tanti cliché che leggo nelle opere da recensire, inviate da speranzosi scrittori in erba nella tana del lupo (cioè Manuela). Ciò che apprezzo di più di Reika è la sua originalità, le idee sempre nuove e ardite che mette nei suoi libri, il coraggio con cui affronta le storie e i temi scomodi che propone.

I personaggi sono molto piacevoli, in particolare la protagonista Ellen è molto veritiera, piena di contraddizioni e di speranze, ma i miei personaggi preferiti sono la servetta carica di segreti e il Principe disegnatore. La loro storia è raccontata con una vividezza unica e il colpo di scena finale a loro riguardo vale da solo tutto il libro.

L'unica mia perplessità riguarda lo strumento narrativo scelto. La realtà dipinta da Reika è infatti mutevole, senza punti di riferimento, in continua contraddizione e farcita di numerosi sogni e flashback.
Nella prima metà del libro mi sono sentito come Geppetto sul suo guscio di noce, in mezzo al mare in tempesta. Il lettore è oggettivamente disorientato e, a volte, occorre un minimo sforzo di volontà per chiudere gli occhi della propria razionalità e procedere. Nella seconda parte del racconto i pezzi si incastrano per arrivare a un finale ben costruito dove tutto si spiega, però forse si poteva guidare di più l'ignaro passeggero, facendogli scorgere prima la terra ferma della realtà.
Tuttavia, in questo caso, sarebbe stato un altro libro (magari più brutto!) quindi teniamoci stretto questo Crimson Moth ché è un gioiellino di eccentricità e audacia, anche se non sempre facilissimo da digerire.

Quindi: amanti delle storie originali che fanno sognare, fautori dei finali a sorpresa ben congegnati, fatevi sotto, non sarete delusi. Se invece per voi il fantasy sono spade, incantesimi e draghi urlanti, cercate altrove.

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