giovedì 2 luglio 2015

Recensione:"10 Regole per Essere Felice"

Oggi una bella recensione per voi di una piccola antologia di racconti dell'autore Michel Franzoso. L'ho scoperta grazie al suo autore che me l'ha segnalata e devo dire che non mi ha delusa affatto. Inoltre, pregio da non sottovalutare visti i tempi e visto che molti di voi, come me, spendono già tantissimi soldi per i libri è distribuita gratis?
Passo subito a parlarvene perché secondo me è una lettura molto piacevole anche sotto l'ombrellone.

SCHEDA LIBRO:

Titolo: "10 Regole per Essere Felice"
Autore: Michel Franzoso
Genere: racconti (humor, fantascienza, giallo, horror, fantasy)
Formato: e-book (solo e-pub)
Pag: 147

Link per l'acquisto (GRATIS)

LA TRAMA:

Cinque racconti nati sul web attraverso il portale di racconti interattivi THe iNCIPIT, cinque generi diversi raccolti in un unico ebook per incontrare i gusti di tutti, cinque storie coinvolgenti che vi sorprenderanno ad ogni nuova pagina.
C'è un giovane che grazie a un amico un po' bullo ha scoperto le regole per la felicità.
Una scienziata in un letto d'ospedale si trova connessa agli occhi di un robot.
Un uomo sfigurato deve fronteggiare il suo passato e risolvere un mistero.
Molto presto il consiglio direttivo della Azimut dovrà fare i conti con la propria coscienza, e saranno conti pagati col sangue.
Per finire un mago e un antico sotterraneo danno inizio a una magica avventura. Anche se la protagonista è tutt'altro che una strega.

Recensione:

"10 regole per essere felice" è una piccola antologia di cinque racconti, tutti di genere diverso: commedia, fantascienza, giallo, horror e fantasy.
Parlerò prima in generale della raccolta poi in particolare di ogni racconto.

L’autore scrive davvero molto bene. Sa creare l’atmosfera giusta, che sia comica, horror o poliziesca. Mostra un’ottima padronanza del linguaggio e sa coinvolgere il lettore che si ritrova immerso nelle varie storie come ne fosse parte.
Sono rimasta stupita di come l’autore si destreggi così bene in trame con caratteristiche così differenti, dando ottima prova delle proprie capacità. I personaggi sono tutti molto ben caratterizzati. Buoni, cattivi, protagonisti e secondari ognuno ha la sua personalità ben delineata.
Le trame, nessuna esclusa, non hanno punti morti, sono originali e particolari e, seppure si tratti di racconti, non hanno nulla da invidiare a un romanzo vero e proprio.

Passiamo ora ai singoli racconti. Non posso svelare molto o vi ruberei il gusto di scoprire da soli queste piccole avventure per cui mi limiterò a poche righe.

Dieci regole per essere felici: humor
Il primo racconto è quello che dà il titolo alla raccolta ed è una storia umoristica sull’amicizia tra due ragazzi, molto diversi tra loro, che per un caso della vita, si ritrovano a instaurare uno strano legame.
Rizzoli (il nome non ci è dato saperlo) è timido e introverso, ha una marea di fobie… insomma è l’immagine del ragazzo che ha difficoltà a socializzare. La storia è narrata dal suo punto di vista in prima persona, quindi sembra essere lui il nostro protagonista. Manuel, detto El Diablo, al contrario sembra il classico ragazzaccio, teppista, ripetente, pericoloso, uno dal quale stare alla larga. Insomma una strana coppia che però si completa a vicenda. Fino a che qualcosa, o qualcuno, non rischierà di spezzare questo legame. Sarà proprio a quel punto che il nostro timido protagonista, scoprirà quali sono le dieci regole per essere felici ma delle quali, forse, l’ultima è la più importante.

La storia è molto, ma molto carina. Mi ha fatto ridere in più di un’occasione. Il protagonista è così spontaneo e semplice, a volte così goffo, da suscitare tenerezza; eppure al momento giusto sa tirare fuori tutto il proprio carattere. Intorno a lui girano molti personaggi, Manuel per primo, surreali e pittoreschi anche, che danno spessore alla storia e la rendono originale.
Interessante il messaggio insito nelle pagine. Che cos'è il vero coraggio? Non avere paura o affrontare le proprie fobie e, soprattutto, accettare se stessi e saper guardare in faccia la verità al di là di ciò che si desidera?

“Sarò i suoi occhi”: fantascienza
Dana è una scienziata, ricercatrice di grande successo che si ritrova gravemente ferita su un letto di ospedale in seguito a un esperimento andato storto. Il suo capo le chiede di connettersi a un robot per entrare nel proprio laboratorio distrutto e capire cosa è andato storto. Questo robot, particolare e unico nel suo genere, sarà i suoi occhi alla ricerca della verità. Quello che Dana tuttavia scoprirà sarà qualcosa di sconvolgente a riprova del fatto che a volte la verità è più difficile e dura da affrontare di qualsiasi altra cosa e che richiede coraggio e determinazione.

Il racconto ha due pov distinti. Quello di Dana e quello del robot, che si intrecciano l’uno con l’altro creando suspense e mistero. La storia inizia con una situazione subito critica, che va peggiorando man mano che gli eventi procedono fino a giungere alla risoluzione finale. Un finale con un retrogusto amaro e che fa riflettere.
Fin dove si è disposti a spingersi per il bene della scienza, per il progresso e per la ricerca? La vita del singolo è sacrificabile in nome di quello della collettività? A ognuno la propria risposta.
I personaggi qui son fantastici. Dana è un’eroina come piace a me. Forte, caparbia, dura, che non si arrende mai né di fronte al dolore fisico né a quello dell’anima. Sembra quasi una guerriera più che una scienziata. Ma anche il Sapiens 3 è caratterizzato benissimo nel suo essere macchina ma anche qualcosa in più, nel suo interagire con gli umani, nel suo porsi domande vedendo il mondo da un punto di vista prettamente razionale.
Credo che tra tutti sia stato il mio racconto preferito nonostante io non sia chissà quale lettrice di fantascienza.

“Bagatto”: giallo
Un giornalista ambizioso scampato a un esplosione, ma la cui vita è ormai distrutta, una collega morta nello stesso incidente, strani omicidi che cominciano ad avvenire intorno a lui e dei tarocchi trovati sul corpo delle vittime. Impossibile non voler scoprire chi sia l’omicida e quale il motivo che si nasconde dietro le sue gesta, ma è davvero ciò che sembra? O forse altro si nasconde dietro quelle morti?

L'attore Aaron Eckhart interpreta "Due facce",
nel film "Il Cavaliere Oscuro" di Christopher Nolan
Un racconto giallo che oserei definire psicologico; un protagonista (è suo il punto di vista) ferito nel corpo come nell’animo, che si ritrova a fare i conti con la propria vita, con i sogni ambiziosi ormai infranti, con i rimpianti di un’esistenza passata pensando solo al successo. Un racconto che fa riflettere, al di là dei colpi di scena, del finale a sorpresa, della suspense che cresce fino all’epilogo finale.
Un racconto che ci porta a pensare quanto vana in fondo sia la fama, la carriera, quanto basti poco per perdere tutto e quanto sia terrificate accorgersi di non aver dato spazio a ciò che veramente conta e di non avere altre possibilità. Un protagonista tormentato, distrutto, ma che nonostante tutto non smette di lottare.

Anche qui un bel giallo la cui conclusione forse alcuni arriveranno a indovinare già prima delle ultime pagine ma, come spesso accade, non è ciò che si racconta a fare la differenza, ma come lo si fa.

“Azimut”: horror
Avevo timore a leggere questo racconto. Avendo sperimentato le atmosfere che l’autore sa creare già tremavo. Per fortuna non ci sono scene spaventose o impressionanti ma una paura strisciante che si impadronisce dei personaggi e del lettore allo stesso tempo. Ansia e inquietudine sono i sentimenti portanti. Una trama ben congegnata dove il lettore non sa cosa aspettarsi, non sa dove si arriverà e dove finirà quella scia di morti che sta distruggendo i capi di una grande società.
Persone manipolatrici, arroganti, arriviste, egoiste, che per arrivare a fare carriera e mantenere il loro posto hanno accettato tanti compromessi, così tanti che non sanno nemmeno più chi sono loro stessi. Persone abituate a non considerare chi gli sta intorno, a pensare solo alla propria sopravvivenza. E così, anche nel pericolo, ognuno penserà solo a se stesso.
Interessante che la storia sia narrata con il pov di tutti i personaggi in campo così da capire nel profondo i caratteri e i pensieri di ognuno, anche in poche righe.
La soluzione degli omicidi poi mi ha lasciata sorpresa. Non l’avevo minimamente immaginata e questo è un punto a favore.
La “morale” è abbastanza lampante: nella vita si raccoglie ciò che si semina e i nostri personaggi qui non ha seminato molte buone azioni.

“Bana e le carte magiche”: fantasy
Ultima storia e si chiude in bellezza con un racconto fantasy dalle tinte dark.
Un mazzo di carte magiche che racchiudono enormi poteri sono al centro di una ricerca sfrenata da parte di un anziano mago. Nella ricerca saranno coinvolti altri personaggi molto singolari e interessanti tra cui un prelato, un mercenario e due meretrici.
Sullo sfondo, a fare da osservatrice attenta, una figura incappucciata con una lunga falce in mano. Impossibile non riconoscerla nonostante abbia un ruolo che mi è risultato particolarmente simpatico.

In realtà tutto il racconto è velato di ironia, ma troviamo anche magia, mistero, suspense, tradimenti, pericoli, avventura. E tutto questo condensato in poche pagine molto ben scritte.
Devo dire che l’autore è molto bravo a creare personaggi particolari, eccentrici e bizzarri ma che risultano subito simpatici e conquistano il lettore.
In questo ultimo racconto è particolarmente evidente e Bana ne è un esempio. Una meretrice con le idee chiare, nessuna esitazione o dubbio, una donna forte che va avanti per la propria strada senza lasciarsi intimidire da nulla nemmeno da un topo un po’ strano, da un centauro o dalla morte in agguato. Una donna pratica e semplice che sa cavarsela in ogni situazione anche nella più difficile. Insomma, una vera eroina.

E il nemico da affrontare qual è? La morte, l’anziano mago, chi? Credo che il vero nemico qui sia la cupidigia e l’avidità capace di corrompere il cuore più puro, di ottenebrare la mente e di spingere gli uomini a compiere azioni nefaste e crudeli che portano solo all’autodistruzione.


In conclusione un’antologia interessante, piacevole da leggere e molto ben scritta che offre un ventaglio di generi per tutti i gusti. Racconti originali, intriganti che catturano dall’inizio alla fine. Non ne ho trovato nessuno noioso, scontato o brutto. Ne consiglio assolutamente la lettura e do il massimo dei voti perché come racconti sono ineccepibili. Davvero si arriva alla fine dispiaciuti che non ve ne sia ancora.

IL MIO VOTO:


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