giovedì 9 luglio 2015

Occhio al Libro: "L'Odore Salmastro dei Fossi"

Prima di chiudere per ferie ecco qualche segnalazione.
Oggi si parla di un nuovo libro, fresco fresco di stampa di un autore che ormai, se seguite il mio blog, dovreste conoscere. Sto parlando di Diego Collaveri e del suo nuovo romanzo appena pubblicato da una grande casa editrice.
Inutile dire che per ora lo segnalo ma che ben presto conoscerete la mia opinione perché ho già ordinato il libro nella mia libreria di fiducia. Sto solo aspettando che arrivi per portarmelo in vacanza e gustarmelo come si deve.
Vediamo di saperne di più di quello che, non dubito, sarà un bellissimo romanzo.

SCHEDA LIBRO:

Titolo: "L'Odore Salmastro dei Fossi"
Autore: Diego Collaveri
Genere: Giallo, noir
Editore: Fratelli Frilli Editori
Formato: cartaceo, e-book
Pag: 150
Collana: I Tascabili Noir
ISBN: 9788869430626

Link per l'acquisto:
In tutte le librerie del Paese e su Fratelli Frilli Editori, Ibs, Feltrinelli, Amazon e altri stores on line

LA TRAMA:

Il commissario di polizia Mario Botteghi si alza dall'asfalto umido della notte, riprendendo lentamente i sensi. Davanti a lui, nel buio del parcheggio dietro la chiesa diroccata nel centro storico di Livorno, c'è la sua pistola ancora fumante. Poco più in là un cadavere. Qualcuno è riuscito a incastrarlo per bene. L'investigatore privato Cecchi, ex poliziotto e suo partner di un tempo, l'aveva messo in guardia nei confronti di quel maledetto politico corrotto, con cui si era già scontrato, ma non si sarebbe mai aspettato che quel bastardo fosse disposto ad arrivare a tanto pur di distruggerlo. Inutile attendere i rinforzi, col suo passato nessuno sarebbe stato disposto a credergli. L'unica possibilità ora è fuggire e nascondersi nei vicoli scuri della città che dorme, per trovare la soluzione a quella schifosa indagine legata al traffico di clandestini, in cui si era ritrovato invischiato due sere prima, quando era stato ritrovato il cadavere di un infiltrato dell'ufficio immigrazione, nel rogo del ristorante cinese nella zona adiacente al porto industriale.

Due parole sull'autore:

Diego Collaveri, è nato a Livorno il 27/02/’76.
Dal 1992 al 2000 lavora in campo musicale come chitarrista e arrangiatore, collaborando per EMI Music.
Nel 2000 si cimenta con la scrittura e i vari concorsi di poesia/narrativa, da cui arrivano subito riconoscimenti e pubblicazioni.
Nel 2001 comincia a lavorare dietro le quinte di alcune compagnie di musical, per poi arrivare al progetto “Rocco e i suoi orrori”, proponendo a livello nazionale una riduzione musicale di The Rocky Horror Picture Show, che verrà annoverato tra i cast internazionali dell'opera.
Nello stesso anno debutta nella sceneggiatura, prima teatrale e dopo per il cinema breve.
Nel 2002 la passione per il grande schermo lo porta a dirigere, con mezzi di fortuna, il primo cortometraggio che vince il concorso Minimusical indetto dal quotidiano "La Repubblica" e la casa di produzione Fandango, che gli permette di divenire collaboratore di quest'ultima per i successivi tre anni.
Per implementare le conoscenze registiche, intraprende un percorso didattico/formativo con vari registi italiani (Paolo Virzì, Davide Ferrario, Ruggero Deodato, Francesco Falaschi, Umberto Lenzi) per apprendere le tecniche di regia, studiando al tempo stesso testi didattici e storia della cinematografia.
Nel 2003 fonda la "Jolly Roger productions", etichetta indipendente per la produzione di cortometraggi, videoclip e riprese di spettacoli live. Molte delle opere realizzate hanno ricevuto premi a livello nazionale e distribuzioni televisive.
Nel 2004 partecipa, assieme ad altri registi, alla realizzazione di un mediometraggio prodotto e distribuito da EmmeFilm srl, che entra nel circuito dei festival cinematografici internazionali.
Nel 2006 viene invitato dall’Universtià di Pisa, dipartimento Cinema Musica Teatro, a  intervenire nell’ambito del seminario “il cinema classico Hollywoodiano”.
Dal 2009 è inserito nell’Enciclopedia degli Scrittori Contemporanei Italiani.
Nel 2013 alcuni racconti brevi dell'ispettore Quetti sono apparsi sul settimanale nazionale Cronaca Vera.
Da Febbraio 2014 è tra i collaboratori di LaTelaNera.com realizzando articoli e recensioni cinematografiche.
Da gennaio 2015 è tra i docenti della Scuola di Scrittura Carver di Livorno con il corso “Scrivere per il cinema”.
Ha ricevuto numerosi riconoscimenti ed è presente in molte antologie letterarie.

Per maggiori dettagli:

www.facebook.com/DiegoCollaveriautore

Se vi va di conoscere ancora meglio questo artista a tutto tondo, vi invito a leggere l'intervista che mi rilasciò qualche mese fa.

"Interrogatorio" a Diego Collaveri
Avrai già fatto tante di quelle interviste che cercare di farti domande originali credo sia impossibile. Quindi mi regolerò come al mio solito, ti chiederò ciò che mi incuriosisce di te.
Iniziamo

1-Da piccoli si sogna sempre cosa si farà da grandi. Io, e guai a chi ride, volevo fare la macellaia, con mia madre che rideva a crepapelle ogni volta che glielo dicevo (chissà perché poi).
Qual era la tua aspirazione? Intendo intorno ai 5/6 anni, in quell’età dove si crede che tutto sia possibile persino essere morsi da un ragno radioattivo e arrampicarsi sui muri.
A differenza di chi sognava lo spazio, anch'io come te preferivo qualcosa di più semplice. Nel mio caso continuavo a ripetere che mi sarebbe piaciuto aprire un chiosco dove vendere liquirizia, semi di zucca e lupini. So che fa ridere, ma a me l'idea affascinava. Non ho mai avuto mire elevate, lo ammetto, oppure quel sogno che coltivi con decisione fin da piccolo; forse avrei dovuto, pare sia sintomo di determinazione.


2-Quando qualcuno ti chiede: “Cosa fai nella vita?” tu cosa rispondi e perché. Cioè, di cose ne fai tantissime che nemmeno riesco a ricordarle tutte e se tu dovessi elencarle credo che scriveresti un romanzo. Ma se ad esempio tu avessi un limite di tre risposte… E ovviamente queste tre risposte le voglio in ordine di importanza per te, così che posso capire la priorità che le attività della tua vita hanno nel tuo cuore.
Sai, è difficile rispondere a questa domanda, perché poi alla fine ad oggi non svolgo un'attività artistica come unico sostentamento lavorativo, quindi se rispondessi seguendo la priorità del mio cuore direi “sceneggiatore” o “autore”, ma non sarebbe veritiero in quanto come lavoro vero faccio l'impiegato, mestiere che non è assolutamente nel mio cuore ma d'altra parte avere una busta paga è la base per poter costituire una famiglia. Quindi rispondo che “mi divido tra l'impiegato e la scrittura”, lasciando intendere la molta importanza che do alla seconda. Mi piacerebbe tornare a fare lo sceneggiatore a tempo pieno, questo posso dirlo senza dubbi.

Per leggere l'intervista completa clicca QUI

Le altre sue opere da me lette e recensite. (clicca sui titoli dei romanzi per leggerne le recensioni)

"Anime Assassine - I Casi dell'Ispettore Quetti"
"Anime Assassine - Marionette"
"Anime Assassine - La vendetta del Cigno Nero"
"Anime Assassine - Anche tu te ne andrai"
"Le Pergamene di Ankor - La morte dagli Occhi di ghiaccio"
"La Riconquista di Eden"

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