lunedì 8 giugno 2015

Recensione "Emilie Sanslieu"

Questa sera si parla di un fantasy per bambini, scritto dall'autrice italiana Maria Lidia Petrulli. E' il primo volume di una saga il cui secondo è in stesura. Vediamo meglio di che si tratta.

SCHEDA LIBRO:

Titolo: "Emilie Sanslieu"
Autore: Maria Lidia Petrulli
Genere: fantasy per ragazzi, avventura
Editore: Il Ciliegio Edizioni
Formato: cartaceo
Pag: 256

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LA TRAMA:

Emilie Sanslieu è affascinata dai misteri dell'universo. Sotto la guida di nonno Gérard, Madame Sonore e Mastro Léonce, scopre una dimensione astrale inaspettata, cui si accede attraverso varchi spazio-temporali. Insieme al fedele flauto e aiutata dal popolo fatato, Emilie troverà il cammino per raggiungere Betelgeuse, sede del Gran Consiglio dei Viandanti. Dodici Consiglieri siedono nella sala mitologica dove il Maestro Battispina dà avvio alla Cerimonia, chi di loro si aggiudicherà la sua candidatura? Solo se l'Antica Gemma verrà riscattata dall'oblio e rivedrà la luce, attraverso il lungo percorso che attraversa le città sepolte, potrà rivelarsi l'eredità segreta del Dono dei Sanslieu.

Recensione:

Emilie è una ragazzina di 11 anni, senza madre e con un padre assente per lavoro. A tenerle compagnia la sua fervida immaginazione e curiosità che la spinge a leggere montagne di libri e chiedersi il perché di ogni cosa. Più sveglia e matura della sua età, un giorno si trasferisce da nonno Gérard, il padre di sua madre e lì scoprirà cose che non aveva mai immaginato, come la magia. Ed ecco che conoscerà il Piccolo Popolo, l’esistenza dei Viandanti e di universi sconosciuti, nonché la verità sulla madre e la sua morte. Perché dove c’è il bene c’è anche il male e Emilie dovrà fare i conti anche con le potenze oscure che si nascondono nell’ombra.

Ogni personaggio di questo libro è assolutamente affascinante. Partendo dalla piccola Emilie. La sua gioia e amore per la vita, l’empatia con chi la circonda, la voglia di conoscere e scoprire, la spigliatezza con cui accoglie ogni cambiamento nella sua vita sono invidiabili. Ha la forza e il coraggio della gioventù e delle anime candide.
Ma anche nonno Gérard, Madam Sonore e Mastro Léonce sono incredibili. Ognuno di loro porta con sé la magia e la bellezza, l’ottimismo e l’amore. L’atmosfera che si respira leggendo questa storia è proprio questa: credere nella bellezza della vita anche nelle situazioni più difficili e tristi, anche quando si è sotto l’attacco del nemico e tutto sembra andare per il peggio. Perché in queste occasioni saranno gli amici a correre in nostro aiuto. Gli stessi amici per i quali si è disposti a sacrificare tutto.
Un bellissimo messaggio e dei valori davvero importanti da trasmettere ai ragazzini ai quali è diretto questo fantasy.

Perché è stato scritto proprio per un pubblico molto giovane. La storia infatti è narrata quasi come una favola e ne presenta molte caratteristiche.
La protagonista che deve intraprendere un viaggio (reale o immaginario che sia) per scoprire se stessa e il proprio compito; l’aiutante o gli aiutanti che la supportano nel suo cammino; gli ostacoli e le difficoltà che dovrà superare, a volte da sola a volte grazie ai legami che avrà stretto nel frattempo; infine il nemico che trama nell’ombra.

Questi sono solo alcuni degli elementi presenti nella storia. Ma ci sono anche mistero, tradimenti, varchi spaziotemporali, flauti magici, intelligenze artificiali, esseri quali Pegaso, mutaforma, elfi, ondine… Insomma un mondo molto particolare e incredibile che rappresenta forse uno dei punti di forza della trama.

Ma se tutto questo è molto interessante, troviamo anche il rovescio della medaglia. Davvero tante e tante informazioni. Molte cose da scoprire e capire di cui Emilie viene a conoscenza e con lei il lettore, spesso tutte insieme. Devo ammetterlo: a volte la lettura ne risente, rallenta il ritmo e non è facile memorizzare e capire tutto. E se ho faticato io che sono adulta non so quanto vi riescano dei ragazzini.
Lo so, non è mai facile quando si scrive un fantasy far scoprire al lettore le regole e leggi del mondo creato e sta proprio qui la bravura. Non che la Petrulli se la sia cavata male. Affatto. Solo in alcuni punti le spiegazioni son troppo complesse e lunghe.

Lo stile dell’autrice è comunque molto buono. Buona padronanza dell’italiano, registro linguistico adatto all’età a cui si rivolge il romanzo, descrizioni semplici e di impatto.

Quello che mi ha lasciata un po’ perplessa è il finale. O meglio il non finale. Questo è il primo capitolo di una saga e quindi in parte ci può stare, tuttavia così è un po’ troppo lasciato in sospeso. Si fa ad esempio riferimento al cattivo e nel corso della storia la protagonista deve affrontare delle creature che ce l’hanno con lei ma non si sa bene chi sia questo nemico. Non ha nome né volto, non si è mai visto e non si sa cosa vuole; si sa solo che Emilie potrebbe essere in pericolo e che il bosco intorno a casa del nonno non è sicuro per lei. Un po’ troppo poco.

Praticamente questo primo volume riguarda la scoperta da parte di Emilie di chi è e cosa è chiamata a diventare ma troppe cose rimangono confuse, anche per un inizio di saga.
Avrei preferito che venisse data meno importanza ad alcuni particolari iniziali della vita quotidiana di Emilie che hanno reso la partenza un po’ lenta e vedere un finale più movimentato e con più suspense, magari carpire qualche dettaglio in più sulla minaccia che incombe, su ciò che aspetta Emilie nel prossimo episodio così da rimanere con più curiosità per il seguito.

In conclusione però è un romanzo che consiglio. Una bella visione della vita, dei valori importanti e necessari soprattutto per dei ragazzi. Ma anche gli adulti possono rimanere piacevolmente colpiti soprattutto se non disprezzano la magia, se amano ancora sognare e vedere il mondo con gli occhi dei più piccoli.

IL MIO VOTO:


3 commenti:

  1. avevo lasciato un comment, anche piuttosto lungo, ma è sparito...

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  2. in breve dicevo che le tue obiezioni erano I miei stessi dubbi, ma che poi, all'atto pratico sono state dissipate dai bambini stessi, in quanto il romanzo è stato adottato in 3 scuole e, parlando con loro dopo la lettura, le loro domande, osservazioni... mi hanno dimostrato che mi sbagliavo e che, spesso, noi adulti sminuiamo le capacità di comprensione del bambino. Insomma, abbiamo dei pregiudizi.

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  3. Il tuo commento non è sparito. Lo hai pubblicato su un altro post cioè sulla segnalazione del libro "In my hands"

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