lunedì 27 aprile 2015

Intervista: Laura Caterina Benedetti e i suoi romanzi

Buongiorno a tutti e buon lunedì. Qui piove e tira vento e quindi tra raffreddori, colpi di tosse e mal di gola, cosa c'è di meglio che leggersi una bella intervista? Questa volta la mia "vittima" è un'autrice di cui vi ho parlato un mesetto fa: Laura Caterina Benedetti, uscita da poco con un nuovo romanzo, "Sul Finire di Agosto" (Presentazione QUI).
Ma lascio la parola a lei che molto gentilmente si è sottoposta alle mie domande.

Intervista:
Ciao, Manuela! Grazie per avermi ospitato nel tuo blog e per avermi voluto fare questa intervista, e grazie a chiunque vorrà spendere un po' del suo tempo per leggerla :)

1-Hai all’attivo ormai varie opere. Mi piacerebbe sapere quale di queste ha un posto speciale nel tuo cuore e perché.
In realtà credo di essere affezionata a tutto quello che ho scritto, perché tutto l'ho sempre scritto "dal cuore" e mai in modo meccanico o calcolatore (ad es., scrivo un certo genere perché va di moda o so che venderà). Se devo proprio scegliere, però, scelgo "L'inquisitore di Lagoscuro", un romanzo in costume in cui il punto focale della trama è la storia d'amore tra Erminia e Fiordinando.
Il soggetto basilare, sotto forma di racconto di circa 40 pagine, l'avevo già scritto al liceo. Circa dieci anni più tardi, dopo aver scritto tre o quattro rosa ed aver visto che ero in grado di comporre cose più lunghe di un racconto, ho deciso di riprendere Lagoscuro e farne un romanzo: è stato relativamente facile perché avevo già la trama fatta, ma seguendo quella ho ricominciato da zero, stavolta cercando di creare dialoghi più consoni al periodo medievale e di usare anche un linguaggio volutamente "vecchio". Ero reduce dalla lettura di diversi romanzi storici di Rafael Sabatini, quindi non è stato difficile far mio uno stile che ammiro tantissimo. Ho allargato e modificato tante scene, ma il fulcro è rimasto lo stesso e io sono stata molto contenta di aver dato "nuova vita" a questo racconto.

2-Hai scritto romanzi appartenenti a vari generi: romance, noir, storico… quali caratteristiche ti piacciono dell’uno e dell’altro? Ce ne è qualcuno che senti più tuo, oppure ognuno di essi rappresenta una parte di Laura scrittrice?
 Diciamo a onor del vero che, nonostante la differenza di generi, nei miei lavori c'è sempre il lato romance, poiché a me piace davvero tanto immaginare storie d'amore. Del romanzo in costume (preferisco definirlo così, anziché storico, perché c'è molta invenzione e nessun aspetto "storico" inteso come eventi o personaggi esistiti) "L'inquisitore di Lagoscuro" mi è piaciuto poter creare un protagonista "cavaliere" nel vero senso della parola,  forte di fronte ai pericoli ma anche dolce nei confronti della donna amata che, dal canto suo, pur mantenendo un modo di fare un po' remissivo, adatto all'epoca medioevale, lotta con tutte le sue forze per non soccombere a un'esistenza d'inferno impostale dai familiari.  Mi è piaciuto anche inserire elementi avventurosi, duelli, intrighi, elementi che negli altri miei romanzi non ci sono.
Dei rosa contemporanei "Non ti sposo!" e "Ombra di passione"... beh, facile, come ho detto prima io vado in estasi di fronte a qualunque tipo di storia d'amore, perciò mi è piaciuto poter sfoderare più che potevo la vena romantica.
"Katriona", un po' noir e un po' romance, è stato un esperimento sia come trama sia come stile di scrittura: lì mi attirava l'idea di usare come protagonisti personaggi "negativi" (una lucciola e un boss della malavita), ma poiché loro sono i protagonisti il lettore dovrebbe essere portato a stare dalla loro parte, specie perché i due cattivi sono ben peggiori di Katriona e del suo Leòn!
Non penso di prediligere un genere sull'altro, perché in quel preciso momento mi sono sentita portata a scrivere un determinato tipo di romanzo o racconto e perciò credo, citandoti, che siano tutti parti del mio percorso di scrittura.

3-Quando io scrivo spesso mi pongo una domanda. Mettendo qualcosa di me in ognuno dei miei personaggi, mi chiedo se chi mi conosce rivedrà quel tratto di me e cosa ne penserà. In fondo credo che uno scrittore rifletta nelle sue opere anche le proprie fragilità, paure e ricchezze, pregi e difetti. Capita anche a te? Quanto di te c’è nei tuoi personaggi. Condividi questa “paura” di essere smascherata?
Spesso nei miei lavori ci sono cose di me, ma raramente troppo personali. Può essere, come in "Non ti sposo!" e in Lagoscuro, un luogo: nel primo, la casa in campagna era parte di un panorama che vedevo dal mio balcone, nel secondo la chiesa l'ho descritta ispirandomi a una chiesa gotica della mia città. Può essere anche una passione: amo i libri e Ada di "Ombra di passione" fa la bibliotecaria, anche se rimane solo accennato. In "Sul finire d'agosto" Morgana, parlando con Lorenzo, cita, a proposito di una divinità creatrice, una poesia che ho imparato alle medie, e il dialogo in questione credo sia quello più personale che abbia mai scritto. Nella raccolta di racconti "La biglia di vetro", il brano che dà il titolo all'ebook narra senza modifiche o aggiunte inventate un fatto che mi è accaduto davvero e che mi ha emozionato molto, ossia l'incontro con un bizzarro musicista ambulante che mi ha fatto un dono speciale. Anche "Barbetta la capra che ride", seppur con emozioni diverse e più giocose, non è altro che un diario di un periodo in cui ho avuto un gregge di capre praticamente sotto casa, quindi racconto soltanto cosa mi è capitato (o meglio cosa è capitato alle capre), né più né meno.
I miei personaggi, soprattutto quelli femminili con cui bene o male mi "identifico" mentre scrivo, cerco di farli differenti da me, e in ogni caso da storia a storia di dar loro tratti di carattere diversi sperando che le mie "eroine" non sembrino tutte fatte con lo stesso stampino; mi accorgo che spesso conferisco loro tratti di "come vorrei essere" piuttosto che di "come sono". Soprattutto negli aspetti di drammi o tristezze evito di parlare di cose che possono riguardarmi, lì tendo a inventare e a distaccarmi del tutto dalla mia vita: i miei dispiaceri li affronto confidandomi con le persone a me care, non mi è mai capitato di riversarli nella scrittura. Per rispondere direttamente al tuo ultimo quesito, no, non ho paura di essere smascherata perché non metterei mai cose che vorrei tenere segrete o private, e quelle che ci sono possono benissimo essere riconosciute da chi mi conosce, non è un fatto che mi imbarazza.

4-Parlaci del tuo nuovo romanzo “Sul Finire d’agosto”. Da dove l’ispirazione per questa storia d’amore? Quale il tuo personaggio preferito? Dicci tutto ciò che vuoi senza timore di essere prolissa.
Non mi ricordo come mi è venuta l'ispirazione! So solo che volevo scrivere qualcosa di sensuale e ambientarlo in una bella dimora sulle colline torinesi, oltre ad aggiungere un certo elemento legato all'arte che non posso dire, se no faccio spoiler a chiunque sia incuriosito e voglia leggere questo romance. In un paio di giorni l'idea ha fatto radici e io mi sono seduta al pc, ho aperto Word e ho cominciato a scrivere il primo capitolo con la scena del funerale, e non avevo nient'altro in mente tranne pochissime scene... poi, pian piano, le cose hanno cominciato a delinearsi e a venir fuori da sole, è comparso un personaggio "cattivo" senza che ci avessi pensato prima, e così ho scritto il romanzo :)
Il mio personaggio preferito è Lorenzo, con la sua entrata in scena un po' prepotente e dominatrice... io ho cercato di renderlo l'uomo ideale, ma dovranno essere le lettrici a giudicare se è un bel personaggio maschile!

5-Nei tuoi scritti il romance è sempre un elemento importante. Molti lo ritengono un genere inferiore, una lettura per donnicciole frivole e annoiate. Cosa ne pensi e cosa piace a te del romance?
Come ho risposto prima, a me piace molto immaginare storie d'amore in tutte le "salse" (anche se con due limitazioni, cioè solo etero e senza sesso strano o estremo), e sia come lettrice sia come autrice non m'importa se qualcuno pensa che io legga o scriva un genere inferiore. Come lettrice, comunque, di rosa ne leggo ben pochi: a volte ho dei periodi in cui sono satura e non leggo nulla anche per più settimane, ma sono una lettrice disordinata. Per fare un esempio, negli ultimi mesi ho letto dei romanzi del Verga giovane (melodrammi, roba forte di amore e morte, e dopo averne letto uno ne ho cercati altri), prima ancora ricordo di aver letto dei racconti giapponesi, poi Dumas, de Nerval... le mie esperienze di rosa si basano su pochissimi Harmony e su alcuni Salani delle nostre mamme o nonne. Quando ho scritto il primo rosa, di Harmony non ne avevo mai letti, ho cominciato a comprarne qualcuno in seguito!
Come autrice, sono la prima a dichiarare che storie come "Non ti sposo!" e "Ombra di passione" non abbiano altre pretese che di essere rosa, quindi pure storie romantiche adatte a chi cerchi solo quello, senza chissà quali trame complesse o tematiche impegnate. Io non so se il romance sia considerato inferiore, non so se noi che leggiamo o scriviamo rosa siamo considerate donnicciole frivole, però... non mi interessa. A me piace scrivere rosa e l'importante è che a qualcuno piaccia leggere ciò che scrivo, senza che ci sia bisogno di essere influenzati da pregiudizi.

6-E a questo proposito una domanda di più ampio respiro. So che tu non inserisci scene esplicite di sesso nei tuoi libri. Non ho letto ancora il tuo ultimo romanzo, ma almeno nei primi era così. Mi piacerebbe quindi sapere da te cosa ne pensi del modo in cui l’eros e il sesso si sono diffusi nei prodotti editoriali che prima ne erano privi. Il romance è divenuto quasi erotico, l’erotico porno e, comunque, ormai in quasi ogni libro oggi pubblicato vi è una scena esplicita. E’ questo che piace ai lettori? Serve questo per vendere?
In "Sul finire d'agosto" le scene sensuali compaiono: non ci sono comunque termini espliciti né dettagli anatomici, e credo (spero!)  di essermi tenuta su un livello elegante e mai volgare. È stata una scelta precisa perché stavolta, anche nel contesto della storia, io volevo proprio inserirle queste scene, ma non è un'evoluzione obbligata: ho un rosa incominciato che probabilmente, quando riuscirò a finirlo, risulterà più simile a "Non ti sposo!" in cui i protagonisti si danno giusto un bacio.
Per la tua domanda, mi lego a cosa ho risposto prima: non essendo esperta lettrice di rosa e tantomeno di romance più hard, non ho un'opinione precisa sul collegamento che può esserci tra inserimento di scene esplicite e decollo delle vendite. Immagino che il fenomeno delle sfumature di grigio abbia creato molti cloni, ma ricordo anni fa di aver preso in mano un rosa di Rosemary Rogers e di aver letto sulla copertina che si trattava di una delle più spregiudicate autrici americane (o una definizione del genere, che comunque faceva capire che i contenuti erano più hard di altri rosa della stessa collana): insomma, aperta una pagina a caso ho letto una scena che per me non era porno ma quasi, quindi mi sembra che la parte più hard nei rosa ci fosse anche prima, forse un po' più limitata rispetto ad adesso. Secondo me, il fatto che le sfumature abbiano avuto un successo tanto grande indica che evidentemente alla gente piace leggere un certo tipo di scene, al di là di quanto la storia dietro al sesso sia affascinante o no; io non giudico se la storia sia bella o no perché, dopo aver letto alcuni estratti delle sfumature, ho deciso che non avrei speso altro tempo per leggere quei romanzi o altri libri simili. A me non piace leggere nemmeno i libri in cui si parla in termini espliciti delle parti intime, figurati, quindi i lettori (o le lettrici) che vogliono per forza un romance erotico o addirittura porno non lo troveranno nei miei lavori.

7-Tu hai iniziato come autrice self. Poi il tuo “Katriona” è stato preso da una casa editrice; ora ancora self. Quali i pregi e i difetti dell’uno e dell’altro mondo?
Per conto mio, a costo di suonare presuntuosa, l'aspetto che preferisco del self è la libertà totale di poter decidere cosa, come e quando scrivere, potermi scegliere la copertina e poter gestire senza terze persone i guadagni (anche e soprattutto se si tratta di cifre piccole). Ho una persona fidata che agisce sia come editor sia come correttore di bozze, e il fatto che sia "di famiglia" non toglie che sia anche molto severa, infatti ad esempio mi ha aperto gli occhi sugli enormi difetti di un rosa che ho scritto prima di "Ombra di passione", che avrei voluto pubblicare e che poi ho "rimesso nel cassetto" decidendo di pubblicarlo solo se e quando avessi apportato grosse modifiche.
La casa editrice dà più prestigio a un lavoro per il fatto di essere stato pubblicato da un editore, appunto, e per il fatto che in teoria il libro dovrebbe uscire PERFETTO, senza nemmeno un refuso o un errore, visto che dietro ci deve essere un lavoro di squadra; è di sicuro un traguardo ma anche un punto di partenza, se un romanzo avesse successo poi il pubblico si aspetterebbe di sicuro altri libri che diano lo stesso grado di soddisfazione.
A me piacerebbe, come a qualunque autore, riuscire a fare il "grande passo", ma sicuramente fino ad ora il self mi ha dato comunque delle soddisfazioni.

8-Domanda d’obbligo. Cosa hai in serbo ora per i tuoi lettori? Il cantiere è già aperto oppure ancora non hai nessuna idea precisa?
 Purtroppo (o per fortuna, non lo so!), ho tantissime idee e ben 3 romanzi incominciati -dove per "incominciati" intendo che due sono circa a metà e l'altro almeno a un terzo. Ho detto "purtroppo" perché a volte, con troppa roba in testa, non si combina niente! Per varie ragioni questi progetti si sono fermati perché nel frattempo era sopraggiunto qualcos'altro che ha preso con prepotenza la precedenza sugli altri. Adesso è un periodo di vuoto totale, poiché per diversi mesi mi sono dedicata completamente alla revisione di "Sul finire d'agosto" e ancora non mi è tornata la "vena"; appena mi tornerà per un romanzo completo, e non solo per le storie brevi su 20Lines, vorrei sicuramente riprendere uno di questi progetti visto che due sono dei rosa.

Ecco, io ho finito. Grazie ancora, Manuela, per lo spazio che mi hai concesso!
Per chi ha letto questa intervista: vi ringrazio molto di aver letto, spero di non avervi annoiato e, se siete incuriositi dal mio lavoro, vi invito a visitare una o tutte le mie pagine sul web.


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Grazie a te per essere stata con noi e avere avuto la pazienza di rispondere alle mie curiosità. Che dire... "Sul Finire d'Agosto" è nella mia lista lettura quindi avrò presto il piacere di leggere ancora qualcosa di tuo.

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