lunedì 2 marzo 2015

Recensione: "Reperto Occasionale"

Tempo fa un autore mi ha mandato il suo libro. Un romanzo un po' particolare e soprattutto che tocca un tema  molto delicato. Devo dire la verità. Ero un po' spaventata dal doverlo recensire. Tocca una realtà di cui conosco poco e avevo paura di non capire fino in fondo o esprimere, non volendo, giudizi che certamente non mi competono.
E' quindi con molta umiltà e ignoranza che vi propongo questa recensione.

SCHEDA LIBRO:

Titolo: "Reperto Occasionale"
Autore: Gianni Papa
Genere: Narrativa
Formato: e-book e cartaceo
Pag: 150

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LA TRAMA:

Due genitori si accorgono che il loro primo figlio è autistico. Comincia una lenta discesa nell'inferno della riabilitazione dall'autismo, dei medici impreparati e sbruffoni, delle psicologhe agghiaccianti, delle persone normali orripilanti, degli esperti, degli analisti del comportamento. 
Un campionario umano bellissimo, visto dagli occhi dello stesso bambino disabile, che non è mai stato così abile. 
Un romanzo straziante, incredibile, forsennato come una bestemmia. 
L'autismo come non lo ha mai raccontato nessuno!

Recensione:

Come reagireste se vi dicessi che questo è un libro sull’autismo? Qualcuno rabbrividirà, altri scapperanno a gambe levate, invece vi assicuro che non è come potrebbe sembrare.
“Reperto Occasionale” è la storia di una famiglia con un bimbo autistico ma tutta la vicenda è vista con gli occhi del piccolo. Ecco che quindi la narrazione assume toni a volte confusi, saltando da un argomento all’altro in un flusso apparentemente disordinato. Quella che ci viene mostrata è la vicenda di un semplice bambino che tenta di vivere la sua vita normalmente mentre intorno a lui si crea una baraonda di dottori, insegnanti, scienziati, ricercatori, tutti estremamente bravi e illustri, tutti desiderosi di dire la loro, pronti ad essere acclamati come i salvatori dell’umanità dalla malattia dell’autismo.
Quanti di questi grandi luminari guarda veramente al bambino e a ciò di cui ha bisogno? Ben poche persone.

Io non ho esperienze dirette con l’autismo quindi non posso dire nulla riguardo ciò che viene trattato, dei metodi, delle teorie eccetera eccetera, però la storia è molto verosimile. Ciò che emerge sono i drammi, i dubbi, le fatiche di una famiglia come tante che cerca la strada migliore per il proprio figlio, che si interroga su che cosa sia veramente la condizione del loro primogenito. Sacrificano tutto per lui, persino il secondo figlio che viene messo in secondo piano.

Ciò che emerge è l’amore di una madre e un padre che fanno del loro meglio per barcamenarsi in un mondo insidioso fatto di arrivisti e truffatori. Ciò che emerge è un bambino che con la sua visione semplice e genuina della vita, strappa un sorriso in situazioni che di sorrisi ne meritano pochi. Questo forse è il maggior pregio del romanzo. Trattare con ironia un tema molto delicato e sensibile senza mai risultare noioso o irriverente.

Con un linguaggio semplice, l’autore è stato capace di immergerci in questo punto di vista originale e alternativo per farci provare sulla nostra pelle cosa possa significare guardare e vivere il mondo in modo diverso da come si aspettano gli altri.
Ed ecco che le persone non vengono giudicate per come appaiono, per un nome altisonante o una fama rispettabile ma per la capacità di donare un sorriso o una carezza, per la capacità di provare empatia con chi li circonda.
Così vediamo sfilare e giudicare tutta una serie di personaggi, dai dottori con le mani fatate, alle esperte di metodi miracolosi, a semplici ragazze desiderose di imparare e rendersi utili. 

Mi è piaciuto molto anche come è stato trattato il rapporto dei due genitori. Un uomo e una donna non tanto uniti dal matrimonio ma da questo figlio diverso, dalle lotte con lui e per lui. Un uomo e una donna che si sentono messi alla prova, che sono costretti a guardare ai propri limiti ma che nonostante tutto vanno avanti con coraggio e perseveranza.
Questi due genitori hanno sacrificato tutto mettendo in standby la loro vita finché a un tratto non si accorgono che il tempo passa, il mondo va avanti anche senza di loro, che il loro primogenito in fondo se la cava bene mentre il secondogenito ha bisogno di una mamma e un papà. Solo allora riusciranno a liberarsi dalla situazione di immobilità e di stallo delle loro esistenze, a trovare un equilibrio in un matrimonio che è oramai agli sgoccioli da molto tempo, a ricominciare a vivere con un po’ di serenità.

In conclusione lo consiglio sicuramente ma avverto che è molto particolare anche per il tema trattato. Delicato, ironico e interessante, ma è un libro che prima di tutto invita a riflettere.

IL MIO VOTO:




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