giovedì 26 marzo 2015

Recensione: "Phoenix - Operazione Parrot"

Come vi ho detto questi giorni sono un po' sfaticata :) quindi per la recensione di oggi lascio la parola a Federico. Devo dire che avendo letto la trama e la sua recensione mi è venuta una gran voglia di leggere questo libro perché sembra il genere che piace a me.
Comunque passiamo a parlare del romanzo di Francesca Rossini.

SCHEDA LIBRO:

Titolo: "Phoenix - Operazione Parrot"
Autore: Francesca Rossini
Genere: Romance, Thriller
Editore: Lettere Animate
Formato: e-book
Pag: 219

Link per l'acquisto:
Amazon, Kobobooks, Google Play e molti altri stores

Pagina Facebook:
https://www.facebook.com/pages/Phoenix-Francesca-Rossini/769383003097186?fref=ts

LA TRAMA:

1983. Un affascinante ed enigmatico agente dell'intelligence americana: Clay Nathan Hobbs, nome in codice Blue Shadow, coinvolge l'infermiera Leila Lane in una rocambolesca avventura in Europa sulle tracce di un agente del kgb, Egor Vinogradov, che ha un grosso conto in sospeso con lui. La comparsa in scena di una terza donna, l’agente segreto Rebecca Doyle, complicherà rapporti tra i protagonisti. Il terzetto dovrà tenere a bada i sentimenti per sventare un complotto ideato dallo spionaggio sovietico e la minaccia di conflitto atomico.


Recensione:
Recensione a cura di Federico Negri

Buongiorno amici, oggi vi parlo di Phoenix, operazione Parrot, spy-story in salsa rosa della scrittrice Francesca Rossini.
La letteratura spionistica è un genere incentrato sul tema dello spionaggio internazionale, che ha vissuto i suoi anni d'oro durante la guerra fredda e che ha quindi perso d'interesse a partire dal 1989, quando i martelli pneumatici hanno polverizzato il Muro.

All'epoca avevo un'amica di penna tedesca, ci scambiavamo lettere vere, di quelle che aspettavi un mese il postino per avere risposta. Lei era di Francoforte, ma mi raccontò di come aveva vissuto la notte del 9 novembre, quando giunse la notizia che una folla immane si era presentata ai varchi del muro e i soldati lasciavano loro la via, incerti sul da farsi (per un errore di comunicazione durante una conferenza stampa del governo della Germania Est!). Quella sera, in tutta la Germania, non appena la televisione diffuse la notizia, i giovani si riversarono in strada riempiendo le piazze, cantando e ballando sino al mattino. Scusate questo intermezzo sentimentale, ma in questi giorni in cui sembra che la nostra povera Europa sia solo un pugno di ferro stretto attorno a un mazzo di banconote, mi piace ricordare invece quanta sofferenza e quanta gioia uniscano tutti noi, gente del Vecchio Continente.


Tornando allo spionaggio, le spese per intelligence si sono da allora rivolte al controllo degli apparati di comunicazione e disperse nei mille fronti della cosiddetta guerra al terrore, rendendo dura la vita agli scrittori, che non avevano più l'arcigno orso sovietico da sventolare sul naso dei lettori come mandante di tutti i mali.
Inoltre le spie degli anni 80 viaggiavano, si camuffavano, parlavano mille lingue e conoscevano tutti i peggiori bar di Berlino Est, mentre oggi la maggior parte delle attività sono svolte dietro a un computer e quindi risultano molto meno interessanti da descrivere in un romanzo.
E' quindi più che comprensibile la scelta di Francesca di ambientare il suo racconto negli anni d'oro dello spionaggio, e più precisamente nel 1983, quando ancora gli agenti segreti prendevano Martini cocktails agitati e non mescolati, senza apparire ridicoli.

Il libro narra le avventure della spia Clay "Blue Shadow" Hobbs, agente operativo della CIA, che deve sventare un pericoloso piano dei nemici oltrecortina, volto a creare una crisi internazionale tra Gran Bretagna e Stati Uniti d'America. La particolarità di questa storia è la presenza, inizialmente malvista, ma poi via via più importante, dell'infermiera-aspirante-spia Leila Lane. La donna, per una serie di coincidenze, si trova ad accompagnare l'agente nelle sue vicissitudini, fino a scalfire il suo cuore indurito dagli anni di servizio.

Nella maggior parte degli script per vari media (TV, cinema, letteratura) si distingue tra A-story e B-story, cioè storia principale e secondaria. La storia principale è la caccia al cattivo, salvare il mondo dall'invasione aliena, o distruggere l'Unico Anello. Poi c'è la B-story che in una buona dose di opere è la storia d'amore, ma può anche essere il cambiamento emotivo dei personaggi, un'amicizia, il rapporto conflittuale con il padre, quello che volete.
Nel caso di Phoenix la storia principale è la storia d'amore. Il libro infatti è abilmente costruito e orchestrato attorno ai sentimenti che i due protagonisti sviluppano l'uno per l'altro e la storia di spionaggio diventa un interessante palcoscenico su cui svolgere la vicenda.

Io ho solo un paradigma per le spy-stories che di nome fa 'John' e di cognome 'Le Carrè'. Poi ci sono Forsyth, Clancy, Follet (qualcosa) e Ludlum, tra le mie conoscenze più care e più strette. Quando mi è stato proposto di recensire un romanzo di questo genere mi aspettavo qualcosa sulla scia dei succitati, quindi non posso dire di essere rimasto pienamente soddisfatto dalla lettura. Vorrei però qualificare meglio la mia opinione, per evitare fraintendimenti.

Il libro di Francesca Rossini è un ottimo romance. I sentimenti, le situazioni, lo sviluppo dei personaggi e la loro crescita emotiva, nonché il loro coinvolgimento reciproco sono davvero encomiabili.
Io non amo il genere rosaceo, quindi i miei complimenti non potrebbero essere più sinceri. Se vi piacciono le storie d'amore dove lui ha soldi, personalità, fascino e il giusto tormento interiore e lei è una donna comune, con però doti non comuni in termini di determinazione, arguzia e capacità di adattamento, Phoenix è vostro. Compratelo, senza esitare, lo adorerete.

Se invece vi attira lo sviluppo spionistico internazionale, gli intrighi e le avventure promessi dal libro, potrete rimanere leggermente delusi. Non sto dicendo che non vi siano questi elementi o che siano sviluppati in maniera approssimativa o sgraziata, però comunque rimangono un filo sullo sfondo.

Famoso gioco anni '80. Chi se lo ricorda?
Mi voglio soffermare invece sulle qualità tecniche dell'autrice, che mi hanno molto favorevolmente impressionato. La scrittura è molto scorrevole e il ritmo è maledettamente buono, molto simile a quello che potrete trovare in qualche multimilionario autore americano, complimenti davvero. Il plot è lineare, verosimile,  senza buchi o scelte irrazionali, encomiabile in una storia di questo tipo, che comunque è piuttosto complessa da gestire.
Anche i personaggi sono credibili e sviluppati con cura, ci si affeziona facilmente a Leila Lane (che nome però! Un misto tra Star Wars e Superman!), ben calata nella storia che si sviluppa attorno a lei ma con un background di vita ben architettato. Shadow è un po' troppo James Bond per i miei gusti, però ci può stare, ha anche lui i suoi tormenti e la trovata della sua relazione con la fidanzata ufficiale, spia anch'essa, è molto azzeccata.

Quindi per concludere consiglio la lettura di questo romanzo a tutti gli amanti delle storie d'amore e di spie, ma in questo ordine. E' scritto molto bene e curato nei dettagli, avvincente e veloce quindi non rimarrete delusi. 

Qualche notizia sull'autrice:

Francesca Rossini è un’insegnante di scuola primaria, vive a Manziana, piccolo paese nel verde della provincia romana. Collabora con il blog letterario ‘Il momento di scrivere’, per il quale cura la rubrica ‘Dalla bozza al romanzo’ e scrive recensioni ed interviste.
Ha pubblicato in ebook, con Nativi Digitali edizioni, un racconto che fa parte dell'antologia ‘Storie d’estate’.
Avida lettrice, appassionata di romanzi di azione e di avventura, con trame ricche di intrigo e pericolo. Ha da sempre coltivato la passione per la scrittura e per il disegno, scrivendo racconti su varie piattaforme telematiche e fiabe illustrate per i suoi alunni.
Phoenix. Operazione PARROT. di Lettere Animate è il suo romanzo d’esordio.

3 commenti:

  1. Ed ecco il caso del libro "scoperto" grazie alla recensione, probabilmente la copertina e il titolo non mi avrebbero attratto abbastanza da prenderlo in considerazione. E invece sembra proprio essere anche il mio genere :)

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    1. Stessa cosa per me. Mi ha molto incuriosito e quasi quasi mi è dispiaciuto aver lasciato la lettura a Federico. :p Credo che prima o poi rimedierò

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  2. Grazie in ritardo per i commenti, visti solo ora, Deb e Manuela, spero che se avete deciso di leggere vi sia poi piaciuto :-)

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