domenica 22 febbraio 2015

Recensione: "Le Pergamene di Ankor"

Visto che ho scoperto questo autore e ho letto i suoi romanzi sull'ispettore Quetti, non potevo non leggere anche il suo romanzo fantasy. Sicura di andare a colpo sicuro, in un pomeriggio di una domenica di relax mi sono tuffata nel mondo fantastico creato da Diego Collaveri.

SCHEDA LIBRO:

Titolo: "Le Pergamene di Ankor - La morte dagli occhi di ghiaccio"
Autore: Diego Collaveri
Serie: Le Pergamene di Ankor
Genere: Fantasy
Formato: e-book e cartaceo
Pag: 236

Link per l'acquisto:
Amazon, Kobobooks, Google Play

Pagina Facebook:
https://www.facebook.com/DiegoCollaveriautore?fref=ts

LA TRAMA:


Nell'era della dittatura del feroce Xalatron l’ultima speranza dei ribelli è l’avvento di un leggendario guerriero, profetizzato dalle pergamene ritrovate sul sacro monte Ankor. Per annientarne questo credo, il tiranno invia la figliastra Maril, un’orfana che ha cresciuto nel sangue per farne un invincibile combattente senz’anima, conosciuto come la morte dagli occhi di ghiaccio. Dovrà raggiungere in incognito lo sperduto monastero di Tinien, fonte del culto, per scoprirne i segreti e distruggerlo. Nel viaggio però la ragazza incontrerà qualcuno capace di incrinare la gelida crudeltà che l’avvolge, fino a far riaffiorare il suo vero io; ma è davvero il compiersi della misteriosa profezia o un oscuro piano ordito dalla nera mano dello spietato patrigno?

Recensione:

Sapevo che Diego Collaveri non mi avrebbe deluso e così infatti è stato. Questo è il primo volume della serie di cui spero di poter vedere pubblicato presto il seguito.

Maril è una ragazza cresciuta nella solitudine, con due soli fidati compagni: l’odio e la morte. A questo è stata addestrata, ad uccidere senza pietà, senza coscienza, come un demone dagli occhi di ghiaccio che distrugge tutto ciò che le si para davanti. E così si apre il romanzo. Un campo di battaglia, morte e sangue ovunque intorno a lei, lei che ha fronteggiato e cancellato l’esercito della resistenza composto da 500 uomini. Eppure quel campo di battaglia è l’inizio di un lungo e tormentato risveglio della sua coscienza che l’accompagnerà per tutto il romanzo. E quando le verrà affidata la missione più importante, un’ulteriore prova per mostrare la sua devozione al tiranno che l’ha cresciuta e che con la sua violenza domina quelle terre, si ritroverà faccia a faccia con qualcosa che non si sarebbe mai aspettata: dei sentimenti ben diversi dai suoi due soliti compagni. Gli occhi limpidi di un ragazzo, il suo sorriso sincero, l’altruismo e la fiducia che il giovane ha in lei, forse saranno in grado di spezzare le catene che hanno imbrigliato il suo cuore e la sua anima. Tra profezie, combattimenti sanguinari e magia, Maril dovrà affrontare molte prove ma la più dura e difficile sarà quella contro se stessa.

          

Questo romanzo presenta molte caratteristiche del genere fantasy: la battaglia tra bene e male, antiche profezie, un tiranno malvagio da sconfiggere, misteriose pergamene, culti magici, un prescelto che salverà il mondo, ecc… ecc… eppure non si riduce tutto a questo.
Al contrario ciò che veramente colpisce della storia è ben altro.
La vera indiscussa protagonista è lei, Maril. Una ragazza forte e indistruttibile che si scopre fragile e indifesa di fronte a ciò che non è morte e distruzione.
E’ molto bello vedere la sua trasformazione, la scoperta e la conquista del suo vero io e l’autore è stato molto bravo a delineare la sua crescita psicologica.

Nonostante le molte scene in cui vediamo la nostra eroina faccia a faccia col proprio passato e con i dubbi che la tormentano, il romanzo non è mai noioso o statico. Al contrario: azione e sentimento sono intrecciati molto bene, tanto da essere l’uno sostentamento per l’altra. Maril è una donna in crisi, una donna molto reale che deve affrontare i propri demoni e decidere cosa fare della sua vita. Deve decidere chi vuole essere e riconquistare la propria identità. In fondo è questo a cui ogni giorno siamo chiamati tutti noi; nelle cose più piccole come in quelle più grandi, siamo sempre davanti ad una scelta.

Se non si fosse capito, il personaggio di questa ragazza mi è piaciuto molto. E ancora di più mi ha conquistato lui, Tarek. Tarek non è certo un maschio alpha; anzi, è un ragazzo dolce e gentile ma goffo e buffo. E’ anche gioviale e semplice, testardo e coraggioso. Per questo fa breccia nel cuore impietrito della ragazza. Tarek, al contrario della donna, sa molto bene chi è e cosa deve fare; non ha ripensamenti, mai, nemmeno negli scontri anche se le sue possibilità di vittoria sono pari a zero.
Lui rappresenta la gioia, il sole nell’oscurità che circonda Maril; lui è spensieratezza e pace, tutto ciò che Maril non è mai stata e non ha mai avuto. Ma soprattutto, lui è capace di andare oltre gli occhi di ghiaccio che incutono timore agli uomini più crudeli, per cogliere la vera Maril. E paradossalmente la trova proprio lì, in quegli occhi.
Una coppia davvero formidabile che mi ha lasciato tante belle sensazioni.

Che dire degli altri personaggi. Qui i cattivi sono davvero cattivi. Xalatron è un tiranno che incute timore, da cui si può solo scappare. Malvagio, demoniaco direi perché c’è solo una cosa che vuole: il potere e il dominio. La vita, qualsiasi vita per lui è insignificante.
Lo stesso vale per il mercenario Kurt, il cattivo in seconda ma che può rivaleggiare per crudeltà con il suo padrone. Poi vi sono tutti gli abitanti di Tinien, un allegro e battagliero gruppo pronto a dare la vita per ciò in cui crede. Ognuno di loro è tracciato molto bene nel proprio carattere, con peculiarità, pregi e difetti.
Ma è meglio se mi fero qui o rischio di svelare tutto il romanzo.

Non mi rimane che parlare dello stile e poi chiudere questa recensione.
Dello stesso autore ho letto due romanzi della serie “Anime Assassine”. Questo libro è precedente e soprattutto di un genere del tutto diverso. Lo stile di Collaveri si vede e mi piace ma qui lo ho trovato leggermente più immaturo (in fondo è il suo primo vero romanzo e magari io avessi scritto un romanzo d’esordio così). Qualche ripetizione qua e là e alcune frasi un po’ troppo articolate ma niente di che, niente insomma rispetto tutti gli altri pregi. L’autore ha uno stile fluido, sa creare atmosfere magiche e immagini evocative, non scade mai nel banale, caratterizza bene i personaggi e la trama è ricca e affascinante; il linguaggio è adatto al genere, né troppo articolato né troppo semplice. Ecco, magari ho trovato qualche descrizione di troppo. Ok, gusto mio e credo che anche il genere richieda tutti questi particolari quindi rimane un’osservazione puramente soggettiva. Conosco almeno una persona che invece ci andrebbe a nozze con tali descrizioni e sono convinta ce ne siano moltissime altre.

Non posso però non lodare la fantasia nell’immaginare paesaggi, luoghi misteriosi e le armature dei guerrieri. Anche i combattimenti, sanguinosi ma che non danno mai fastidio, sono molto vividi tanto da permettere di seguire bene l’azione senza però appesantire con inutili particolari.

In conclusione non posso che consigliare questo romanzo che è sì un fantasy fatto di avventura, magia, mistero, azione, ma che è anche e soprattutto la storia di un’anima perduta che riscopre se stessa grazie soprattutto all’amore. Amore inteso in tutte le sue forme, come generosità, altruismo, amicizia, fiducia, sacrificio e qualsiasi altro sentimento buono che la parola possa racchiudere.

IL MIO VOTO:



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2 commenti:

  1. Oddio, mi tocca aggiungere un altro libro in wishlist!!!!

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    1. Deb c'è davvero molto romance in questo fantasy, ti piacerebbe.

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