mercoledì 18 febbraio 2015

Occhio al Libro: "Ci vediamo su FB"

Come potete vedere oggi vi segnalo un libro dal titolo molto attuale. E' la prima opera di Lavinia Brilli ed è autopubblicata. Non ho letto il romanzo però volevo fare i miei complimenti all'autrice per aver scelto un tema particolare e sociale proponendone una lettura in chiave ironica. Ma passo a presentarvelo.

SCHEDA LIBRO:

Titolo: "Ci Vediamo su FB"
Autore: Lavinia Brilli
Genere: Humor
Formato: e-book
Pag: 162 (formato kindle)
Kindle Unlimited: disponibile

Link per l'acquisto:

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LA TRAMA:

Lisa ha superato da un po’ i quaranta e si sente in piena mezza età. Tra supermercato e parrocchia, tra un marito misantropo e un lavoro deprimente la sua vita è spumeggiante come una coca sgasata. Eppure guardandosi intorno vede gli altri quarantenni in pieno fervore, a caccia di divertimento  come adolescenti in ritardo di qualche decennio.
Mentre lei occupa il suo tempo preparando la merenda agli amici dei figli, le sue uniche due amiche passano da un pub a una discoteca, pubblicando immancabilmente i selfie su Facebook per dimostrare ad amici e conoscenti quanto si divertano. E Lisa è proprio tra quelli che si collegano a Facebook per guardare la vita degli altri dal buco della serratura senza mai pubblicare niente (chi vorrebbe guardare le foto di una consulta scolastica o di una serata davanti alla tv?)
L’annuncio della visita di sua cugina Diana, regina delle serate milanesi e desiderosa di conoscere la vita notturna della provincia, getta Lisa nella disperazione e la costringe a cercare un modo per allargare il suo giro di amicizie.
Dopo aver tentato di tutto, Lisa ha un’illuminazione e architetta un piano per rendere la sua vita più interessante  proprio con l’aiuto di Facebook, ma imbranata com’è le sarà difficile evitare figuracce e camminare in equilibrio sul filo delle bugie. 
E adesso anche il rischio di perdere il marito è dietro l’angolo…

Un Estratto dal Libro:

Gettando i cento chili di borse sul tavolo mi precipito ad accendere la fatidica coppia pc-modem. Dopo un tempo che mi sembra eterno accedo a Facebook... sì! Sara ha accettato la mia amicizia! E’ fatta!
Guardo l’orologio e mi rendo conto di avere la casa a disposizione ancora solo una mezz’oretta, prima che si riempia di bocche affamate e di borsoni traboccanti tute sudate e calzini puzzolenti.
Apro la credenza della nonna e mi ritrovo a fissare i vari servizi “buoni” di bicchieri: servizio da cinque, da sette, da otto, sospetto che non fossero i numeri originali, probabilmente qualche bicchiere si è buttato di sotto dalla disperazione per non essere praticamente mai stato usato. Perfino io che sono la legittima proprietaria non ricordo che faccia abbiano i miei bicchieri e li guardo come fossero nuovi, nonché piuttosto impolverati. Ne prendo uno per tipo, bicchiere da vino, da champagne, bicchiere basso e largo, bicchierone (ma che ci dovrei bere in questi bicchieroni? Birra in stile Oktoberfest?) e comincio ad armeggiare tra le bottiglie di liquore, leggendo il mitico libretto.
Una serie di cocktail (a un’orrenda temperatura ambiente) comincia a prendere forma sul tavolo di cucina.
Devo sbrigarmi: ma poi che mi importa di rispettare le dosi? Mica li devo bere veramente.
All’improvviso un pensiero mi fulmina. Ho speso un capitale in liquori. Se avessi usato acqua e le tempere di Jacopo avrei ottenuto dei bellissimi bicchieri di liquido colorato a costo zero!
Mi viene da piangere. Questa storia mi sta ottenebrando la mente. Intanto compongo cinque bicchieri alternando scorze di limone, cannucce, bandierine e ombrellini (sì, ho comprato anche quelli, in confezione da 25). Mi guardo intorno frenetica per trovare la location adatta al servizio fotografico. Se deve sembrare un bar, ci vuole una luce artificiale. Il tavolo del soggiorno è illuminato dai faretti a ottomila watt, è perfetto. Basta eliminare i centrini della nonna che sono tutto tranne che trendy, anzi già che ci sono li metto nel cassetto definitivamente, non sono adatti alla nuova stagione di eventi mondani che sta per cominciare. Faccio una bella composizione, i bicchieri più bassi davanti, quelli più alti dietro, e scatto.
Guardo ansiosa il risultato, e.. orrore! Nell’inquadratura vedo, oltre ai cocktail, un pezzetto di tenda, un angolo di divano, e addirittura un orecchio di gatto! Che a un’attenta analisi dell’FBI si rivelerebbe lo stesso gatto della foto sul profilo di Valeria (ma penso che l’FBI sia impegnata su altri fronti, per fortuna).

Beh, l'estratto è davvero molto carino e divertente. Prima o poi riuscirò a leggere anche questo così saprò dirvi di più. Nel frattempo però, se qualcuno di voi lo avesse letto, non faccia il timido e ci dica i suoi commenti. Sono curiosa.

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