sabato 28 febbraio 2015

Intervista: David Pratelli e il suo "Tenebra"

Ho fatto qualche domanda a David Pratelli, imitatore e personaggio conosciuto della radio e della televisione che ora ha pubblicato un racconto horror. Scopriamo di più su di lui e la sua opera.

SCHEDA LIBRO:

Titolo: "Tenebra"
Autore: David Petrelli
Genere: Giallo, Horror
Editore: Kimerik
Formato: Cartaceo
Pag: 182

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LA TRAMA:

Il romanzo narra la storia di un uomo, Lucas, che sin dall’età di 16 anni compie gesti folli e atroci in nome di una vendetta personale, uccidendo e poi seppellendo tutte le donne che lo deridono e lo rifiutano. Il mistero che avvolge il Tenebroso è il filo conduttore di tutto il racconto. Dopo il primo omicidio compiuto ai danni di Ginevra, ragazza conosciuta a scuola che si era presa gioco di lui facendogli credere di esserne innamorata, Lucas sparirà nel nulla senza lasciare alcuna traccia. Dell’omicidio se ne occuperà il commissario Taddei che, nonostante le ricerche fatte tutte inutili fanno si che il caso venga archiviato , non perderà le speranze di trovare l’assassino. Dopo 20 anni una palestra di Roma sarà luogo di un omicidio che trova sconcertanti corrispondenze con quello compiuto tanto tempo fa dal Tenebroso: la ragazza dopo essere stata brutalmente uccisa viene seppellita. Gli omicidi si susseguono, sempre con gli stessi rituali e la polizia brancola nel buio, Taddei, ormai in pensione, convinto che dietro a questi delitti ci sia la mano di Lucas decide di collaborare con il commissario Soavi responsabile delle indagini.

Intervista:

1-Imitatore e attore, televisione e teatro, attraverso una carriera di tutto rispetto. Ora la scrittura e il primo romanzo. Come mai questa scelta? Hai sempre desiderato scrivere o è una cosa nata solo recentemente?
La scrittura del romanzo è nata spontaneamente, volevo scrivere una sceneggiatura poi è nato un romanzo che mi ha coinvolto appassionatamente.

2-Cosa significa per te scrivere? Cosa ha di diverso da ciò che hai fatto finora?
Il voler tirare fuori una parte di me, voler uscire per un momento dal classico personaggio brillante e avventurarmi in un modo misterioso come quello dei gialli horror.

3-“Tenebra” è un giallo horror. Perché questo genere? Cosa ti affascina dell’horror, quali sono le sue potenzialità?
Perché mi ha sempre attratto questo genere, ti avvolgi in un nuovo mondo e cerchi di indagare, capire, curiosare cosa si nasconde dietro un serial killer.


4-Hai qualche autore preferito? Qualcuno da cui trai ispirazione come modello letterario?
Autori di libri non proprio, però ho preso spunto dai racconti di Dario Argento e i vari horror di oggi.

5-Parlaci un po’ del tuo romanzo. Quando è nata l’idea, dove hai preso l’ispirazione per la storia e i personaggi, insomma tutto ciò che vuoi.
Proprio dalla pellicola di Dario Argento, dal film “Tenebre”, “Non ho sonno”, e tanti altri. Ti chiudi fra quattro mura, un PC e cominci a scrivere l'estremità di una qualsiasi persona che ha fame di vendetta, che prova odio ma con intelligenza, tenendo il racconto col fiato sospeso tutto il tempo fino a che arriverà la sorprendente stesura finale che spesso lascia colpiti i lettori. Alcuni ci hanno indovinato ma nessuno potrà capire la misteriosa origine delle vendette del protagonista.

6-Una citazione dal tuo libro e spiegaci perché proprio questa.
Ogni inganno che una donna commetteva ai suoi danni rischiava di essere punito con un atto senza pietà: l'omicidio.
Chi di noi accetta di essere raggirato da una donna che magari ci interessa? Credo nessuno, ecco che Lucas, il protagonista, all'inizio del romanzo, non accetta che una donna possa prendersi gioco di lui. Un chiaro messaggio per tutte quelle persone che intendono raggirare gli altri colpendo le loro debolezze. Ovvio che non intendo assolvere il killer per le sue atroci vendette ma nemmeno assolvere quelle vittime che in vita avevano tenuto atteggiamenti falsi e ambigui.

7-Ora volevo farti una domanda più generica. Come valuti il panorama editoriale italiano? Secondo te c’è spazio per gli autori emergenti? Quali sono, sempre a tuo parere, i problemi della nostra editoria e quali i punti di forza, se ve ne sono?
L'editoria lascia molto a desiderare, vuoi perché mancano soldi, vuoi perché come nelle produzioni televisive si va sul sicuro. Non c'è la voglia di investire su scrittori emergenti. Il mio racconto ad esempio, sono certo che, se messo in mano a una Mondadori o altre case importanti, avrebbe ben altro riscontro. Viviamo in un mondo imbalsamato dove il successo va solo a chi già ce l'ha e perché gli viene data la possibilità. Poi se esce qualcuno è perché grazie a quella casa c'è stato il coraggio e la voglia di investire in maniera forte e decisa. Peccato, perché talenti in giro ce ne sono ma, o risultano meteore o vengo chiusi nel loro piccolo mondo di sogni.

8-Grandi, medie e piccole case editrici fino all’autopubblicazione. Cosa ne pensi?
Le grandi, come ho detto prima, vanno sui nomi e sul sicuro e facendo così non si va da nessuna parte, tranne che gli introiti nelle loro tasche e potrei anche capirlo. Le medie e le piccole ti danno la soddisfazione di pubblicare il tuo libro ma poi niente più e allora Amen.

9-Domanda d’obbligo. Hai già un nuovo romanzo in cantiere e sempre dello stesso genere? Oppure stai lavorando ad altro? Ce ne puoi parlare?
Sì, avrei un altro racconto giallo nel cassetto che pubblicherò fra diversi anni. Adesso sono preso da un musical su Celentano che girerà inizialmente nel Lazio e Toscana fino al territorio nazionale, poi radio in Toscana e... Passione forza e tanta pazienza.

                       

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