mercoledì 7 gennaio 2015

Recensione "L'estate Segreta di Babe Hardy"

Eccoci tornati dopo le feste natalizie per presentarvi una nuova recensione. Le mie vacanze sono state costellate da letture particolari e originali e questa di stasera è una di quelle.
L'autore è sempre un italiano: Fabio Lastrucci.
Prima di passare a presentare il romanzo vorrei però aprire una piccola parentesi: adoro questa copertina.
E ora passiamo al sodo.

SCHEDA LIBRO:

Titolo: "L'estate Segreta di Babe Hardy"
Autore: Fabio Lastrucci
Genere: dark comedy
Editore: Dunwich edizioni
Formato: e-book e cartaceo
Pag: 247

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LA TRAMA:

La favolosa Hollywood degli anni ’30 si tinge di horror per un contagio ripugnante che si propaga grazie alla promiscuità dell’ambiente cinematografico. Le vittime mostrano un crescente bisogno di sangue, insieme a disturbi della personalità e bizzarri effetti collaterali. 

Potrebbe mai trattarsi di vampirismo? 
Lo sperimenteranno loro malgrado Oliver Hardy e Stan Laurel, trascinati in un incubo che coinvolge illustri colleghi – la “fidanzata d’America” Mary Pickford, l’atletico Douglas Fairbanks Sr. e Bela Lugosi – in una doppia vita da tenere nascosta alla legge, ai giornali e soprattutto al sinistro dottor Rainer Von Herb. 
Tra pedinamenti notturni, profanazioni di tombe, sparizioni e ricatti sventati, le disavventure di Laurel e Hardy attireranno le indagini di un cocciuto tenente di polizia. Il duo incrocerà occultisti dispeptici e truffaldini, criminali di mezza tacca, cacciatori di vampiri e il terribile patriarca Arthur Jefferson, venuto dall’Inghilterra per restituire Stan Laurel al teatro. 
L’azione si mescola all’umorismo nero in una black comedy che omaggia i miti del cinema attraverso una narrazione rapida e vivida. 
Come la finzione del grande schermo, tutto si rivelerà molto diverso da ciò che appare. La spiegazione di ogni cosa giungerà in un convulso faccia a faccia con l’unico uomo a Los Angeles che conosce la vera natura del clan dei “notturni”. 

Recensione:

Oliver Hardy e Stan Laurel si troveranno a dover affrontare un’avventura dalle tinte fosche e assurde, un qualcosa che mai e poi mai avrebbero pensato potesse esistere. Mentre numerosi personaggi famosi verranno coinvolti e si alterneranno sulla scena del romanzo, mentre uno strano e misterioso “dottore” seguirà l’espandersi del contagio, questa vicenda metterà a rischio tutto ciò che i due comici possiedono: la vita privata, la loro professione e persino la loro amicizia.

Ho trovato la trama di questo romanzo particolare e originale, sicuramente interessante e con degli ottimi spunti.
Mi è piaciuto molto entrare nel mondo della Hollywood degli anni ’30, dare una sbirciata a personaggi come Oliver Hardy e Stan Laurel così come mi è piaciuto che questo mondo entrasse a contatto con il mistero e il soprannaturale.

I personaggi di Hardy e Laurel sono molto ben delineati. Il loro duo, la loro amicizia, i rapporti privati con le donne, con il padre di Stan, le simpatie e antipatie di ognuno, il carattere più impulsivo e superficiale del primo contro quello più riflessivo e saggio dell’altro. Non ci sono scene che fanno ridere, al contrario quello che viene mostrato è il lato umano dei due uomini, il dietro le quinte, i drammi della loro vita.

Loro tuttavia non sono gli unici personaggi in gioco. Anzi il libro potrebbe essere definito un romanzo corale. Il punto di vista dell’uno e dell’altro comico si alternano infatti a quelli di molti altri: attori famosi, poliziotti, malfattori, personaggi misteriosi. Ognuno ha la propria personalità e il proprio carattere, paure, ambizioni, pregi e difetti e sono tutti molto interessanti.

C’è il poliziotto troppo preso dalle sue indagini da non accorgersi di quello che accade dentro casa sua; la diva impulsiva; l’attore famoso e potente che gioisce delle nuove possibilità; il malfattore che passa le sue giornate cercando vittime da colpire e spennare; l’avvocato senza scrupoli con il vizio del gioco e dell’alcool;  il padre arrogante che crede di sapere cosa sia meglio per il proprio figlio, la moglie stanca dei tradimenti del marito e così via. Insomma uno spaccato di vita reale che dà il quadro generale dell’ambiente in cui si muovono Laurel e Hardy.

Il tutto scritto in uno stile maturo, fluido e accattivante. Nessun errore né imprecisione e una buona padronanza linguistica, con un linguaggio adatto anche al periodo in cui è ambientata la vicenda.

Tuttavia il romanzo non mi ha soddisfatto in pieno.
Credo sia stata una questione soggettiva, non so, eppure mi ha lasciata perplessa. Devo ammettere che non è stata una lettura veloce, al contrario la storia ha stentato a catturarmi. Non dico che sia noiosa, anzi di cose ne succedono molte eppure, anche nei momenti in cui ci sarebbero dovuti essere pathos e suspense, alla fine non ne ho trovato. Tutto troppo semplice e facile, compresa la risoluzione finale del tutto.

Il fatto poi che il romanzo sia composto da capitoli molto brevi in cui si alternano tutti i vari punti di vista, ha ostacolato l’immedesimazione, l’empatia con le vicende narrate; per non parlare poi delle volte in cui il cambio di POV mi ha disorientato nel fare salti da una situazione a un’altra senza preavviso e senza punti di contatto con il capitolo precedente.

Come sempre però questo è esclusivamente un parere personale condivisibile o meno.

In conclusione queste le mie impressioni: un libro carino con una trama originale e dei bei personaggi, un’ambientazione affascinante e una scrittura ottima, ma che non è riuscito a catturare del tutto la mia attenzione.

IL MIO VOTO:



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