lunedì 1 dicembre 2014

Recensione:"La Bambola" di Daniela Jannuzzi

Seconda recensione ad opera di Federico Negri e questa volta si tratta di un horror, un racconto di Daniela Jannuzzi. Conosco Daniela per aver già letto "Il Cuore e la Maschera"  (recensione QUI) ed è un'autrice che stimo e ammiro ma questa volta ho lasciato tutto in mano a Federico visto che io non leggo horror.
Quindi passo a presentarvi il romanzo e la recensione.

SCHEDA LIBRO:

Titolo: "La Bambola"
Autore: Daniela Jannuzzi
Genere: Racconto, horror
Editore: Lettere Animate
Formato: e-book
pag: 53 (formato kindle)

Link per l'acquisto:
Amazon, Kobobooks


LA TRAMA:


In un giorno qualunque Miranda esce in ritardo dal lavoro e, mentre corre per andare a prendere la sua bambina alla scuola di ballo – preoccupata per la reazione che potrebbe avere per i molti impegni della mamma, donna divorziata e lavoratrice – s’imbatte in un negozio che trova all’improvviso sulla sua strada ma che non ricorda di aver mai visto prima d’ora: La Piccola Bottega Dietro L’angolo, che all’apparenza sembra solo un negozio d’antiquariato mal organizzato.
Avvicinatasi alla vetrina, però, Miranda nota un oggetto che cattura subito la sua attenzione: una bambola di porcellana vestita in stile ottocentesco, curata in ogni dettaglio e tenuta a regola d’arte, che in qualche modo l’affascina. Tuttavia non ha ulteriore tempo da perdere e sta per andar via, quando un movimento attira di nuovo la sua attenzione e con la coda dell’occhio le pare di vedere il giocattolo muoversi. Guardando meglio la donna nota che qualcosa sul volto della bambola è mutato...


Recensione:
ad opera di Federico Negri


Ho letto, con parecchi brividi lungo la spina dorsale, la novellette horror "La Bambola", di Daniela Jannuzzi.

Il racconto si snoda attorno a una bambola antica, che viene portata a casa da una madre piena di sensi di colpa verso la propria figlia, pensando di farle un favore. Purtroppo l'oggetto si rivelerà dotato di propria volontà e metterà in difficoltà la bambina con scherzi via via più crudeli, che non saranno ovviamente creduti dalla genitrice.

Non svelo oltre i contenuti del racconto per non rovinare la sorpresa a chi lo leggerà, ma più avanti metterò uno spoiler quindi, se avete intenzione di leggerlo, chiudete questa recensione qui e fiondatevi a comprarlo.

Lo stile e la proprietà di linguaggio di Daniela sono davvero encomiabili. Se proprio devo evidenziare un difettuccio l'incipit non è memorabile, ma superate le prime due pagine, il racconto prende vigore e tiene incollato il lettore alle pagine. Io l'ho letto tutto d'un fiato, nel corso di una singola serata.
Non annoia mai, le frasi scorrono veloci e precise e il pathos viene gestito alla grande, senza andare oltre le righe. I personaggi sono molto ben caratterizzati, in particolare la bimba di sette anni, che buca letteralmente il foglio.

Quindi i miei complimenti più vivi all'autrice, che è dotata di una penna affilata, che sa usare evidentemente con perizia ed efficacia.

Ma… c'è un ma.  E qui davvero non posso esimermi da un piccolo spoiler, senza il quale il mio giudizio non avrebbe senso. Non ho apprezzato l'arco narrativo ideato dall'autrice. Né come studio del plot, né nella conclusione. 

Lo svolgimento del plot è classico. Troppo classico, a mio modesto avviso. La bambola cattiva che prende vita e si scopre che è malvagia. Come ho scritto sopra il pathos è gestito benissimo e si legge velocemente, però ci si aspetta sempre un twist che non arriva.
E' proprio la storia della bambola cattiva che prende vita. What you see is what you get, direbbe la mia anima nerd. Però la mia anima di lettore preferisce qualche piccola sorpresa, di tanto in tanto!

D'altro canto, la conclusione della narrazione è fuori schema, ma conduce in una direzione che io non ho apprezzato. Però qui entriamo nel campo minato dei gusti personali, altri lettori la potranno invece valorizzare, ho visto che il libro ha molti commenti positivi da blogger e recensori consumati, quindi il mio parere è in minoranza.

Per venire al sodo, il messaggio finale, il tema che viene veicolato attraverso questo racconto, è che il male trionfa sul bene, senza via d'uscita, senza scampo, senza possibilità di redenzione. E' un messaggio che io non cerco in una storia, che non mi soddisfa, perché non lo condivido e non mi lascia alcuna emozione, se non indifferenza e repulsione.

Quindi, in sintesi, ottimo racconto da un punto di vista stilistico e di sviluppo dei personaggi, che si merita quattro forzieri per questa parte. Più modesta l'elaborazione della storia che non va oltre i due forzieri, per una media finale di un bel tre. In questa valutazione non inserisco però il mio gusto personale riguardo all'apice conclusivo della narrazione, che io non ho gradito per nulla, ma che invece gli amanti di storie nichiliste e malvagie apprezzeranno. 

Qualche notizia sull'autrice:


Daniela Jannuzzi, classe ’78, nasce a Messina ma vive a Lipari da quindici anni, dove ha modo di coltivare la sua passione infinita per i libri e la scrittura che, nata insieme a lei, diventa presto la sua arte e passione più grande.
Adora la natura, gli animali e vive in campagna circondata dal verde, tra paesaggi mozzafiato da cui trae l’ispirazione per le sue opere letterarie. Tuttora commessa in un negozio, dedica però ogni minuto libero alla scrittura, perseverando con passione per realizzare i suoi sogni.

Dopo il suo esordio letterario avvenuto nel 2013 con il romanzo: Il cuore e la maschera, ha proseguito nella sua carriera pubblicando altre opere e partecipando a concorsi letterari con ottimi risultati. A settembre 2014 ha pubblicato il racconto lungo: La bambola, edito da Lettere Animate.

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