domenica 30 novembre 2014

"Vacanze da Tiffany" con Francesca Franca Baldacci

Oggi vi presento un'autrice italiana Francesca Baldacci il cui libro, dopo essere stato un successo del self publishing, è stato pubblicato da una grande casa editrice. Ho scambiato quattro chiacchiere con Francesca, parlando del suo romanzo, dell'editoria italiana e dei suoi progetti futuri.
Prima di tutto vi presento il suo "Vacanze da Tiffany".


SCHEDA LIBRO:

Titolo: "Vacanze da Tiffany"
Autore: Francesca Baldacci
Genere: Romance
Editore: SPERLING & KUPFER
Pubblicato: 6 Maggio 2014
Formato: e-book e cartaceo

Link per l'acquisto:
Amazon, Kobobooks, Ibs in molti altri stores nonché in tutte le librerie

Pagina Facebook:

LA TRAMA:

Ci sono svariati modi di reagire a un fidanzato che ti lascia. Per Angy, che ha un caratterino pepato, quello migliore è mettere in atto una degna vendetta, tanto per togliersi qualche sassolino dalla scarpa. Una volta tamponato l'orgoglio ferito, può pensare davvero di voltare pagina. E quale modo migliore di farlo se non con una vacanza? Ma non una qualsiasi, perché serve qualcosa che tenga impegnati corpo e mente. Così Angy decide di trascorrere la stagione estiva all'hotel Tiffany, un graziosissimo albergo sulla Riviera delle Palme di proprietà delle infaticabili zie Camilla e Gisella. Un luogo unico, che sembra essersi fermato agli anni Sessanta, e che, come dice il nome stesso, è un omaggio al film culto "Colazione da Tiffany". Qui potrà lasciarsi i dispiaceri alle spalle e allo stesso tempo rendersi utile, aiutando le due donne a gestire i numerosi clienti. Per fortuna, tra frequentatori abituali e nuovi arrivi, sono tutte persone con cui è facile entrare in sintonia. Tutte tranne il cliente della suite numero otto, un giovane affascinante e sfuggente che passa le sue giornate in solitudine. Di lui Angy conosce solo il nome e l'abitudine di andare in spiaggia la mattina presto, per il resto è un assoluto mistero. Il giorno in cui per la prima volta scambiano qualche parola non è esattamente memorabile, eppure qualcosa in quello sconosciuto la attira e la incuriosisce. E mentre Angy si rimprovera per non aver imparato niente dalle recenti delusioni, la magia di Tiffany fa la sua parte. Perché in quel luogo qualunque cosa può succedere. Persino tornare a credere nell'amore. Anche se non sempre tutto è come sembra…

E ora passiamo all' Intervista

1-Dici di essere nata con la penna in mano ed effettivamente, vedendo tutto quello che hai fatto, non posso dubitarne. Inutile quindi che ti chieda che importanza abbia la scrittura nella tua vita, mi sembra evidente. Eppure mi chiedo. Se non avessi avuto modo di fare la giornalista e di mettere a frutto questa tua passione, se i tuoi libri non avessero venduto, se non avessi trovato nessuno che credesse in te, se ti fossi ritrovata a scrivere nei ritagli di tempo tra la famiglia e un lavoro da impiegata che non ti piaceva ma che era necessario per portare i soldi a casa, avresti comunque continuato a scrivere alimentandoti solo della passione o credi che avresti rinunciato, scoraggiata?
Oddio! Scrivo e mi barcameno tra casa, famiglia e scrittura da talmente tanti anni che… non so che cosa sarebbe stata la mia vita senza tutto questo. Sicuramente avrei insegnato, se non avessi potuto dedicarmi alla scrittura a tempo pieno. Non so, allora, che cosa sarebbe successo. Dal momento che l’idea di insegnare non mi sarebbe risultata del tutto sgradita, penso che lo avrei fatto volentieri comunque. Ma non posso sapere se la mia passione per la scrittura avrebbe comunque trovato spazio. Penso di sì. So di molte prof che riescono a ritagliarsi il tempo per dedicarsi a questa passione. Da ragazza non pensavo di diventare una scrittrice eppure approfittavo di ogni istante libero per riempire i miei quadernetti di romanzi.

2-Hai ottenuto tanti successi e raggiunto molti traguardi. C’è un qualcosa che invece non sei riuscita a raggiungere e che ancora è lì che punge come una spina nel fianco come un fallimento?
Assolutamente no. Sono felice per ciò che ho raggiunto e guardo sempre avanti con fiducia e speranza. 

3-Qual è la cosa che ami di più dello scrivere?
Non saprei definirlo: è una gioia che nasce dal più profondo del cuore, che mi fa sentire viva, che è parte di me. Dello scrivere, dunque, mi piace… tutto!

4-Parlaci un po’ del romanzo: “Vacanze da Tiffany”. Tutto quello che vuoi, personaggi, trama, da dove è nata l’ispirazione… ciò che ti passa per la testa, a ruota libera.
L’idea di una ragazza peperino che si vendica del grave torto subito è nata in me, perché amo i personaggi dal carattere focoso. La protagonista, Angy, mi somiglia un po’ e dunque non si discosta molto da ciò che sono o che immagino di poter fare in simili situazioni. Le zie di Angy, che sono un punto di forza del romanzo, per il loro carattere, mi sono state ispirate dallo splendido rapporto che ho sempre avuto con mia madre. Sono… due aspetti di lei. Giulio invece è un uomo dei sogni, mentre Renato, assai più concreto, ricorda tanto mio marito! Quanto agli anni Sessanta, avendoli vissuti in prima persona quando ero una bambina, mi sono rimasti nel cuore, così come gli oggetti che vi vengono descritti come cimeli. Quanto allo stile che ho usato, un po’ alla “Bridget Jones”, come ha detto qualcuno, mi è del tutto connaturale, anche se non è l’unico che uso per i miei romanzi in genere. Oltre trent’anni fa, agli inizi della mia carriera, scrivevo in questo modo. Chi mi ha seguito all’epoca lo ricorda molto bene.

Audrey Hepburn in "Colazione da Tiffany"
5-Io ho letto il libro quando era ancora auto pubblicato, quindi in realtà immagino sia cambiato molto. Ma una cosa che mi aveva affascinato era tutto il riferimento alle atmosfere legate al film “Colazione da Tiffany” e all’indimenticabile Audrey Hepburn. Come mai questa scelta di legare il tuo romanzo alla famosa diva e a uno dei film che ha fatto la storia della cinematografia?
“Colazione da Tiffany” è un film che ho amato visceralmente sin da quando l’ho visto per la prima volta: ero una ragazzina. E’ stato per me il “film del cuore”. Quando ho notato, di recente, la gran quantità di romanzi usciti nelle librerie che recavano la parola “Tiffany” nel titolo, mi sono incuriosita. Anche la cover sembrava rimandare al film. Invece dalla trama si arguiva che la mia pellicola preferita era solo uno… specchietto per le allodole. Non c’entrava niente! Da qui la mia idea di… fare giustizia: e cioè scrivere una storia che rendesse davvero omaggio a “Colazione da Tiffany”. E di conseguenza alla grande Audrey.

6-Come accennavo prima immagino che il romanzo sia cambiato molto dalla versione auto pubblicata a quella attuale. Che cosa hai modificato e perché?
Alcune recensioni alla prima versione hanno sottolineato che la storia procedeva in maniera… troppo veloce. Dunque l’ho ampliato rallentando un po’ il ritmo, e anche contestualizzando meglio il personaggio della protagonista, Angy, dandole un maggior spessore psicologico, rendendola più vera. Poi ho arricchito certe scene romantiche; più altri particolari che preferisco non svelare, per chi ancora deve leggere il romanzo.

7-Una citazione dalla tua opera che ti è particolarmente cara e perché.
La frase che è riportata in quarta di copertina: “Finalmente posso guardarlo negli occhi. Sono stupendi, dello stesso colore del cielo che sta emergendo oltre il rosa dell’alba. E’ come se lui facesse parte del paesaggio. È così che nasce un amore?”. Questa citazione è stata scelta dalla mia editor, Lara Giorcelli, l’ha estrapolata dal romanzo. Ricordo che mi ha colpito molto, quasi come se non l’avessi scritta io. Curioso, vero? Mi ci sono commossa. Colgo l’occasione per ringraziare Lara, e con tutto il cuore, per questa scelta; così come Valentina Rossi e Giulia De Biase, che hanno scoperto il mio romanzo, nell’aprile dell’anno scorso, quando era ancora auto pubblicato. E lo staff dell’ufficio stampa. La Sperling & Kupfer è stata per me come una famiglia. Non so se in altre case editrici accade la stessa cosa: qui, sì.

8-Che futuro c’è per il romanzo? Cioè mi chiedo, ne vedremo un seguito? A me non dispiacerebbe come non mi dispiacerebbe una trasposizione cinematografica. Si presterebbe molto bene.
Non posso anticipare nulla. Chissà!

9-Tu “bazzichi” l’ambiente parecchio e da parecchi anni. Il mercato editoriale è in crisi, il fenomeno dell’autopubblicazione lo sta cambiando notevolmente. Vediamo sempre più autori mettersi in gioco, romanzi lunghi, brevi, racconti di tutti i generi spuntare fuori come funghi, alcuni sono ottimi prodotti altri sono illeggibili; le case editrici fanno scouting sulle classifiche delle piattaforme, gli autori cercano di farsi notare per vedere il loro sogno realizzato… che cosa ne pensi di questa “giungla” e come ti ci trovi?
Hai detto bene, è una vera giungla. Penso anche che le case editrici stesse facciano fatica a raccapezzarsi: devono fare un distinguo tra opere raffazzonate alla bell’e meglio, e in testa alle classifiche solo perché spinte dai vari “cartelli” di cui si sente parlare, e opere autenticamente ben scritte. Secondo me questo è davvero un po’ troppo! Tante persone pensano di saper scrivere e nemmeno si prendono la briga di leggere: miglior corso di scrittura creativa di questo, non esiste. Ci vuole molta umiltà: anche nel riconoscere i propri limiti.

10-Secondo te come si fa a farsi notare in mezzo a molti altri autori (parlo di auto pubblicazione)? Quali mezzi vanno usati e quali invece no?
Il mercato cambia di giorno in giorno e le regole che valevano solo un anno fa, adesso non valgono più. Prima farsi pubblicità sui vari gruppi di Facebook serviva a qualcosa, adesso non più. Anzi, lo spam spesso risulta controproducente. Come consiglio io stessa nel mio gruppo, meglio farsi conoscere, magari presentandosi e prendendo parte alle discussioni tra lettori e scrittori. So che può essere utile anche rivolgersi ai blog, per mettersi un po’ in luce. Sono veramente tantissimi!

11-Domanda d’obbligo: Progetti in cantiere?
Diversi: ma per il momento non posso svelare nulla, è ancora tutto top secret! Grazie, Manuela!

Io ringrazio tantissimo te per aver condiviso con noi un po' del tuo tempo, delle tue idee e del tuo lavoro.
In bocca al lupo per i tuoi prossimi lavori e ovviamente anche per questo, ma non credo ne abbia bisogno.

Qualche notizia in più:

Francesca Baldacci, classe 1957, è “nata con la penna in mano” e ha scritto sempre, sin da piccolissima: ma è del 1979 la sua prima pubblicazione, un racconto su Bolero. Da allora non si più fermata: Dolly, Confidenze, riviste per ragazzi, un romanzo per i Rosa Mondadori nel 1981 ed esperienze giornalistiche di vario genere, tra cui 14 anni come collaboratrice a un mensile di calcio, dove ha realizzato interviste ai più grandi campioni di serie A. Dal 1997 scrive racconti e romanzi per Intimità e Love Story. Del 2012 la biografia con Gabriele Lorenzi, tastierista della Fomula 3, “La macchina del tempo”, Miremi, e del 2014 “Vacanze da Tiffany”, Sperling & Kupfer.

Nessun commento:

Posta un commento