venerdì 28 novembre 2014

Recensione:"Anime Assassine - Anche tu te ne Andrai"

Ho già avuto modo di parlare di questo libro il giorno della sua pubblicazione ed ero stata molto felice di segnalarvelo visto che il suo autore, Diego Collaveri,  aveva dato il via a una bellissima e importante iniziativa. "Anche tu te ne andrai" fa parte dell'iniziativa "Un Libro per un Sorriso" di cui potrete sapere di più cliccando QUI.
In poche parole posso dirvi che tutti i proventi del libro vengono devoluti a un'associazione ONLUS che si occupa di bambini in Etiopia. 



Ma passiamo a parlare del libro che finalmente ho avuto modo di leggere.

ATTENZIONE!!! COMUNICATO DA PARTE DELL'AUTORE DEL 2 APRILE 2015
Carissimi amici, che avete condiviso con me questo mio folle progetto/tentativo di voler dare un fine diverso a un prodotto editoriale autoprodotto; è veramente col cuore in mano che vi annuncio di aver preso la decisione di concludere l’iniziativa “Un libro per un sorriso” e quindi svincolare la vendita del libro “Anime Assassine – Anche tu te ne andrai” allo scopo benefico di raccolta fondi che mi ero prefissato. Purtroppo il messaggio non è stato recepito e non ha avuto il seguito sperato. Il libro ha venduto pochissimo(poco più di 100 copie), nonostante le ottime recensioni e l’impegno di tutti coloro che l’hanno promosso tramite i blog, le recensioni, gli articoli e le recensioni cliente, motivo per cui non finirò mai di ringraziarvi e considerarvi delle persone speciali. Sarà facile rendervi conto che a quel prezzo e con quel numero di vendite l’importo residuo per la beneficenza, eviscerato dalla percentuale trattenuta dagli store on line, è a dir poco ridicolo, ma d’altra parte il prezzo di vendita basso aveva lo scopo ben preciso di rendere alla portata di tutti un certo gesto di altruismo, richiedendo però al tempo stesso una massiccia adesione. Non pensiate che sia stata una decisione presa con leggerezza al primo scoraggiamento. Quando è arrivato il risultato zoppicante a fine 2014, ci siamo impegnati tutti maggiormente nella promozione, con la speranza che il successivo trimestre sarebbe andato meglio, e da parte dell’Associazione c’è stata la volontà di proseguire anche di fronte a cifre irrisorie. Questo impegno però non è bastato e l’hanno confermato i risultati ancora più bassi del primo trimestre 2015. In aggiunta a questo, un ulteriore ostacolo ce l’ha messo la piattaforma di distribuzione dell’ebook, cambiando di schianto la politica dei pagamenti; con le nuove regole il bonifico (mezzo necessario di scambio pecuniario con l’Associazione, per via della tracciabilità) delle spettanze sarebbe avvenuto solo al superamento della somma di 200€, cosa che di questo passo sarebbe lunghina, se si aggiunge il pagamento a 60 giorni a fine mese a data fattura “trimestrale”, beh... Si commenta da solo. A fronte di ciò ci siamo resi conto dell’impossibilità di realizzazione di tutto questo meccanismo. Resta la consolazione di averci almeno provato, di aver voluto tentare di far capire cosa volevamo dire con questa operazione, e ovviamente rimane anche l’amaro in bocca di un insuccesso. All'Associazione provvederò a corrispondere entro il mese, anticipando personalmente la somma che mi sarà corrisposta dal distributore quando provvederà all'accredito, quanto dovuto fino a oggi(metterò traccia). Il prossimo passo è togliere dalle descrizioni di vendita sugli store (secondo i tempi di aggiornamento delle pagine) qualsiasi riferimento all’iniziativa benefica in quanto non più attiva. Invito pertanto i blog e le pagine che ne parlano/hanno parlato a rimuovere i link alla vendita o eventuali banner di segnalazione e, se lo ritenete necessario per chiarezza, aggiungere questo mio comunicato nello spazio che avevate riservato all’iniziativa. Grazie ancora per tutto quello che avete fatto; a molti sembrerà poco, a me è già parso tanto.
Diego Collaveri

E ORA PASSIAMO A PARLARE DEL LIBRO che comunque tornerà in vendita ma slegato dall'iniziativa.

SCHEDA LIBRO:

Titolo: "Anime Assassine - Anche tu te ne Andrai"
Autore: Diego Collaveri
Genere: Thriller
Formato: e-book
Pag: 101 (formato kindle)
Prezzo: € 0,99

Link per l'acquisto:
Amazon

Per informazione sul'iniziativa, per seguire i dati delle vendite e delle donazioni
https://www.facebook.com/groups/707021152712819/

LA TRAMA:


Un apparente incidente stradale riporta l’ispettore Quetti su di un vecchio caso di riciclaggio di denaro sporco, legato a sabotaggi mortali avvenuti su dei cantieri. L’intuito lo metterà sulle tracce del killer professionista responsabile, unico collegamento rimasto coi vertici dell’organizzazione, ma le lancette corrono. Il tempo concessogli prima dell’archiviazione ufficiale dell’indagine si esaurisce inesorabile. Nella disperata ricerca di una prova che possa tenere ancora aperto il caso, Quetti si imbatterà in Elisa, sensuale cantante soul amata dal killer. Le malinconiche note della sua voce avvolgeranno l’ispettore, ignaro di un oscuro passato che lo porterà di fronte a una scelta che non avrebbe mai pensato di dover fare.
Il libro contiene anche il racconto breve "Doppio Gioco", prima avventura di Quetti apparsa sulle pagine del settimanale Cronaca Vera.

Recensione:


L’ispettore Quetti si aggira solitario lungo le strade della sua vita in compagnia dei suoi demoni, della sua morale e delle sue convinzioni ma soprattutto ligio al suo ideale di giustizia. Un vecchio caso in cui non era riuscito a incastrare i colpevoli, torna a tormentarlo e questa volta davvero non vuole lasciarseli sfuggire. Con poco tempo a disposizione mette in gioco tutte le sue doti investigative, la sua intuizione e il suo istinto per riuscire dove aveva fallito e trovare così soddisfazione. Ma riuscirà nel suo intento? Qualcosa interferirà con i suoi piani, qualcosa che non avrebbe mai immaginato e che lo costringerà a prendere una decisione che gli peserà come un macigno mettendo in discussione tutto il suo lavoro.

Primo libro che leggo di questo autore ma sicuramente non sarà l’ultimo perché mi ha conquistata. “Anche tu te ne andrai”, della serie “Anime Assassine”, ha le caratteristiche e le atmosfere del noir.
L’ispettore Quetti è un personaggio di quelli che ti entrano dentro e difficilmente ti abbandonano. Più che un antieroe, direi un eroe sui generis, eppure un eroe. Con i suoi vizi, i suoi peccati, i suoi demoni e il suo carattere scorbutico risulta tuttavia di una dolcezza e sensibilità uniche. E’ riuscito a conquistarmi, a farmi commuovere e anche a farmi ridere. In certi punti mi ha ricordato un po’ Dylan Dog con la sua capacità di commuoversi e intenerirsi di fronte all’ingiustizia e al dolore, al suo essere un cavaliere davanti alla bella donzella bisognosa.
Ovviamente i due personaggi differiscono poi per moltissime cose. Quetti non si fa scrupoli ad infrangere le regole o a ricattare se ciò gli serve per arrivare al suo obiettivo ma questo lo rende solo più umano, reale, quasi un compagno in carne ed ossa al nostro fianco.
Io sono stata completamente trascinata nel suo mondo e nella sua malinconia e non è bastato finire il libro per uscirne fuori perché dopo un’intera notte, le sensazioni regalatemi dalla lettura sono ancora qui.

E proprio la malinconia fa da colonna sonora e compagna di viaggio per tutto il romanzo. E’ presente in ogni scena, in ogni descrizione e ambiente, in ogni dialogo e soprattutto nel finale. Una malinconia data dal rendersi conto che nella vita non tutto è bianco o nero, che le persone non sono solo buone o cattive ma che c’è altro. Spesso i fatti ci costringono a fare scelte, a intraprendere strade che non avremmo mai pensato, strade non sempre condivisibili e giustificabili, ma che rappresentavano l’unica via per trovare un po’ di pace da un dolore insopportabile.
E’ questa l’umanità, il non essere perfetti, il poter sbagliare convinti di fare la scelta più giusta e non pentirsene affatto, l’aver bisogno sempre e comunque di qualcuno al nostro fianco che ci dia calore, comprensione, affetto o amore e in cui poterci rifugiare per sentirci protetti, o al contrario, da poter abbracciare per fare da scudo col proprio corpo alla sofferenza dell’altro. Ogni persona che ha nel proprio cuore un po’ di amore, inteso in tutte le sue sfaccettature, ha in sé entrambi gli istinti, dona e riceve ed è proprio questo il significato di questo sentimento che spesso rende felici quanto tristi ma dal quale nessuno può scappare.

Parlando con l’autore di questo libro, a un certo punto mi ha detto (e qui spero mi perdoni se riporto le sue parole): “il rimpianto e la malinconia sono i veri protagonisti.”
Io non sono d’accordo. Io credo invece che sia proprio l’amore il vero protagonista, appunto per le ragioni che ho detto sopra. Almeno io l’ho visto così.

Passiamo agli altri personaggi o non finisco più di scrivere questa recensione oggi.
Elisa… Elisa è fantastica. Sensuale, ammaliatrice, determinata ma anche dolce, amorevole e fragile. Anche lei reale e vivida come una donna vera, con mille sfaccettature; una donna che nasconde se stessa dietro molte maschere e forse nemmeno lei sa più quale sia la vera se stessa. La scena in cui sale sul palco del locale e inizia a cantare mi ha ricordato molto la stessa situazione nel film “Chi ha incastrato Roger Rabbit”. Credo sia la giusta compagna per Quetti in questo romanzo, un’accoppiata perfetta. Ma non voglio dire di più su di lei per non cadere nello spoiler.
Comunque sia lei che tutti gli altri “attori sul palcoscenico”, positivi o negativi, secondari o semplici comparse, tutti sono resi così bene da poterli quasi toccare con mano come fossero vivi.
Persino una piccola bambina di scuola elementare, che fa la sua comparsa per poche righe, risulta perfettamente caratterizzata nella psicologia, negli atteggiamenti, nel carattere e nel modo di fare.
Se consideriamo che la narrazione è in prima persona con unico POV… lascio trarre a voi le conclusioni sulla bravura dell’autore. E’ infatti il suo stile ad essere molto suggestivo ed evocativo.

E qui devo aprire una piccola ma importante parentesi. Per chi mi segue già da un po’, ormai sa bene quanto io sia fan delle descrizioni. Non ci posso fare nulla, le leggo e il mio cervello non focalizza le parole, non ne capisce il significato. Se poi sono in numero eccessivo inizio a sbadigliare. Lo so, non è normale ma sono così e non ci posso fare nulla e questo significa che raramente mi succede di ricordare un personaggio nei suoi tratti fisici, un ambiente o un paesaggio. Eppure lo stile di Diego Collaveri è così vivido da non lasciare scampo nemmeno a me. Sarà il suo mestiere di sceneggiatore ma davvero leggere un suo libro è come guardare un film.
Voglio citarvi qualche riga e potrete capire ciò che intendo.

La pioggia battente cadeva incessante sopra di me.
A tratti il vento forte faceva ondeggiare nell’aria quella furia d’acqua, creando, nel riflesso giallo dei lampioni, strane forme di creature spaventose. Quelle figure incorporee, dalle sembianze minacciose, sembravano lentamente sbucare fuori dall’ombra, divenendo reali, come se, silenziose, avessero atteso il momento più giusto per colpire. Poi d’improvviso svanivano, correndo via nel buio della notte, che austera le inghiottiva, richiamandole a sé.
Mentre camminavo, le mie scarpe ormai fradice, disegnavano evanescenti passi nelle pozzanghere sparse come macchie sull’asfalto.
Lampi abbaglianti rompevano prepotentemente l’oscurità, che d’improvviso restituiva alla vista i contorni della città, rendendola meno indefinita.

Ecco, questo è l’incipit e lo trovo stupendo. E qui mi ha ricordato un po’ il mio amato Charles Dickens e la sua capacità di descrivere egregiamente anche un granello di polvere senza risultare banale o noioso. Ma appunto, potete valutare voi stessi.

Che altro posso dire. Il ritmo narrativo e il pathos non subiscono pause, non ci sono punti morti o noiosi, la lettura scorre via come niente. Emoziona, commuove, affascina. Il linguaggio non ha fronzoli ma è diretto, semplice così come richiesto dal genere.

L’unica pecca, se così vogliamo chiamarla, è la parte investigativa. Non è chissà quanto sviluppata, tanto che quasi subito ho capito chi fosse dietro a tutto, ma è lampante come sia stato fratto appositamente da Collaveri per focalizzarsi su altre tematiche senza voler distogliere l’attenzione del lettore con elementi polizieschi. E questo tra l’altro è proprio tipico del genere noir.


In conclusione consiglio sicuramente questo libro a tutti. Non ci sono scene forti, il linguaggio è pulito e sicuramente è una lettura di quelle che valgono. Personalmente credo che leggerò altri libri della serie perché a questo punto voglio godermi altre ore in compagnia dell’Ispettore Quetti. A proposito il nome è perfetto. Particolare tanto da rimanere subito a mente e con quella durezza nel pronunciarlo che dà l’idea del carattere del personaggio.

IL MIO VOTO:


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