mercoledì 19 novembre 2014

Recensione:"A un passo dalla vita"

So di avervi segnalato solo da pochi giorni questo romanzo di Thomas Melis ma visto che della recensione si è occupato Federico, beh... l'ha fatta a tempo di record. Sapete quando nella vita non si ha nulla da fare... Ah ah ah.
No, a parte gli scherzi credo che Federico ne abbia fin troppe da fare per cui colgo l'occasione per ringraziarlo ancora del suo prezioso aiuto.
Ma bando alle ciance e veniamo a noi.

SCHEDA LIBRO:

Titolo: A un passo dalla vita
Autore: Thomas Melis
Editore: Lettere Animate
Genere: Noir/Hard Boiled
Formato: e-book (e-pub e mobi)
Pagine: 320
Prezzo: € 1,99 (€ 2.99 su Google Play Store)
ISBN: 978-88-6882-213-2 PAGINE: 320

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LA TRAMA:


È una Firenze fredda, notturna e mai nominata quella che fa da palcoscenico alla storia di Calisto e dei suoi sodali, il Secco e Tamagotchi. La città è segnata dalla crisi globale, dietro l’opulenza pattinata del glorioso centro storico si nasconde la miseria dei quartieri periferici. Calisto è intelligente, ambizioso, arriva dal Meridione con un piano in mente e non ha intenzione di trasformarsi in una statistica sul mondo del precariato. Vuole tutto: tutto quello che la vita può offrire. Vuole lasciarsi alle spalle lo squallore della periferia – gli spacciatori albanesi, la prostituzione, il degrado, i rave illegali –, per conquistare lo scintillio delle bottiglie di champagne che innaffiano i privè del Nabucco e del Platinum, i due locali fashion più in voga della città. Calisto vuole tutto e sa come vincere la partita: diventando un pezzo da novanta del narcotraffico.
Cupamente, nella rappresentazione di un dramma collettivo della “generazione perduta”, schiava di un sistema socioeconomico degenere e illusa dalle favole di una televisione grottesca, si snoda questa storia di ingiustizie e tradimenti, ma anche di amicizie e amori forti tragicamente condannati. Perché il male non arriva mai per caso e la vita non dimentica mai nulla, non perdona mai nessuno.

Recensione
a cura di Federico Negri


Ho letto "A un passo dalla vita" di Thomas Melis nel giro di un uggioso fine settimana di inizio novembre. Si tratta di un romanzo di attualità, ambientato ai giorni nostri, in una Firenze notturna e molto lontana dai circuiti turistici. Il racconto, in prima persona, narra le disavventure di Calisto, ventisettenne studente di economia e commercio, dedito però molto attivamente allo spaccio di stupefacenti e naturalmente anche al loro consumo. E' un libro per adulti, a tratti violento e con frequenti scene di sesso, per cui ne consiglierei la lettura a un pubblico dai 16 anni in su.
La trama si svolge attorno a un classico tema ascesa-caduta-redenzione, per quanto quest'ultima appaia abbastanza posticcia. A me ha ricordato molto, pur con un'ambientazione profondamente diversa, il film "Blow" con Johnny Depp.
Anche in questo caso infatti conosciamo presto la 'famiglia' di Calisto, cioè gli altri due ragazzi con cui condivide i rischi e i frutti dello spaccio, nonché il variegato ambiente criminale che ruota attorno alla cocaina: papponi, ricchi annoiati, rasta-punk, prostitute, affermati professionisti, albanesi, sballoni del sabato sera, studenti annoiati e una varia gioventù più o meno disperata, che annega le incertezze di questo inizio millennio nelle 'righe' di polvere sullo specchio.
La lettura, come accennavo, è molto scorrevole, grazie allo stile moderno, asciutto e graffiante, adeguato ai temi trattati. L'autore non si dilunga in virtuosismi letterari o in descrizioni liriche, ma rimane sempre aderente all'incedere della storia, rendendo il flow molto veloce e godibile.
Calisto si muove senza sosta all'interno di questo mondo a tratti patinato, nelle atmosfere modaiole delle discoteche e delle feste private, e a tratti brutale, durante gli scambi della preziosa materia prima con i trafficanti, nelle contese con le altre bande di spacciatori oppure nella concitata e animalesca frenesia dei rave parties clandestini. L'occasione per un affare clamoroso, il mitico salto di qualità, un tema ricorrente in molti film e libri sullo spaccio, si rivela in realtà un boomerang che rischia di distruggere la vita stessa di Calisto e che lo porterà poi a scelte radicali.
Venendo alla mia opinione per quanto riguarda la trama, niente di nuovo sotto il sole, ma comunque lo svolgimento è eccellente, molto bilanciato e realistico, sembra di leggere una cronaca fattuale, credo che l'autore si sia documentato molto bene sul mondo che descrive. Lo stile è altrettanto efficace e funzionale allo scopo, una scrittura potente e precisa come una fucilata.
Mi permetto di sollevare un appunto solamente sull'uso saltuario del dialetto, che da un lato rende più realistici gli scambi, ma che in alcuni casi ho trovato un po' ostico e faticoso da comprendere appieno.
I personaggi sono ben sviluppati e identificati, sia il protagonista stesso Calisto, che i suoi due amici Tamagochi e il Secco, che le donne di Calisto, Tati, Beatrice e Holli. In particolare Tati secondo me ha una personalità che 'esce' dalle pagine e che la rende un personaggio a tutto tondo, per molti versi indimenticabile, e la mia preferita del libro.
Quello che non mi ha entusiasmato, ma si tratta di gusto personale e non di critica oggettiva, è il tono didascalico di alcuni passaggi, dove il Calisto moraleggia su questa situazione depressa o dove il professor Vannucci, suo docente di economia politica, si affanna a spiegare le teorie sottostanti la depressione. Essendo un libro per adulti ritengo che il lettore possa costruirsi in autonomia la propria morale sui fatti esposti, inoltre in bocca a Calisto, un ragazzetto di ventisette anni con la testa piena di stupefacenti e le tasche piene di soldi, questa visione risulta parecchio stonata, o forse non ho capito io il significato di questa lezione. Inoltre, avendo io studiato economia all'università, purtroppo non ho trovato molto coinvolgente la parte sulla spiegazione scientifica della crisi, ma un altro lettore potrà invece trovare questi temi nuovi e interessanti.
Da un punto di vista più letterario, il mio gusto non è stato soddisfatto appieno dalla figura di Calisto, con cui non sono riuscito a empatizzare. Come ho detto prima, il personaggio è costruito bene e caratterizzato in maniera chiara, ma a volte è un filino antipatico. Spocchioso, fortunato, affascinante e pieno di donne, cinico, intelligentissimo. "Tanta roba", come si dice oggi, forse fin troppa. Almeno per risultare simpatico a me. E questo è un peccato, perché a Calisto manca veramente poco per essere anch'egli un personaggio memorabile. Però magari altri lettori avranno una diversa impressione, voglio sottolineare che queste due ultime critiche non sminuiscono per nulla il valore dell'opera, sono solo due spunti di discussione, magari con gli altri utenti del blog che vorranno inserire i loro commenti e opinioni.
Per chiudere, ricordo la scena secondo me migliore, quando Calisto e la sua banda variegata di amici e spacciatori si recano al rave party per piazzare 800 pastiglie in due giorni senza mangiare e senza dormire, sostenuti solo dalle droghe e dalla loro fame di successo, soldi e arrivismo.  Una scena fantastica, con la quale concludo questa disamina, inviando i miei più sentiti complimenti all'autore, che non conoscevo, e che sicuramente ha nelle sue possibilità opere molto interessanti.
Nel complesso quindi un'ottima prova, godibilissima per chi ama i noir o i romanzi sulla mala, con il non trascurabile pregio dell'ambientazione italiana e attuale, nel mondo dei giovani senza speranza e senza futuro di quella che in futuro gli economisti chiameranno la Grande Crisi, dal 2008 a data da definirsi.

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4 commenti:

  1. complimenti, davvero bravo a recensire! :)

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    1. Avevi forse dubbi sul mio giudizio? A parte gli scherzi, oltre che bravo è stato molto gentile ad accettare di aiutarmi. Grazie ancora.

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    2. Una recensione fantastica, di cui non posso che andare fiero!

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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