domenica 23 novembre 2014

Recensione "Liberami, disse l'uomo"

Non credevo che sarei mai tornata a leggere una tipologia di libro come questa e invece... La sua particolarità sta nel fatto che il romanzo di Davide Bonvicini è un libro game.
Inviatomi dall'autore stesso per avere un parere, sono stata ben felice di leggerlo. Ma prima di passare alla mia opinione, vi presento la scheda del libro.

SCHEDA LIBRO:

Titolo: "Liberami, disse l'uomo”
Autore: Davide Bonvicini
Data di uscita: 19 settembre 2014
Genere: Fantascienza
Tipologia: Racconto interattivo / Racconto gioco
Prezzo: 1,49€
Formato: ebook (epub, mobi, pdf)
Protezione: DRM Free (Watermark)
Pag: 70 (formato kindle)
Codice ISBN: 9786050322545


Link per l'acquisto:
Amazon, Kobobooks e molti altri stores on line

Sito Libro:
http://ostrakalogia.wordpress.com/liberami-disse-luomo/

SINOSSI:


Un mondo perfetto, dove gli abitanti seguono l’unica legge del piacere, da cui solo un uomo è escluso: Cameron K.L. Una malattia lo rende inabile alla connessione globale, la “liberazione”, e lo costringe a vivere ai margini della società. Le sue speranze sono riposte in Jordan A.U., un medico che gli aveva promesso di aiutarlo. Ma quando questi scompare, Cameron si trova davanti a un bivio: accettare la sua condizione, oppure rischiare tutto per cercare Jordan.
Questa e altre scelte saranno a carico del lettore, che alla fine di ogni paragrafo deciderà come proseguire la vicenda, sino a raggiungere uno dei possibili otto finali. E ogni rilettura svelerà nuove, inquietanti sfaccettature, diverse risposte alla domanda “cos’è la libertà?”



Recensione:

Cameron agogna una sola cosa: la libertà. Essere esattamente come tutti gli altri e non colui che viene riconosciuto a vista come il malato, come un elemento escluso dalla società e dalla vita stessa dove tutti lo trattano solo come qualcosa da cui trarre un beneficio (cavia di laboratorio, oggetto di piacere, inserviente, ecc…). Infelice della propria situazione Cameron dovrà a quel punto scegliere se lottare contro il suo destino e il suo mondo oppure rassegnarsi e ringraziare per quel poco che ha.

Questo è un romanzo interattivo, un libro game tanto per capirci, uno di quei libri dove è il lettore stesso a decidere come evolve la storia scegliendo tra le varie opzioni che l’autore gli fornisce.
Premetto una cosa. Questa tipologia di libri non mi ha mai fatto impazzire per un motivo preciso. Quando leggo un libro voglio perdermi nella storia, voglio leggere e non scegliere e soprattutto ho una mente troppo logica e selettiva che ad ogni svolta mi fa chiedere: “E se avessi preso l’altra strada? Che cosa mi sono persa?”. E’ questo pensiero a non farmi godere la lettura.
Ho cercato comunque di essere più obiettiva possibile, incuriosita anche da una tipologia di libro che non leggevo da circa due decenni.

L’idea della trama in realtà mi piace molto. La ricerca della libertà… uno dei temi più significativi nella storia dell’uomo fin dalla sua creazione e qui l’autore la tratta in modo molto particolare. Il mondo creato è nebuloso, confuso, si capisce qualcosa ma non tutto e il lettore può solo andare avanti e lasciarsi trascinare, esattamente come fa Cameron. Ci si sente proprio come lui, sballottati, confusi, disorientati e proprio come lui, nelle opzioni di “gioco” si cerca di fare di tutto per scappare da questa situazione, per capire.
Almeno io ho fatto proprio così. Calata nei panni di Cameron ho compiuto ogni scelta cercando di fare di tutto per non arrendermi alla sconfitta, alle difficoltà, alla rassegnazione. Beh… meglio che non vi dica dove mi ha portato la mia prima lettura. Insoddisfatta ho ricominciato cercando di cambiare qualcosa di essere ancora più coraggiosa e determinata ed è finita pure peggio. E così ho ricominciato per la terza volta. Volevo davvero riuscire a trovarla questa libertà e mi sono intestardita per riuscirci. Posso dire che alla fine, tra tutti gli otto finali disponibili (non li ho però esaminati tutti) ho trovato la mia soddisfazione. Però mi rimaneva sempre quel dubbio, anzi quei dubbi: “E se avessi fatto diversamente?”. Credo che I libri game siano una bella metafora della vita. Ogni scelta che fai, il personaggio avrà un destino diverso così come le nostre scelte di tutti i giorni influenzano la nostra vita.

Cameron poi è l’esatta personificazione dell’uomo alla ricerca di qualcosa di più, di un proprio senso e di uno scopo ma che spesso non si accorge nemmeno che ciò che ha è esattamente ciò che vuole. Scappa, cerca e cosa trova? Può trovare tante cose: la vita, la felicità, la morte, la verità, la propria vera casa, la rassegnazione. Ma per un Cameron che scappa ce ne è anche uno che non trova il coraggio e rimane esattamente fermo dov’è, cercando di accontentarsi ma chiedendosi sempre se c’è qualcosa di più al di là del suo piccolo mondo.

E queste sono le cose che mi sono piaciute di questo libro. Ora passiamo a quello che non mi è piaciuto. Come già detto non è la trama, l’idea, il personaggio. No, ciò che mi ha creato difficoltà è stata proprio la strutturazione del libro. Le opzioni sono troppe, spesso riportano sempre allo stesso finale e nella mia ricerca di questa libertà è stato alquanto frustrante.
Tra tutti i tentativi fatti ho trovato traccia di Jordan A.U. solo una volta e so che devo aver lasciato indietro circa mezzo libro ma mi ero stancata di provare perché mi perdevo letteralmente. Ogni svolgimento (almeno quelli fatti da me) è troppo breve tanto che dopo cinque minuti è tutto finito e questo mi ha lasciato insoddisfatta. A volte il raccordo tra la fine di un capitolo e quello successivo non è perfetto così che dà l’impressione di essersi persi qualcosa o di aver sbagliato capitolo. Il fatto poi che il libro non sia cartaceo ma un e-book rende la fruizione a mio parere più difficile. Vi è mai capitato mentre leggete di dover tornare indietro di una o due pagine per rileggere un particolare di cui si fa menzione che però vi è sfuggito? A me sì e appunto in questo romanzo è difficile farlo perché se tu vai indietro di due o tre pagine in realtà vieni sbalzato in un capitolo che molto probabilmente non fa parte del filo narrativo che stai seguendo.
Queste ovviamente sono mie considerazioni personali e mi sono chiesta se dipendessero dal mio scarso amore per i libro game. Possibile e proprio per questo prendete comunque il mio giudizio con il beneficio del dubbio. A qualcuno potrebbe comunque piacere.

Certo non posso che lodare l’autore perché credo non sia affatto facile creare una cosa del genere, o per lo meno io non ne sarei capace ma non posso nemmeno dire che mi ha entusiasmato.

In conclusione un romanzo dalla trama interessante che porta a riflettere e farsi delle domande ma la cui struttura vanifica un po’ i pregi del libro rendendone difficile la fruizione e la comprensione.

IL MIO VOTO:




Un discorso a parte merita invece l’autore. Sentendolo in privato per riferirgli quello che pensavo del suo libro mi aspettavo mi chiedesse di non pubblicare la recensione. Niente di più sbagliato. Con grande umiltà ha accettato le mie critiche, ci siamo un po’ confrontati sulle mie impressioni e mi ha chiesto di scrivergli comunque la recensione deciso a trarre il meglio da ciò che avevo da dire. Quando poi l'ha letta in anteprima ci ha tenuto a specificarmi di non aver paura di stroncare un libro che non mi era piaciuto. Ma non vedo perché dovrei dare un voto ancora più basso se invece vi ho trovato degli discreti elementi. Comunque... beh, è un piacere “incontrare” persone così e per questo motivo ci ho tenuto a menzionare la cosa.
Al di là del singolo libro credo che l’autore abbia tutte le possibilità di creare belle opere e sinceramente spero lo faccia.
E allora do un voto anche a lui, a Davide Bonvicini, come persona dalla grande umiltà e simpatia.

IL MIO VOTO ALL'AUTORE:



2 commenti:

  1. bravissimo!!! :) Uh, i libri game, quanto tempo!

    RispondiElimina
  2. Un po' in ritardo, ma arrivo a commentare!

    Grazie della recensione. So di aver messo assieme un testo con un'infinità di ramificazioni: volevo che non fosse comprensibile al 100% alla prima lettura e invogliasse a nuove "partite". Scelta personale, magari opinabile.
    Comunque (come sa Manuela) preferisco le critiche ai complimenti: ogni commento è ben gradito per migliorarsi nei lavori futuri! ;)

    Buona lettura a chi accetterà la sfida! :)

    RispondiElimina