martedì 7 ottobre 2014

Recensione "Tutti I Doni del Buio"

Erika Corvo è un'autrice molto eclettica che passa dalla fantascienza, al romance al fantasy. Ecco un'altro dei suoi romanzi.

SCHEDA LIBRO:

Titolo: "Tutti i Doni del Buio"
Autore: Erika Corvo
Genere: Fantasy
Formato: e-book e cartaceo

Link per l'acquisto:

Amazon, In Mondadori, Ibs e molti altri stores

LA TRAMA:

È il secondo racconto della serie Post-atomica che ha avuto inizio con “Blado 457 Oltre la Barriera del Tempo”.

Un ipotetico futuro, la Terra è stata sconvolta da un conflitto atomico. La razza umana è stata decimata e sono venute a crearsi razze mutanti semiumane, ognuna con caratteristiche differenti. Tra queste gli Shakars, i Signori del Buio: spaventose creature carnivore, feroci e crudeli, che si trovano a popolare boschi e foreste, contendendo il territorio agli umani.



Ma siamo sicuri che la razza più feroce non sia ancora quella umana, costantemente avida di profitto ad ogni costo, ipocrita e xenofoba?

Recensione:

In un futuro imprecisato, in un mondo ancora una volta rinato dopo una grande Devastazione nucleare, gli umani hanno ripreso a vivere. La civiltà, la cultura è molto cambiata. Esistono i mutanti e anche nuove razze e tutte insieme popolano una Terra che sta rinascendo. Niente macchine, elettricità e soprattutto niente di tutto ciò che abbia a che fare con le esplosioni.
In questo scenario, conosciamo Akenion e Mitria due ragazzi che si incontrano e si piacciono, così tanto che sono entrambi disposti ad andare oltre l’apparenza e cambiare la propria vita per amore. Ma chi è veramente Mitria e cosa nasconde la sua strana famiglia? E come mai loro sembrano immuni dalle incursioni delle belve feroci e spietate chiamate Shakars?

Erika Corvo questa volta vira verso il fantasy, ma un fantasy molto particolare. Non è facile etichettare questo romanzo in un genere preciso e anche questo è un pregio. Non ci sono vampiri o lupi mannari, né elfi o nani. Niente di tutto ciò.
Siamo ancora in un mondo post apocalittico, la Terra è ancora una volta molto diversa da come la conosciamo e gli umani non sono l’unica razza esistente. Eppure c’è tanta ostilità verso ciò che si vede e che si considera diverso.
E’ questo l’insegnamento più bello di questo romanzo. In realtà, avendo già letto altri libri della stessa autrice, ho notato come questo sia un tema a lei molto caro. Andare oltre le apparenze, i pregiudizi, per scavare fino ad arrivare alla verità e vedere cosa si nasconda dentro ogni essere vivente, umano o mutante che sia, “mostro” o normale che possa sembrare. L’accettazione dell’altro per ciò che è, la comprensione e l’altruismo sono questi i temi portanti e i valori che l’autrice cerca sempre di far arrivare ai propri lettori.

Il romanzo in realtà è un racconto nel racconto.
Si inizia con Akenion e Mitria ma ben presto l’attenzione si sposta su Arideth, Aki e Meilèdine e sono loro a divenire i protagonisti della storia principale. L’autrice ha creato un mondo tutto particolare, una razza, quella degli Shakars, inquietante e paurosa, ma man mano che se ne conosce la vera natura, appare affascinante e attraente.
Condivido in pieno uno scambio di battute tra Aki, la shakars e Akenion.

Akenion: «È stato un racconto molto interessante.»
Aki: «Lo so. E deve averlo narrato bene se, a quanto vedo, non hai più paura di me.»

E’ proprio così. Come Akenion il lettore viene accompagnato dal racconto di Arideth alla scoperta di questi esseri particolari, di queste creature che altro non chiedono se non di sopravvivere e vivere con le proprie famiglie senza dar fastidio a nessuno. E se inizialmente si ha paura di loro, dopo non si può non volerne essere amici.

I personaggi sono tutti molto ben caratterizzati, sia i principali che quelli secondari, da Akenion a Aki, alla famiglia di Arideth ai personaggi del circo in cui Arideth va a lavorare. Persino quegli Shakars che vengono nominati due o tre volte in tutto assumono le loro identità precise.
Mi è piaciuta molto la presa di coscienza e la crescita psicologica di Arideth, la maturazione, dalle sue convinzioni di tredicenne al diventare uomo così come ho apprezzato il carattere deciso e sicuro di Aki e la positività di Meilèdine.

Forse ho trovato un po’ lunghi certi episodi, sia di Arideth e Aki da giovani che dopo, quando il giovane si trova al circo. Personalmente in alcuni punti avrei tagliato un po’, ma la lettura non ne viene rallentata.
Anzi, il romanzo scorre via come niente, non ci si stacca più.

Inoltre ho particolarmente apprezzato l’ironia della religione di questa nuova umanità: Santissimi Uranio e Plutonio e Santa Vergine Radioattiva. I primi sarebbero gli dei che, offesi e stanchi di un’umanità insensibile, ottusa e despota nei confronti di tutto il creato, avrebbero mandato la grande Devastazione per far nascere una nuova era.

L’autrice è sempre molto piacevole da leggere. Lo stile non contiene fronzoli o parole inutili: semplice, diretto, pulito, con un vocabolario buono e un linguaggio adatto a tutte le età. Questo libro lo possono leggere sia gli adulti che i ragazzi perché sembra come una bella favola con il suo lieto fine e la morale.

In conclusione non posso non consigliarlo. Erika Corvo attraverso un mondo immaginario e suggestivo diffonde i valori morali che ognuno di noi vorrebbe trasmettere ai propri figli: tolleranza, comprensione, altruismo, uguaglianza. Un bel romanzo per un bellissimo messaggio.

IL MIO VOTO:


Nessun commento:

Posta un commento