lunedì 6 ottobre 2014

Recensione: "I Signori dei Primordi"

Letto il primo e rimasta a bocca aperta nel finale a sorpresa, non potevo non leggere anche il secondo per sapere che cosa sarebbe successo ai protagonisti della saga fantasy di Andrea Micalone.
Eccone quindi la mia recensione.

SCHEDA LIBRO:

Titolo: "I Signori dei Primordi" (2 vol. della saga)
Autore: Andrea Micalone
Serie: Il Tramonto della Luna
Genere: Fantasy
Formato: e-pub
Pag: 205

LA TRAMA:

Dopo i drammatici avvenimenti accaduti durante l'Assemblea degli Alti Patti, il Norrendal deve adesso affrontare i temibili eserciti comandati dalla misteriosa "Mente". Enestar ed Ellendar dovranno perciò recarsi alla Gatierf Edria, la Fortezza delle Terre Oscure, per difendere quell'ultimo baluardo che separa la civiltà dal suo annientamento. Nel frattempo Airalos affronterà le remote terre orientali, dove pare che regnino ancora i "Signori dei Primordi".

Recensione:


Secondo capitolo della saga de “Il Tramonto della Luna”, torna Andra Micalone con i suoi personaggi e il suo mondo fantasy.
Dove eravamo rimasti?
Il mondo è sotto attacco delle forze del male. Un nemico incredibilmente potente, crudele e astuto ha appena rivelato la sua esistenza ma nessuno sa chi si celi dietro quel nome: la Mente.
Paura, sospetto, insicurezza, i sentimenti che serpeggiano tra i popoli. Ma non ci si può arrendere. Anche se secondo le profezie ormai tutto è perduto, Airalos Salindar, primo generale degli Uomini non può darsi per vinto. Mentre gli eserciti prepareranno le difese, lui insieme ad altri esponenti dei vari regni e popoli, partiranno alla ricerca dei Signori dei Primordi: i draghi. Manterranno questi  fede ai Patti Eterni andando in loro soccorso?
Durante la propria missione, irta di pericoli, il generale compirà anche un viaggio dentro se stesso e capirà molte cose; di fronte alla possibilità della morte, il suo cuore tornerà forse a battere d’amore, ma anche di rabbia e vendetta. E come gli dirà un saggio consigliere: ogni gesto ha delle ripercussioni.

Credo che la caratteristica principale di Andrea Micalone sia di illudere il lettore per poi spezzare violentemente le aspettative che ha coltivato durante tutto il romanzo. Anche nel primo episodio mi aveva lasciata a bocca aperta, sovvertendo ogni mia previsione.
Beh, mi ha fregato di nuovo.
In un turbinio di avvenimenti, niente, assolutamente niente, è come uno potrebbe pensare. Micalone ti prende dolcemente per mano e ti accompagna in una direzione, per poi afferrarti quando meno te lo aspetti e scaraventarti  violentemente dalla parte opposta, lasciandoti senza fiato. E noi come burattini privi di volontà lo seguiamo senza sospettare nulla.
Questa è la sensazione che ho avuto.

Nuovamente immersi in questo mondo fantastico di nani, elfi, uomini, mostri giganteschi, creature leggendarie ed esseri orripilanti, conosciamo maggiormente il mondo in cui si svolgono le imprese dei nostri eroi. L’atmosfera è forse un po’ più cupa del primo capitolo e le scene cruente non mancano. Niente di eccessivo o descritto nei particolari ma in fondo viene narrata una guerra sanguinosa quindi è anche ovvio. Si avverte la tensione, l’oscurità che avanza e le speranze che si affievoliscono.

Ritroviamo i personaggi ai quali ci siamo già affezionati in precedenza, solo che segnati dagli avvenimenti terribili accaduti che hanno lasciato il segno in ognuno di loro. Il mago Ellendar sembra dubitare di se stesso; il giovane Enestar al contrario tirerà fuori tutta la sua grinta e determinazione, non evitando di fare qualche errore ma è pur sempre un giovane guerriero che affronta qualcosa di più grande di lui; infine Airalos che si troverà ad affrontare le sfide più dure: i capricci de suo cuore, nonché il dolore del tradimento.
Ma questi sono solo tre delle molte figure che si alterneranno al centro della scena.
L’autore ha saputo sviluppare bene i personaggi, li ha fatti evolvere, sia dal romanzo precedente che all’interno dello stesso. Ne scopriamo lati caratteriali finora tenuti nascosti divenendo così personaggi a tutto tondo.
Anche le new entry sono molto interessanti, dal nuovo re dei nani Barahal Taflin, al barcaiolo Otran Werron, all’elfa Mainha Prine.
Devo dire che la metamorfosi di Enestar è quella che mi ha colpito maggiormente, rispetto a tutti gli altri ha acquistato più spessore.

Lo stile può ancora migliorare; semplice e pulito, in alcuni punti vi è troppo narrato e qualche ingenuità; però, l’autore ha una buona padronanza della lingua, la capacità di tenere un ritmo narrativo costante e molta creatività.

Soltanto due cose mi hanno stonato nella trama. Il rapporto tra due personaggi che mi ha lasciata un po’ perplessa. Sto parlando di Airalos e Mainha. Non dico che quel pizzico di romance non mi sia piaciuto o ci stesse male, al contrario. Solo che i due passano da un estremo all’altro nel giro di un battito di ciglia e le loro motivazioni e sentimenti sono spiegati troppo frettolosamente. Mi sarebbe piaciuta un’analisi psicologica maggiore del motivo che li ha portati ad agire e sentire in un certo modo. Soprattutto alla fine, da parte dell’elfa.
Inoltre, ormai al secondo episodio, mi sarebbe piaciuto conoscere di più dei rispettivi regni.
Vengono nominati elfi, nani, troll ma in realtà di loro si sa pochissimo. Giusto sui nani e i draghi viene detto qualcosa in più ma ancora poco. Avrei voluto capire meglio questo mondo magico. Più substrato insomma. Spero di venire accontentata nei prossimi capitoli.


In conclusione comunque un bel romanzo, scorrevole, piacevole, ben scritto, consigliato agli amanti del genere, a coloro a cui piace leggere di combattimenti, guerre, magia e creature mitiche.

IL MIO VOTO:


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