domenica 14 settembre 2014

Una serata in compagnia di Morgan Cavendish

Qualche mese fa ho parlato nel mio blog di un romanzo: "Lupus Occulta - La femmina Alpha" (recensione QUI). Primo capitolo di una saga scritta a quattro mani da Morgan Cavendish e Lyanna Wolfe, sta avendo successo e sta piacendo ai lettori. Per questo non mi sono fatta sfuggire la possibilità di rivolgere qualche domanda alle due autrici.
Ma gli scrittori, si sa, raramente hanno il dono della sintesi, (non fraintendetemi, sono entrambe amiche quindi posso permettermi di prenderle un po' in giro) per cui ospiterò una alla volta le due interviste.
Iniziamo con Morgan Cavendish e il suo amore per i Lupi Mannari, la scrittura e la grafica.

Ciao Morgan. Partiamo dall’inizio. Come e quando hai iniziato a scrivere e soprattutto perché?
R: Ciao Manuela. Come prima cosa voglio ringraziarti per questa opportunità, è un modo per farmi conoscere meglio dai lettori davvero entusiasmante.
Per rispondere alla tua domanda, io ho iniziato a comporre piccole fiabe e racconti fin da ragazzina e devo tutto a mio padre che mi ha trasmesso la passione per la scrittura e mi ha insegnato, negli anni, tutto quello che sapeva. Mi ricordo ancora, come fosse oggi, i lunghi pomeriggi passati a scrivere temi insieme, a rileggere e correggere quello che io componevo da sola. Mio padre è un uomo estremamente colto, con un senso molto spiccato per la lingua italiana ed è stato proprio questo, unito ai tanti libri che soleva regalarmi ad ogni occasione, a farmi amare la scrittura. A scuola, lo racconto sperando di non apparire immodesta, ero decisamente brava in italiano, tanto che spesso i miei componimenti venivano letti in presenza di tutta la classe, e mio padre, di questo, ne era davvero orgoglioso. Così, un giorno, mi ha incoraggiata a proseguire e ad intraprendere una scrittura più seria, finalizzata ad un avanzamento professionale. Per merito suo, quindi, ho iniziato un carriera giornalistica, difficoltosa e costellata di alti e bassi, ma che, tuttavia, mi ha permesso di farmi un grosso bagaglio di esperienze e di scegliere, come ultima meta, la via della scrittrice.

La scrittura è la tua passione. Perché, cosa ti piace della scrittura, cosa senti quando ti siedi davanti al tuo pc?
R: Quando scrivo, io apro le porte del mio personalissimo mondo fantastico dove posso entrare e costruire le storie che più mi piacciono e che, in determinati momenti, mi possono rendere felice. Scrivere per me è, letteralmente, un bisogno fisiologico e quando lo faccio, quando creo scenari o caratterizzo personaggi, io mi sento appagata, soddisfatta. Non ho un orario preciso per mettermi davanti al computer, mi basta una stanza tranquilla e della musica giusta e, nella mia testa, scene e dialoghi prendono forma e si trasformano man mano in un fiume in piena. Se sono particolarmente presa, posso scrivere anche diversi capitoli di seguito, senza sentirne il peso.

Abbiamo assistito al proliferare di vampiri e angeli caduti ultimamente. A te piacciono invece i lupi mannari. Perché. Cosa ti piace di questa figura?
R: Fortunatamente i Lupi Mannari, pur appartenendo ad una mitologia ben delineata, non sono figure sovrannaturali pienamente sfruttate e io li ho sempre amati, favorendoli nettamente a qualsiasi altra creatura. Non so bene quale sia il motivo, forse un amore innato o la passione, di cui non faccio mistero, per la Bella e la Bestia. O, ancora, perché nel Licantropo vedo un velo di umanità maggiore rispetto ad altri, la possibilità di nascondere il loro potere e di esserne vincolati una sola volta al mese. La rigenerazione, la forza, il desiderio di natura selvaggia, il bisogno di correre tra i boschi e di lasciarsi andare fino a diventare tuttuno con la terra, gli alberi e tutto ciò che li circonda.

Il tuo libro “Lupus Occulta – La femmina Alpha” ma in generale tutta la saga, è scritta a quattro mani. Come mai questa scelta? E come vi organizzate il lavoro?
R: Io e Lyanna Wolfe ci conosciamo ormai da tantissimi anni, abbiamo iniziato a scrivere insieme per gioco, accomunate dall’amore per il gotico e il fantasy. L’idea di “Lupus Occulta”, poi, è nata per caso, nella volontà di ideare e realizzare qualcosa che a entrambe sarebbe piaciuto leggere. Più o meno due anni fa, infatti, io avevo iniziato a lavorare ad “Ally Rose”, un’altra saga che vedrà la luce più avanti e accontenta maggiormente i gusti della mia collega, e lei mi ha proposto la stesura di quello che, all’inizio, sarebbe potuto apparire come un lungo racconto. Io, dopo averla convinta a trattare i Lupi Mannari, mi sono subito lasciata trascinare creando personaggi e situazioni una dietro l’altra. Senza rendercene conto, ci siamo ritrovate per le mani tantissimo materiale, intrecci complessi e storie che si propagano nel tempo abbracciando più generazioni, così abbiamo deciso di farlo diventare un libro. Anzi, una serie di libri.
Lavorare a quattro mani non è affatto facile, lo ammetto, ma è anche molto bello perché, se possibile, ci ha unite ancora più di quanto non lo fossimo prima di iniziare questa avventura insieme. Noi, di solito, scriviamo utilizzando Google Docs, scalettiamo le scene suddividendole attentamente, consultandoci per far quadrare al millimetro le reazioni dei personaggi, dopodiché scriviamo ed io, alla fine, rileggo e ricorreggo la scena finché non è perfetta.

Nel tuo libro è palese quante ricerche hai fatto. Come ti sei mossa, come hai fatto per documentarti?
R: Sì, le ricerche e gli approfondimenti sono stati una parte fondamentale della stesura del libro. Ho trascorso notti insonni piegata su testi e prontuari di erbe officinali e medicamentose e su libri di miti e leggende. Ho svolto ricerche sulla demografia e sulla geografia della Pennsylvania, stato estero in cui ho scelto di ambientare il romanzo, mi sono informata sulle leggi in vigore, sulla fauna e la flora presenti nelle foreste intorno a New Castle. Un esempio, tanto per citarne uno, è la fitolacca. Ad un certo punto del libro, infatti, uno dei personaggi ingerisce una quantità tale di belladonna da necessitare urgentemente un coadiuvante per espellere l’atropina in eccesso… trovandosi nei boschi, l’unica soluzione è quella di utilizzare una pianta con proprietà emetiche e la fitolacca, scoperta dopo molte indagini e letture, si è rivelata perfetta. Essendo tuttavia velenosa a sua volta, ho dovuto valutare molto bene tutti i fattori, a partire dalla quantità di estratto che il malcapitato avrebbe dovuto prendere senza lasciarci le penne.
Questa, come tutti gli altri dettagli, è una particolarità intrinseca del romanzo; ho cercato, letto, studiato tantissimo per renderlo, a tutti gli effetti, ben fatto, curato e credibile.

Parlaci ora del tuo libro, “Lupus Occulta – La femmina Alpha”. Senza inibizioni, tutto quello che vuoi.: trama, mitologia, personaggi.
R: La mitologia del libro è abbastanza complessa, ho passato molto tempo a leggere a riguardo sia su Internet sia sui libri che ho in casa. Sul mio comodino fa bella mostra di sé, un grosso manuale sui licantropi lungo ben oltre le mille pagine. Ricordo d’averlo trovato in un negozietto dell’usato e di averlo comprato, anni addietro, senza alcuna esitazione. C’è una scena, ricreata nella mia mente mettendo insieme i vari miti e leggende, che vedrà la luce in uno dei prossimi libri e che sarà davvero molto scenica; un cerchio rituale composto da spade d’argento conficcate nel terreno che imprigionano un grosso lupo… ovviamente non dirò di chi si tratta, se sarà uno dei nostri o una new entry lo si scoprirà solo leggendo.
Per quanto riguarda la trama, io e la mia collega l’abbiamo pianificata a tavolino, in modo estremamente dettagliato, tanto da coprire l’intera saga. Non abbiamo lasciato nulla al caso e ogni cosa detta e mostrata nel primo romanzo ha un senso preciso, anche i nomi dei personaggi che non sono stati scelti a caso. Leggendo con attenzione, io credo, si possa anche presagire cosa avverrà in futuro. Tuttavia serve intuito perché abbiamo cercato, e speriamo di essere state brave nel farlo, di non essere troppo evidenti nei riferimenti. Il mio invito quindi è di non tralasciare nulla perché niente, nel Lupus Occulta, è frutto del caso.
Sui personaggi, infine, posso dire che abbiamo voluto accontentare in modo quasi globale il pubblico femminile creando protagonisti maschili, magari un pochetto stereotipati, ma che rispondessero comunque ad un tipo caratteriale ben preciso. Su questo punto ringrazio anche una carissima amica psicologa che ci aiutate a rendere i comportamenti e sfaccettature caratteriali il più credibili e logici possibili. Il nostro timore, infatti, era che uscissero troppo dalle righe e avessero atteggiamenti illogici, irrazionali o improvvisamente insensati in base al modello che noi avevamo delineato. Di tutti, come molti ci hanno fatto notare, il meglio riuscito è Gage ed è lui uno dei più complessi, e non solo per l’oscuro passato che lo avvolge. C’è molto da dire anche su Damien, che non è solo taciturno e schivo come sembra d’impatto. Altro discorso invece va fatto per Aiden, il sottile, scaltro e crudele cacciatore. Lui ha un retroscena profondo che si intreccia con Lyle, suo fratello, e altri personaggi (seppure in modo meno palese) e giustifica, in parte, la sua cattiveria. Maya e Sophie, invece, sono gli antipodi di due archetipi femminili particolari e vedremo come, partendo da una remissività profonda la prima ed una combattività intensa la seconda, le due ragazze capovolgeranno i loro caratteri in base ai loro nuovi istinti e paure. Lyle rappresenta il tipico ragazzo dall’animo puro che si innamora della donna sbagliata, colui che è incline al sacrificio e allo slancio emotivo estremo per amore. Potrebbe, per queste due ultime cose, apparire come l’eroe sfortunato della situazione, tuttavia anche lui ha un percorso da fare e non sarà semplice. Per finire, restano ancora nel piatto Samuel, Marcus Grimes e il branco. Tutti seguono una linea precisa e hanno uno scopo particolare a cui mirano. Molti si fermeranno, ma nessuno di loro si arrenderà.
Mi fermo, altrimenti entro in un campo minato chiamato spoiler. Anzi, forse ne ho già fatto uno ed anche bello grosso.

C’è stato un momento durante la stesura in cui hai riscontrato qualche difficoltà particolare?
R: Sì. Ce ne sono stati due, a dire la verità. Il primo è stato il dover cercare di limare il mio stile, rendendolo fluido e non eccessivamente carico di sinonimi. Io, infatti, ho l’enorme difetto della prolissità e dell’uso eccessivo di parole per descrivere anche cose semplici e banali.  A mia discolpa, però, posso dire che amo così tanto scrivere che non posso fare a meno di farlo. Senzaltro avrai notato, tu e chi ci sta leggendo, che sono ridondante anche nel rispondere all’intervista. Il problema è che non mi sembra mai abbastanza!
Il secondo momento di difficoltà, invece, l’ho riscontrato durante l’editing. E’ stata molto dura e l’ho fatto ruota libera ignorando gli avvertimenti di Lyanna finché non mi sono sentita male. La verità, tuttavia, è che nel Lupus Occulta io ci ho messo l’anima, ci credo fino in fondo e voluto dargli tutto finché mi è stato possibile.

“Lupus Occulta” è una saga. Quanti volumi sono previsti? E soprattutto… sai che adoro gli spoiler, cosa puoi rivelarci sul futuro dei nostri protagonisti? Senza rovinarci le sorprese ovviamente.
R: “La Femmina Alpha” è il primo volume di una quadrilogia. Inizialmente, i libri previsti erano tre ma il materiale è risultato talmente tanto da doverne per forza aggiungere un quarto. Inoltre, dato che la trama è già stata tutta pianificata e si estende parecchio negli anni, abbiamo pensato di aggiungere altri due volumi che saranno uniti ai quattro precedenti ma identificati come dei next generation. Infine, per amore di completezza, ci sarà anche un settimo, ed ultimo, libro autoconclusivo dove racconteremo le origini delle prime femmine alpha. Quest’ultimo in particolare sarà molto interessante perché avrà un’ambientazione antica e parlerà di deportati scozzesi e antichi casati rumeni.
Tornando, invece, agli spoiler… posso dirti che, a differenza del primo libro, il secondo avrà un incipit immediato e trasporterà subito i personaggi nel centro dell’azione. Non ci sarà tregua, per nessuno.
La narrazione riprenderà da dove si è interrotta e, dopo un breve prologo, rivedremo Maya e Damien lottare per cavarsi dall’impiccio in cui sono stati catapultati e non sarà cosa da poco. Sophie, sempre in bilico tra due uomini, si accorgerà che il dover scegliere sarà l’ultimo dei suoi problemi. Gage, a sua volta, sarà obbligato a rivedere le sue priorità e, a causa delle numerose circostanze avverse, anche ad uscire parzialmente allo scoperto. Lyle, invece, prosegue il suo tortuoso percorso mentre Aiden tornerà affiancato da un altro pericolosissimo cacciatore. Il branco si troverà di fronte ad un bivio e la ricerca del lupo Omega, che dovrà condurre l’arcano e oscuro rituale di unione, sarà più sanguinosa del previsto. In tutto ciò, mentre tutti sono concentrati sul Lupus Occulta, un nuovo e temibile nemico arriva in città…

Ma “Lupus Occulta” non è il tuo primo libro. Sei anche autrice di “Frammenti di vetro”, un’antologia di racconti fantastici scritti di tuo solo pugno. Vuoi parlarcene? Se non sbaglio lì ritroviamo le prime bozze di personaggi che poi compaiono in Lupus o che compariranno in saghe future.
R: Sì, il mio primo tentativo di pubblicazione è stato l’antologia di racconti gotici intitolata “Frammenti di Vetro” in cui ho raccolto tutte le novelle che avevo scritto di mio pugno durante gli anni. Seppur accumunate dall’elemento fantastico, le varie storie sono tutte diverse tra di loro. Alcune sono più lugubri, altre più introspettive ed oniriche, altre ancora celano accenni a quelle che, effettivamente, ho intenzione di trasformare in saghe future. L’eroina de “Il Pozzo”, ad esempio, potrebbe benissimo essere la Ally Rose protagonista della serie omonima che scriverò non appena conclusa quella del Lupus Occulta. Un’altra idea simile potrebbe darla “La Gabbia di Filo Spinato”, in cui l’immaginario si fonde con la realtà e getta le basi per Throught Time, una terza saga incentrata sui viaggi nel tempo, che vedrà la luce tra qualche anno.
I progetti nel mio cassetto sono molteplici così come gli spunti per nuovi lavori interessanti, non vedo l’ora di trasporli tutti su carta e di metterli nelle mani di quei lettori che sapranno amarli e apprezzarli. 

Hai una fantasia molto fervida, le tue trame sono complesse e intrecciatissime, dove trovi l’ispirazione?
R: Io e la mia collega leggiamo e abbiamo letto entrambe tantissimi libri, andiamo spesso al cinema e, almeno io, seguo una carrellata di serie televisive di vario genere. Questo ci permette di ampliare i nostri orizzonti, le conoscenze e di accumulare informazioni. L’ispirazione per una scena, tuttavia, mi capita nei modi più impensati… ascoltando musica, facendo una passeggiata in un posto particolare, addirittura sognando o sfogliando gallerie di immagini. Capita spesso, infatti, che io e Lyanna trasformiamo in scene sogni che abbiamo fatto o disegni che ci hanno colpito in modo particolare.
La complessità degli intrecci, invece, è una cosa che io amo particolarmente. Non mi piacciono le cose troppo palesi e facili da capire, adoro ragionare, riflettere e arrivare a farmi una teoria, speculare, supporre. Ho una passione smodata per i gialli, le investigazioni e i thriller in genere. Ho letto moltissimo a riguardo, anche su indagini svolte nella realtà, casi accaduti sul serio, per riuscire a tenermi in moventi e cause ad effetto che fossero valide e non eccessive o assurde. Amo, e lo rivelo schiettamente, il cosiddetto “cattivo a matrioska” ovvero il cattivo dietro il cattivo, motivazioni nascoste dietro ad altre più lampanti. E’ una peculiarità dei libri stile Agatha Cristie, ma io trovo che si addica benissimo anche ad un urban fantasy con protagonisti dal passato non proprio limpido e con giustificazioni per le loro azioni più che valide.

Morgan Cavendish non è solo scrittrice ma ha anche un’altra passione. Infatti sei una bravissima grafica e illustratrice e lo so per esperienza diretta. Ultimamente inoltre hai pensato di unire queste tue due passioni e ti sei messa a disegnare alcune cover di libri. Come concili le due cose? Cosa ti piace del fare grafica?
R: Pur avendo una passato pregresso come giornalista di articoli fantasy per riviste online, a tiratura nazionale e regionale, ho anche svolto la professione di grafica e web designer per ben 12 anni. Ho gestito uno studio grafico e purtroppo, se ai primi tempi poteva dirsi una buona carriera con sbocchi lavorativi discreti, ora non lo è quasi più. Così, non volendo abbandonare la tavoletta grafica a me tanto cara, l’ho conciliata con la scrittura realizzando per me, e per chi me ne fa richiesta, materiale promozionale e cover book. Mi piace disegnare, dare vita a quello che la mente e la fantasia mi suggeriscono. E’ esattamente come la scrittura con l’unica, piccola differenza che è a colori.
Ti ringrazio molto per il tuo tempo e la tua disponibilità

Ringrazio io Morgan per la pazienza dimostrata nel rispondere e per averci permesso di conoscere qualcosa in più di lei e del suo mondo. La prossima settimana conosceremo meglio la sua collega Lyanna Wolfe.

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