martedì 30 settembre 2014

Recensione "VideoGame"

Avevo letto nella scheda di questo libro che era un fantasy umoristico, ma non avevo chissà che aspettative, devo ammetterlo e l'autore non se ne abbia. Molti si definiscono ironici e poi, a bene vedere non lo sono affatto. Perché si sa, è molto pi difficile far ridere che far piangere. Eppure, Dario Carraturo credo ce l'abbia nel sangue.
Veniamo quindi al romanzo.

SCHEDA LIBRO:


Titolo: VideoGame - Le Cronache dell’Invasione e dei Prodi che vi si opposero
Autore: Dario Carraturo
Genere: Fantasy umoristico
Casa Editrice: Narcissus Self Publishing
ISBN: 9786050306231
Pagine: 260/300 (previsto)
Prezzo: 4,99
Formato: Ebook (epub e mobi)

Link per l'acquisto:
AmazonKobobooksLa Feltrinelli e molti altri stores on line.





LA TRAMA:

Sergio è un normalissimo ragazzo di 17 anni con le classiche preoccupazioni di tutti i coetanei: amore non corrisposto, amici inaffidabili, famiglia ingombrante… unica nota positiva, in questo scenario, la sua passione… i videogiochi. Sergio, infatti, è anche un abile programmatore che da anni lavora a un di un gioco di ruolo fantasy in cui coesistono tutte le più famose saghe fantastico-mitologiche, dal ciclo arturiano all’Orlando Furioso, dall’Iliade all’epica irlandese, dalla mitologia scandinava a quella orientale…
Quello che non può immaginare è che a causa di una serie di sfortunate circostanze tutti i personaggi del videogioco verranno evocati nel nostro universo materializzandosi proprio a casa sua, finendo per mettere a ferro e fuoco l’inerme città di Napoli.
Purtroppo, o per fortuna, Sergio scoprirà che sia i buoni che i cattivi non sono esattamente come ci sono stati tramandati dalla letteratura, rivelandosi ben più confusionari e inconcludenti del previsto, tanto da dare origine a innumerevoli siparietti comici nella loro interazione con gli abitanti del condominio in cui abita il giovane programmatore.
Ma davanti alla minaccia di una coalizione di cattivi del calibro di Loki, Apollo, il Cavaliere Nero e Ferraù, intenzionati a restare nel nostro mondo per costruire un gigantesco impero del male, Sergio dovrà fare l’impossibile per rispedire tutti nei propri mondi di origine.


Per riuscire nella difficile impresa il giovane avrà bisogno di tutto l’aiuto possibile, compreso quello di un litigioso manipolo di condomini e di un sorprendente e indomito reparto di scout. Ma portare a termine la missione vorrebbe dire anche rinunciare all’amore della fata di cui si è appena innamorato, come farà quindi, il nostro eroe, a salvare il mondo senza sacrificare il proprio cuore?

Recensione:

Posso assicurare che non ridevo così leggendo un libro da… non so nemmeno io da quanto. Ci sono stati momenti in cui sono scoppiata a ridere come una matta, mentre mio marito mi guardava stranito e perplesso.
“VideoGame” è un fantasy per ragazzi che mi ha conquistata, con la sua semplicità e genuinità. La comicità di Dario Carraturo è alla mano, gioca con i luoghi comuni, è fatta di piccole cose che in sé e per sé non sono eccezionali ma nel contesto, grazie alla situazione creata, al carattere dei personaggi, alla descrizione dei sentimenti che accompagnano il protagonista (la storia è narrata in prima persona), fanno veramente ridere.

Sergio è un ragazzino come se ne incontrano molti, così per lo meno sembra a prima vista. Completamente perso nel mondo del suo videogioco e nei suoi sogni di gloria. L’ironia distingue subito il suo personaggio ma inizialmente sembra quello che i giovani potrebbero etichettare come uno “sfigato”. Niente ragazza né veri amici, un carattere un po’ irascibile e isolato dagli altri a causa della sua passione. Nel corso del libro però, Sergio tirerà fuori doti impensate, stupendo per primo se stesso: astuzia, intelligenza, coraggio… un vero leader oltre che un’invidiabile ottimista. E si sa, chi sa ridere e non abbattersi anche nelle situazioni più difficili e apparentemente senza scampo, riuscirà sempre a trovare una soluzione ai propri guai.

L’autore, con una scrittura scorrevole, una padronanza dell’italiano molto buona, un linguaggio fresco e uno stile adatto a lettori anche più giovani, ci trascina dentro una storia fantastica, originale, affascinante.
I suoi personaggi sono tutti ben caratterizzati e descritti, tanto da sembrare vivi e poterli toccare con mano, nonostante ve ne siano molti. Assistiamo infatti a una vera e propria carrellata di eroi della mitologia che… beh, non sono proprio come i libri ce li hanno tramandati. Eppure non possono non risultare simpatici.
L’autore gioca con questi personaggi, con le leggende e le imprese eroiche di ognuno di loro sovvertendole, piegandole ai propri voleri, dando vita a delle gag incomparabili. Alla fine dispiace anche a noi, come al protagonista, doverli rimandare nel loro mondo.

Oltre a questi eroi mitologici, troviamo anche le persone comuni, "reali": gli abitanti del palazzo dove abita Sergio, con le loro particolarità, i litigi e le insofferenze di ogni condominio; Antonio, che da rivale di Sergio ne diventa il braccio destro, a volte la voce della ragione a volte quella della paura; Arianna, la scout coraggiosa e impertinente, Ciro e gli appartenenti a una gang di teppisti, Elena, ragazza bella ma superficiale e via dicendo.
In mezzo a tutti, spicca la figura di questo ragazzetto che diventa il capo incontrastato di una fantasiosa “armata Brancaleone”. Con furbizia e sangue freddo, senza mai darsi per vinto, nemmeno di fronte alla morte e alla tortura, nonostante sia molto meno dotato di muscoli e forza dei suoi “mitici guerrieri”, incarna la figura del vero eroe. E’ lui a guidare la trama, a incuriosire, divertire, non stancare, a conquistare in tutto e per tutto, dando la parola ora all’uno ora all’altro personaggio… come un presentatore sul palcoscenico che guida lo show.

Mi è piaciuto molto anche il rapporto di Sergio col fratello Ubaldo e i genitori, nonché i tre personaggi in sé e per sé. Della serie: scene di ordinaria follia in una famiglia con due figli maschi (io ne ho tre e anche se sono piccoli mi è sembrato di avere qualche déjà vu), un padre bonaccione e paziente e una madre sui generis.

Magie,cavalieri, donzelle in pericolo, troll, draghi, dei, fate… troviamo un po’ di tutto in un mix sconvolgente e irreale dove niente è ciò a cui siamo stati abituati a pensare e dove il vero eroismo non sta nel vincere le guerre, uccidere mostri e nemici e conquistare un regno, ma nell’essere se stessi e scoprire il proprio valore.

Questo libro presenta solo una pecca: la punteggiatura. In italiano non è corretto usare tanti punti esclamativi o interrogativi, ma, prima di tutto io non sono fiscalissima in questo; la punteggiatura usata è molto “scenografica”, come per far immaginare il tono di voce se non anche l’espressione dei personaggi. Seconda cosa, tutto il resto mi è piaciuto così tanto che trovo questo particolare davvero insignificante al fine di un mio parere sul romanzo.
  
Un libro assolutamente consigliato a tutti, dove l’ironia fa da protagonista invitando a vedere sempre il bicchiere mezzo pieno e a riderci su. Un bel consiglio.

Con il permesso dell'autore, riporto un piccolo estratto che ho adorato:

«Non preoccupatevi» rassicurai Arianna e Antonio «al drago penserà il nostro Sigfrido»
«Ehhhhhh?!» fece l’eroe nordico sobbalzando.
«Sei tu l’esperto in uccisioni di draghi no?»
Ubaldo tolse il primo lucchetto.
«A dire il vero capo… sai com’è la gente parla, le leggende si gonfiano passando di bocca in bocca, e tutt’a un tratto tutti si convincono che tu abbia ucciso chissà quali bestie assurde…»
«Non hai ucciso un drago?»
«Non proprio».
«E che bestia hai ucciso?!»
Ubaldo tolse il secondo lucchetto che cadde sul primo con un sonoro rumore metallico.
«Una lucertola capo…»
«Una lucertola?!»
«Ma era bella grossa!»
«Hai visto?! Lo dicevo che non era una buona idea!» piagnucolò Antonio.
«Vabbè ma uno dei miei prodi sarà certamente in grado di fronteggiare la minaccia!» dissi cercando i loro sguardi fieri e impavidi solo per scoprire che l’intero plotone di eroi si stava affrettando a raggiungere l’ingresso, lottando con spinte e gomitate per non restare indietro.
«Ohhhh!» urlai bloccando la loro ritirata proprio mentre Ubaldo toglieva il terzo lucchetto.
«Capo» disse Okuninushi facendosi portavoce degli altri «noi siamo a tua disposizione per quanto riguarda evasioni, pugne, guerriglie e assedi… ma i draghi richiedono una competenza specifica… »
«Ci sono delle normative speciali per la caccia al drago» confermò Artù «ci vuole un brevetto…»
  «Siete solo dei pavidi!» gridai.
«Io non la vedo così» obiettò Cathbad «non puoi chiedere a un macellaio di arare un campo di grano. Allo stesso modo per uccidere un drago ci vuole…»
«Un uccisore di draghi» concordò Ulisse.
«Noi siamo solo degli eroi ordinari» concluse Artù.
«Quello che siete non ve lo posso dire!» ruggii.

IL MIO VOTO:


Biografia dell'autore (così come lui me l'ha mandata... non sono pazza)

Dario Carraturo nasce, cresce, si riproduce (e... qui ci fermiamo) a Napoli, dove vive tuttora. Ha quasi 50 anni portati con enorme fascino e disinvoltura, checché ne dicano gli altri... e lo specchio. 
Dopo aver maturato un'esperienza decennale in qualità di copywriter (e non copriwater, come insinuano in molti) diventa prima Storyliner e poi Storyeditor del noto daily drama “Un Posto al Sole”. 
Nel 2007 pubblica il romanzo di fantascienza "Le Lacrime della Terra" per la Tilapia Edizioni (attualmente ahimè esaurito). 
Dal 2012 Insegna sceneggiatura presso la Scuola Internazionale di Comics, sede di Napoli.
VideoGame è il suo secondo romanzo.

Acquista direttamente qui:


3 commenti:

  1. Forte Dario, sicuramente il tuo romanzo merita di essere letto se non altro per lo spirito che tu hai nel cuore.
    sei ironico e spiritoso al punto giusto bravo.

    RispondiElimina
  2. Mamma mia quanti libri sto perdendo ...grazie x la conoscienza di quest altro libro a me sconosciuto..

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Guarda Ramona, io l'ho trovato fantastico, veramente divertente, ma credo che dalla mia recensione si sia capito molto bene

      Elimina