domenica 10 agosto 2014

Recensione: "La Congiura dello Speziale"

Ed eccomi qui a raccontarvi questo thriller a sfondo storico scritto dallo scrittore italiano Mauro Santomauro e ambientato nell'affascinante Venezia.

SCHEDA LIBRO:

Titolo: "La Congiura dello Speziale"
Autore: Mauro Santomauro
Casa Editrice: Libromania
Genere: Thriller a sfondo storico
Formato: e-book

Link per l'acquisto:

e molti altri stores on line

http://www.libromania.net/it/la-congiura-dello-speziale-mauro-santomauro

Per informazioni e notizie, per scoprire curiosità, foto e rari documenti, potete visitare: 
www.facebook.com/lacongiuradellospeziale

LA TRAMA:

Fedora Milano non sa darsi una spiegazione: il direttore della sua testata l’ ha fatta rientrare dalle ferie per andare a intervistare il direttore di un’ antica farmacia veneziana, fondata cinquecento anni prima. Niccolò Bellavitiis è un uomo tanto colto ed enigmatico quanto affascinante e il suo racconto sull’ arte della cura è ipnotico, ma perché tanta fretta? Improvvisamente l’ attenzione della donna è calamitata da un misterioso contenitore in peltro. Quello strano recipiente, spiega Bellavitiis, serviva per trasportare la Theriaca, un composto chimico di origini antichissime la cui formula nasconde delle proprietà molto potenti in grado di cambiare le sorti dell’ intera umanità, un fluido foriero di una sapienza ambita e pericolosa che trascinerà Fedora in uno spaventoso tunnel senza fine….


Fedora è una donna bella e affascinante. Giornalista della Rai nella capitale, torna per lavoro nella sua Venezia, da dove anni prima era stata costretta ad andarsene per una storia sentimentale finita male, che l’aveva portata a compiere un gesto estremo. Ora tra le vie, le piazze e il fascino dell'antica città, dove mille ricordi, belli e brutti, le si affacciano alla mente, ritrova vecchi amici, persone care e un misterioso farmacista dagli incredibili occhi azzurri (ma definirli tali significa sminuirne la particolarità). Fedora verrà catturata dalle parole e dagli innumerevoli racconti di quest’uomo, dalle vicende storiche e dalle conoscenze che il giovane condivide con lei. Ma un pericolo e un mistero sta per entrare nella sua vita e un segreto che mai e poi mai dovrebbe cadere in mani malvagie, rischia di essere svelato.

Non mi è semplice fare la recensione di questo romanzo, perché ho trovato cose che mi sono piaciute molto, altre meno.
Inizio con il dire che Mauro Santomauro scrive molto bene, con una buona padronanza della lingua, sa giocare con le parole e costruire delle bellissime espressioni. Lo stile è ricercato e aulico e anche se io non lo apprezzo particolarmente, sono consapevole che è questione di gusti e che quindi molti lo troveranno affascinante.
Tuttavia credo che in alcuni punti, sia poco scorrevole e rallenti un po’ la lettura della storia. Non amo molto i giri di parole per esprimere un semplice concetto, mi piace molto di più quando si va dritti al punto.
Lo stesso linguaggio l’ho trovato a volte obsoleto, soprattutto nell’unica scena piccante di tutto il libro, tanto che mi ha fatto un po’ sorridere perché poco realistico. Ma anche qui, mi preme sottolineare, si tratta di un mio parere.

Il Ponte di Rialto a Venezia
Parliamo quindi della storia. La trama mi aveva subito conquistata per la particolarità e per l’alone di mistero che lasciava intravedere. Ed è qui che ho riscontrato una piccola delusione. La prima parte del romanzo si perde in tre flash back per presentarci la nostra protagonista, Fedora, e la sua famiglia, la storia che ha alle spalle e l’amicizia con una donna esuberante e stravagante.
Dopo questa parte, che prende circa un quinto del libro, la storia si movimenta leggermente con l’ingresso sul palcoscenico, del farmacista Niccolò Bellavitiis. Peccato che nuovamente la narrazione si perda in una lunghissima parte in cui assistiamo per lo più a monologhi e disquisizioni di scienza, biologia, etica, morale… non è che questa parte sia noiosa e poco interessante. Anzi, personalmente mi è piaciuto molto venire a conoscenza di alcune nozioni storiche e scientifiche, prendere spunto dalle riflessioni dei personaggi per riflettere a mia volta su determinate questioni morali.
Tuttavia, a mio parere, e sottolineo a mio parere, non aveva molto senso ai fini della trama dilungarsi così tanto su questi temi. Sembrava quasi un libro a parte. Avrei preferito che l’autore fosse più conciso e si limitasse a quelle parti che ci fanno conoscere meglio il personaggio di Niccolò e quale sia il suo pensiero.
Finita questa lunga dissertazione storico-scientifica, improvvisamente la situazione precipita, la storia prende il volo, gli eventi assumono un ritmo serrato e avvincente.
Da qui in poi il libro mi è piaciuto veramente molto. Peccato ciò avvenga oltre la metà. Gran parte del mio giudizio positivo sul libro, comunque, è dovuto proprio a questa parte.

Per quanto riguarda i personaggi
Inizialmente Fedora non ha riscontrato la mia simpatia. Non è di quelle protagoniste che adoro perché mi è apparsa un po’ egocentrica e superficiale ma alla fine si è ripresa e appare come una figura positiva. Chi invece proprio non mi ha conquistato, è Niccolò. Un uomo affascinante, interessante e ammaliatore a volte, ma per lo più l’ho trovato arrogante, saccente, egocentrico e in fin dei conti un grande egoista, che non si smentisce (anche se l’ho sperato fino alla fine) nemmeno nella sua ultima azione. Chi invece ha meritato tutta la mia simpatia, è il maggiore dei carabinieri Guido Zalivani. Devo dire che ho tifato per lui fin dall’inizio. Guido è sincero, onesto, leale e non teme né esita nel mettere a repentaglio la propria vita per la donna che ama.
Comunque sia, i personaggi sono tutti ben caratterizzati, veritieri, coerenti. Al di là delle impressioni soggettive quindi, non posso che lodare questo aspetto.

Ciò che mi ha intrigato veramente molto e aggiunge quel quid in più al romanzo, è l'ambientazione. Venezia non ha bisogno di presentazioni ma l'autore ha saputo sfruttarne al meglio le potenzialità. Ne ha utilizzato magistralmente la cultura, la bellezza e la storia per creare atmosfere ricche di fascino, romanticismo, mistero  e magia. Il lettore si sente proiettato nella vita stessa della Serenissima, rimanendone ammaliato.

In conclusione un romanzo che credo possa comunque piacere agli amanti del genere. Parte in sordina e lentamente per riprendersi alla grande nel finale, catturando l’attenzione e facendo infine sorvolare sulle pecche della trama. E’ originale e interessante e alcuni personaggi mi sono rimasti nel cuore.

Permettetemi un ultimo appunto e non all’autore ma alla Casa Editrice. In fondo al libro ho trovato numerose pagine in cui vengono presentati, con cover e sinossi, le altre pubblicazioni della casa editrice. Posso capire se si trattasse di qualche pagina, ma qui ne ho trovate cento. Direi eccessivo e fastidioso, soprattutto perché questa “pubblicità” viene conteggiata nelle pagine del romanzo traendo in inganno quando si sta leggendo con un e-reader. Tuttavia, confrontandomi con l'autore stesso su questo punto, mi è stato rivelato che, in seguito a delle lamentele, questa fastidiosa appendice verrà rimossa o comunque limitata.


IL MIO VOTO:



Qualche notizia sull'autore:

Mauro Santomauro è nato nel 1949 ed è stato farmacista della Serenissima, salendo alla ribalta delle cronache quando rinunciò a trasferire la sua farmacia in terraferma. Nella sua vita è stato chimico, distillatore, imprenditore e contadino e si è divertito come giocatore e poi allenatore di baseball, batterista in un settetto jazz, maker ante litteram come produttore di accessori d’ arredo. Ha pilotato aerei da turismo e ha praticato immersioni subacquee. La sua vera passione è il buon cibo. Vive con la moglie e i due figli a Treviso.

Nessun commento:

Posta un commento