mercoledì 2 luglio 2014

Recensione: "La Vendetta di Andersen"

Quest'oggi voglio parlarvi del primo volume della serie fantasy scritta da Michel Manetti. Gironzolando per il web ho notato che adesso va molto di moda rivisitare in chiave dark le favole classiche, ma non avevo ancora avuto modo di leggere uno di questi romanzi. Questo quindi per me è il primo libro di questo genere. Ed ecco la mia impressione.

SCHEDA LIBRO:

Titolo: "La vendetta di Andersen - Jenny Turner e le dinastie perdute delle fiabe"
Autore: Michel Manetti
Genere: Avventura, fantasy
Formato: e-book
Editore: Libromania

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LA TRAMA:

Quando meno te l’aspetti, un evento sconvolgente può cambiare per sempre la tua vita. Jennifer è una giovane studentessa di diciassette anni. Nonostante sia passato molto tempo, non riesce a darsi pace per la morte dei genitori, avvenuta prematuramente quando era solo una bambina. Un pomeriggio, durante una giornata di studio col suo migliore amico Dean, scopre una meravigliosa porta d’oro occultata nella sua stanza. Dopo qualche esitazione, i due giovani scelgono di varcare la soglia. Ad attenderli, in un salotto incantato, li aspetta niente meno che lo storico autore di fiabe Charles Perrault. Perché l’autore francese si nasconde in quella casa? Chi è veramente costui? Quale mistero cela il passato di Jennifer? In un’ambientazione fiabesca e spettrale, inizia così un’avventura fantastica, ricca di imprevisti, continuamente sospesa tra immaginazione e realtà. Una favola maledetta capace di tenere il lettore col fiato sospeso fino all’ultima pagina.

Jenny e Dean sono amici d’infanzia e sono due diciassettenni con i pensieri e i problemi della loro età. La scuola, le amicizie e gli amori. Jenny ha alle spalle un pesante passato del quale non riesce a liberarsi: la tragedia della morte dei suoi genitori le ha rovinato l’infanzia e non riesce a capacitarsene. In realtà ha perso non solo i genitori, ma ogni parente che le era accanto. Finché un giorno, un’incredibile scoperta, la porta a conoscenza di un terribile segreto. Da questo momento inizia per lei un viaggio alla ricerca della verità, del suo passato e dei segreti che gravano sulla propria famiglia. Dean sarà sempre al suo fianco per sostenerla e proteggerla perché quello che hanno appena intrapreso è un cammino pieno di pericoli e incertezze, dove non tutto è come sembra.


Ho trovato la trama molto originale. L’autore ha preso spunto dalle fiabe di Perrault per dare vita a una loro rivisitazione e trasformarle in un romanzo avventuroso, inquietante e a tratti spaventoso, crudo. Ne sono rimasta sorpresa. La sinossi parlava di una favola maledetta. Confermo! Sottolineo che il libro fa parte di una serie quindi con questo primo volume si conclude una prima parte, ma non la trama principale che fa da sfondo alla serie stessa.
Il libro si legge benissimo, tutto d’un fiato. Lo stile ricopia quello classico delle favole, dove le vicende più che mostrate vengono raccontate dal narratore. Pochi dialoghi e molte descrizioni ne sono gli elementi principali. L’uso del POV multiplo poi aiuta a immedesimarsi nei vari personaggi e capirne i pensieri e le azioni.
Non è facile però, parlare di questo libro senza fare spoiler, perché basterebbe un piccolo elemento per bruciare uno dei tanti colpi di scena del romanzo. Posso quindi dire che ho apprezzato i personaggi, ben delineati nella loro semplicità. Jennifer è determinata e coraggiosa, a tratti avventata ma è una protagonista forte e decisa che attira subito la simpatia del lettore. Lo stesso per Dean, con la sua dolcezza e premura, per la delicatezza e la sensibilità. Una coppia riuscitissima. E infine la cattivissima di turno: Isabelle, una donna che, andando avanti nella lettura, si rivela capace di tutto e per questo ancora più spaventosa. Ho apprezzato anche la caratterizzazione di Perrault. Enigmatico e misterioso al punto giusto tanto da non lasciare certezze e far dubitare il lettore, proprio come accade ai protagonisti.

C’è solo una cosa che mi ha frenato nella lettura. Sottolineo che questo è un punto di vista assolutamente soggettivo, ma non solo. Sto parlando delle descrizioni. Il libro ne è pieno e per chi mi conosce un po’ ormai sa che a leggerne troppe mi viene l’orticaria. A parte gli scherzi… l’autore è bravo a mostrare con dovizia di particolari e con fantasia i personaggi, gli ambienti e l’abbigliamento. Tuttavia se una descrizione non è funzionale alla trama, allora a mio parere, non ha senso; rischia di annoiare e appesantire. Quindi avrei usato un po’ di parsimonia con questo elemento. Per il resto, nulla da eccepire.

Molto carina la morale in chiusura del libro. Anzi la doppia morale. Ogni libro racchiude un messaggio, un insegnamento… poteva mancare in una favola? E qui è molto chiaro: non bisogna fermarsi di fronte alle avversità perché se si desidera veramente qualcosa e si è determinati, allora il sogno si avvera. Inoltre, un amico al proprio fianco, che ci dà sostegno e forza nei momenti peggiori, è la cosa migliore che ci possa capitare.

In sintesi, una lettura che consiglio, a un pubblico più o meno giovane. Accattivante, scorrevole e, come ogni favola, con il suo lieto fine. O forse no? Beh, questo dovrete scoprirlo da voi.

IL MIO VOTO:




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