venerdì 18 luglio 2014

Recensione "2 Mogli, 2 Mariti e 1 Lampadario"

Devo ammetterlo, questo titolo mi aveva proprio incuriosito. L'ho letto senza sapere cosa aspettarmi, ma con grande curiosità. Beh, non mi sarei mai aspettata nulla del genere. Un gran complimento all'autore, Antonio Scotto di Carlo.

SCHEDA LIBRO:

Titolo: "2 Mogli, 2 Mariti e 1 Lampadario"
Autore: Antonio Scotto di Carlo
Genere: Psicologico - intimistico - sentimentale
Formato: e-book
Lingua: italiano

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LA TRAMA:


Barbara, volubile e avvenente, è anche una tenera mamma. Alessio, suo marito, uno psicologo di successo. Glenda, ingenua e timida, è la regina delle casalinghe. Amedeo, suo marito, uno stimato avvocato. 
Le due coppie vivono il sesso in maniera opposta. 
Gli uomini si chiedono cosa c’è in fondo al cuore di una donna. Le donne vorrebbero tanto capire come pensano veramente gli uomini. Entrambi se ne fanno un’idea in base a quello che viene loro mostrato. Ma c’è molto di più. 
Osservando questi personaggi, spiandoli fin sotto le lenzuola, intrufolandosi nelle loro menti e soggiornando nei loro cuori, i mondi femminile e maschile diventano una cruda, meravigliosa e fragile vetrina di sentimenti. E quando la giovane e passionale Sonia irrompe nelle loro vite… 
Un vero e proprio film proiettato sulle pagine di un libro in un gioco di prospettive con cui i personaggi, a turno, sfidano l’innata umana insoddisfazione.



Recensione


Barbara e Alessio, Glenda e Amadeo, due coppie con una loro storia di coppia e personale alle spalle. Chi si è conosciuto fin da ragazzo e ha condiviso praticamente tutta la vita insieme e chi invece si è conosciuto un po’ più tardi e avendo trovato nell’altro redenzione e un porto sicuro. In tutto questo si inserisce Sonia, una ragazza con l’esuberanza della giovinezza e una chiara visione della vita spesso molto più matura di chi è più adulto e “saggio” di lei.

Non è facile incasellare il libro in un genere preciso. Io lo definirei uno psicologico intimistico – sentimentale e come tale al centro della scena ci sono i pensieri e le riflessioni dei personaggi.
Quindi preparatevi perché questo romanzo è una vera miniera di spunti di riflessione e non sarà facile per me contenermi. Ci proverò.

Innanzitutto lasciatemi dire che Antonio Scotto è molto bravo. Ha una padronanza linguistica invidiabile, uno stile scorrevole che affascina e a volte ipnotizza e le sue pagine volano via come niente. Il romanzo non è cortissimo eppure l’ho letto in poco più di 24 ore

Amando però uno stile semplice e diretto non sempre ho apprezzato tutte le sue metafore e qualche suo virtuosismo. Non sono eccessivi né stonano, sono io che sono fatta così.
E lo stesso mi hanno un po’ fatto storcere il naso l’uso di tutte quelle metafore nelle scene erotiche. Alcune sono veramente geniali e plaudo alla fantasia e all’originalità dell’autore, mi hanno fatto anche ridere, ma sono un po’ troppe. Sempre secondo me.
Però è anche vero che rendono bene il senso della gioia tra i due amanti, della serenità e soprattutto della complicità che regna.

Così come tutti i meccanismi psicologici vengono affrontati molto nel dettaglio, a volte anche troppo. Antonio Scotto ha la capacità di spiegare un concetto difficile in quattro semplici parole. Ecco perché quando ne usa cinque volte tante, dico che sono eccessive. Non ce n’è bisogno, era tutto molto chiaro anche con qualche frase in meno.

Passiamo ai personaggi. Alessio è lo psicologo che osserva tutto con occhio clinico, Barbara la moglie bellissima e madre affettuosa, ma volubile, vanitosa e immatura; Glenda è ingenua e remissiva, ma sincera e dolce mentre Amedeo è l’avvocato abituato a prendere ciò che vuole. Poi c’è Sonia, con il suo percorso di crescita e affermazione di sé e infine altri personaggi secondari, ma con un ruolo ben definito e molto importante nella storia, come Ubi e Edy. Posso dire che le due mogli e i due mariti, non è che abbiano riscontrato sempre la mia simpatia, per scelte di vita, per comportamenti e decisioni che prendono, però non posso negare che sono caratterizzati alla perfezione. Sono personaggi veri che si incontrano fin troppo spesso nella quotidianità (purtroppo oserei dire, per qualcuno di loro). La loro personalità ci viene svelata man mano, in tutte le sue sfumature. Possono piacere o non piacere ma questo a discrezione del lettore.
I miei preferiti invece rimangono proprio gli altri tre: Sonia, Ubi e Edy. La loro freschezza e semplicità porta una ventata di aria pulita nei momenti in cui ve ne è più bisogno, quando cioè dubbi e scelte influenzeranno la vita degli altri quattro.

La Trama… è molto originale. La vita di queste due coppie unite da vincoli di parentela, a fronteggiare la vita e le avversità di tutti i giorni: la famiglia, la coppia, il lavoro, il mutuo, ma soprattutto i propri desideri.
Non dimentichiamo che questo è un romanzo psicologico intimistico e il desiderio e la ricerca della soddisfazione come dice la sinossi stessa, sembrano essere il fulcro di tutto.
Soddisfazione lavorativa, personale, sentimentale, sessuale… il desiderio invade ogni istante della nostra vita guidandoci e influenzandoci nelle nostre azioni e nei pensieri, a volte dominandoci, senza che nemmeno ce ne rendiamo conto. Molto bella la riflessione e la chiave di lettura che l’autore dà di questi meccanismi psicologici attraverso le parole di Alessio e i comportamenti suoi e degli altri attori sulla scena. Meccanismi psicologici esaminati con gran precisione e credibili, anche quelli femminili, nonostante l’autore sia un uomo.

Ma qui non si parla solo di desiderio. Il libro inizia con una riflessione sul ruolo del destino nella nostra vita e si chiude con la stessa riflessione, ma diversa, rivista cioè alla luce di tutto quel che è successo nel frattempo, come una sorta di interpretazione dello spaccato di vita che ci è stato presentato che però diventa universale, valido per tutti noi. Una sorta di messaggio che l’autore manda.
Questi sono solo due esempi. Il romanzo è pieno di chicche su cui soffermarsi un po’.

Come il famoso lampadario del titolo. Davvero, davvero interessante il significato che assumerà per uno dei personaggi; ma non posso qui svelare nulla.

Che altro posso dire. Ci sono dei passaggi molto ironici, come il siparietto tra Ragione, Sentimento e Volontà nella testa di Amedeo o la teoria del Weirdo; altri invece drammatici.

E a questo proposito devo dire che la fine di questo libro non mi è proprio piaciuta. Anche qui è una cosa che riguarda soltanto me. Ai fini della trama ci sta tutta ed è anche un bel colpo di scena, che mantiene viva l’attenzione chiedendosi come finirà, ma il mio cuore di donna e madre ha fatto sentire il suo disappunto molte ma molte volte.

Il romanzo nel suo complesso mi ha comunque impressionato, colpito e segnato, quindi vuol dire che ha sortito il suo effetto. Credo che i buoni romanzi siano quelli che lasciano qualcosa, nel bene o nel male. Se lasciano gioia mostrando il bene e malessere mostrando il male, allora sono arrivati al cuore dei lettori. Sono i romanzi che non lasciano niente ad avere qualche problema.

Proprio per questo, nonostante ci siano state alcune cose che per mio gusto personale non ho apprezzato, do a questo libro il massimo dei voti e lo consiglio vivamente. Eh, sì, riconosco che merita. E con questo rinnovo i miei complimenti all’autore.


IL MIO VOTO:


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1 commento:

  1. Ecco questo e uno di quei libri che ti domandi xche nn lo hai visto prima,ne sono felice che la recensione e positiva mi stuzzica di più all acquisto

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