giovedì 8 maggio 2014

Recensione "L'Undicesimo Maestro"

Qualche tempo fa vi avevo segnalato un libro fantasy per ragazzi: "L'Undicesimo Maestro" di Antonia Serranò. Come promesso, e mi scuso per il leggero ritardo, ecco la mia opinione in merito.


SCHEDA LIBRO:

Titolo: L'Undicesimo Maestro (1° vol della saga: La terra di Niquam)
Autore: Antonia Serranò
Saga: Le terra di Niquam
Genere: Fantasy
Editore: Libromania
Formato: e-book
Prezzo: 1,99
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LA TRAMA:


Nediel è un ragazzo di tredici anni, un giovane abitante della Terra di Niquam, una splendida regione circondata dai meravigliosi Monti Sorgente e da una profonda lingua di mare ancora inesplorata. Un giorno, mentre accompagna la carovana del padre, il suo villaggio viene attaccato dai Primitivi, entità mostruose che si nutrono della forza vitale degli esseri umani. Durante lo scontro, Nediel assiste al prodigio: un uomo, incurante del pericolo, riesce ad assorbire quelle creature terrificanti grazie all’utilizzo di una pietra luminosa. Il ragazzo viene così tratto in salvo e il misterioso condottiero decide di portarlo con sé per tenerlo al sicuro da eventuali incontri con le forze demoniache. L’uomo, di nome Yanagar, si presenta come un Custode della Pietra Celeste e rivela al giovane che, ormai, su di lui grava un indelebile marchio di sangue che lo condannerà ad essere inseguito dai Primitivi fino alla morte

Nediel è un giovane ragazzo che si ritrova all’improvviso catapultato in qualcosa più grande di lui, in un destino spaventoso, orrendo, tragico. Rimasto solo può fare solo una cosa: fidarsi di Yanagar, il valoroso guerriero che gli ha salvato la vita. Inizierà così un viaggio avventuroso e pericoloso in territori di cui lui non ha mai sentito parlare, scoprendo verità che non si sarebbe mai sognato e divenendo parte di qualcosa di fondamentale e importante per la salvezza della Terra di Niquam. Nediel scoprirà i propri limiti e il proprio valore, inizierà un cammino di crescita e maturazione e soprattutto troverà un amico e un compagno fidato.

Prima di tutto fatemi dire una cosa che mi preme. Il libro vale e parecchio. Non lasciatevi assolutamente influenzare dalla cover per decidere di acquistarlo o meno. Non è colpa dell’autrice ma della Casa Editrice. La cover è a mio parere orribile. E che Antonia mi perdoni per questo giudizio. Invece che impreziosire, valorizzare, accattivare, sminuisce il bel lavoro che l’autrice ha portato a termine con impegno e fatica.
Detto questo, inizio con la mia recensione.

La mia idea della Foresta del Grande Confine nella Terra di Niquam

“L’undicesimo maestro” è il primo volume di una saga fantasy per ragazzi. Come ogni primo libro è quindi in parte introduttivo. Ci vengono presentati i personaggi, la Terra di Niquam, i suoi abitanti, i Primitivi e la Pietra Celeste. E ancora: diamanti dai poteri particolari, Curatori, Maestri e Custodi. L’autrice ha creato un mondo affascinante e ricco di particolari. Più si va avanti con la storia e più il lettore viene introdotto in questa terra, vedendola dal punto di vista di Nediel, un ragazzo che ha un universo intero da scoprire. E con lui, ci addentriamo in misteri sconosciuti, conosciamo sempre più dettagli e rimaniamo affascinati tanto da spingerci a leggere pagina dopo pagina, fino alla fine.
Essendo il primo di una serie, quindi, come dicevo, ci sono molte parti descrittive, eppure l’autrice ha saputo giostrarle molto bene, rendendole interessanti senza appesantire la narrazione e alternandole con scene d’azione che hanno movimentato la storia.
Una storia nata per caso secondo quanto dice l’autrice, scritta per poter spiegare ai suoi alunni (Antonia Serranò è un’insegnante) le regole della narrazione in maniera più accattivante.

Devo dire però che “L’undicesimo Maestro” racchiude anche un bel messaggio sia per i ragazzi, che per i meno giovani. Ci viene presentato il classico conflitto bene contro male, dove il male è qualcosa di terribile e che spaventa per la sua pericolosità e la distruzione che lascia dietro di sé. Ma è anche subdolo e manipolatore, che lusinga e inganna con le sue facili promesse, che si nutre delle paure e dei dubbi in ognuno di noi cercando di farci cedere ad esso. E ognuno è in grado di vincerlo con l’aiuto di chi ci sta vicino e con le proprie forze.

Che altro posso dire della storia in sé e per sé? Temevo che il finale fosse uno di quelli che lasciano tutto in sospeso in attesa del secondo, che troncano le vicende a metà. Invece mi è piaciuto. Mi ha ricordato molto “Il Signore degli anelli”. La storia principale finisce, ma si chiude con dei cambiamenti in atto, con pericoli futuri, con compiti da svolgere, con missioni da perseguire.

I personaggi mi sono piaciuti tutti quanti. Primo fra tutti Yanagar, l’eroe, il guerriero con le sue insicurezze e paure, con dubbi e incertezze. Questi ne fanno un eroe umano, alla portata di tutti e non un essere sovrannaturale distante e inavvicinabile. Risulta così affascinante e intrigante soprattutto quando il suo punto di vista inizia a entrare più spesso nella storia.
Nella prima parte infatti il punto di vista è per lo più esclusivamente quello di Nediel. Questi è un ragazzo di tredici anni come se ne vedono ovunque. Timido, un po’impacciato, che ancora deve scoprire se stesso ma è animato da buona volontà e curiosità, da voglia di sapere e conoscere. Molto bello il rapporto che si instaura tra lui e Yanagar e come evolve. Da un semplice rapporto di circostanza e necessità a una relazione di affetto tra maestro e allievo e tra compagni di viaggio.
Anche i personaggi secondari sono trattati molto bene con le loro peculiarità, la storia passata, i pregi e i difetti, che ti permettono di capirne in poco tempo le personalità e i comportamenti. Roth, Kil, Naima, Dendris, Tara… arricchiscono un mondo già affascinante di suo, danno quel quid in più che fa apprezzare maggiormente il romanzo.

Per quanto riguarda lo stile è assolutamente adatto per il target scelto. Semplice, scorrevole, senza troppi giri di parole, a tratti forse un po’ troppo raccontato e poco mostrato, ma comunque l’ho apprezzato.

Ho solo una critica che devo fare, ma questo, ancora una volta non riguarda assolutamente il libro, né tantomeno l’autrice, ma l’editore.
Non ho assolutamente apprezzato le moltissime pagine finali di pubblicità. Sì perché le ultime 50 pagine su 300 (parlo di pagine non cartacee ma di e-reader) presentano le pubblicazioni della casa editrice, con cover e sinossi. Un po’ di pubblicità ci può stare, ma limitatamente. Qualche pagina, non di più. 50 mi sembrano eccessive.
Ma ripeto, questo è solo un mio piccolo sfogo che poi ognuno può prendere come vuole e assolutamente non toglie niente al romanzo.


In conclusione io ne consiglio sicuramente la lettura perché è un romanzo fantasioso, originale, mai banale, che non presenta chissà che colpi di scena mozzafiato, ma a cui non manca nulla per essere un ottimo libro. E ne aspetto sicuramente il seguito per poter continuare a seguire le avventure dei protagonisti. Se consideriamo che questo è il primo romanzo di Antonia Serranò, mi aspetto grandi cose da lei.

IL MIO VOTO:


Per conoscere meglio l'autrice e il suo libro, potete leggere l'intervista che ha gentilmente concesso a questo blog, il mese scorso. (QUI)



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