giovedì 17 aprile 2014

L'Undicesimo Maestro: un libro nato quasi per caso

Continua la mia navigazione alla scoperta di piccoli tesori. E in questo periodo, come avrete notato, ne trovo parecchi. Oggi ve ne segnalo un altro, che dalla trama promette bene. Come al solito, non avendolo ancora letto, mi astengo da ulteriori giudizi rimandando alla prossima recensione. Posso però regalarvi una bella e molto interessante intervista con l'autrice di questo primo capitolo di saga.
Ma andiamo con ordine.



L'Undicesimo Maestro
di Antonia Serranò

SCHEDA LIBRO:

Titolo: L'Undicesimo Maestro (1° vol della saga: La terra di Niquam)
Autore: Antonia Serranò
Saga: Le terra di Niquam
Genere: Fantasy
Editore: Libromania
Formato: e-book
Prezzo: 1,99
Link per l'acquisto: Libromania, Amazon
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LA TRAMA:


Nediel è un ragazzo di tredici anni, un giovane abitante della Terra di Niquam, una splendida regione circondata dai meravigliosi Monti Sorgente e da una profonda lingua di mare ancora inesplorata. Un giorno, mentre accompagna la carovana del padre, il suo villaggio viene attaccato dai Primitivi, entità mostruose che si nutrono della forza vitale degli esseri umani. Durante lo scontro, Nediel assiste al prodigio: un uomo, incurante del pericolo, riesce ad assorbire quelle creature terrificanti grazie all’utilizzo di una pietra luminosa. Il ragazzo viene così tratto in salvo e il misterioso condottiero decide di portarlo con sé per tenerlo al sicuro da eventuali incontri con le forze demoniache. L’uomo, di nome Yanagar, si presenta come un Custode della Pietra Celeste e rivela al giovane che, ormai, su di lui grava un indelebile marchio di sangue che lo condannerà ad essere inseguito dai Primitivi fino alla morte

Conosciamo meglio la nostra autrice:

Antonia Serranò è nata a Melito Porto Salvo in provincia di Reggio Calabria, ha due bambine, un marito ed è un'insegnante precaria.
L'Undicesimo Maestro è il suo romanzo d'esordio ed è il primo episodio della saga La Terra di Niquam.
La saga è nata quasi per caso. L' intenzione iniziale dell'autrice era quella di creare un racconto fantasy che avesse tutte le caratteristiche della struttura narratologica, per spiegarla in maniera più accattivante ai suoi allievi.

Devo ammetterlo. Quando ho letto la biografia dell'autrice, il suo lavoro  e come è nato questo romanzo, la mia curiosità ha preso il volo. E così ho chiesto ad Antonia se le andava di concedermi un'intervista.
Ed ecco a voi "l'Interrogatorio" al quale ho sottoposto Antonia e al quale lei gentilmente si è prestata.

Per cominciare…
1- Da insegnante a scrittrice. La genesi di questo libro è molto interessante. Ce ne vuoi parlare? Da dove è nata l’idea? Come sei arrivata a pubblicare?
Ho scritto questo romanzo perché volevo creare un racconto per i miei alunni che contenesse esempi pratici della struttura narratologica, ma non sono riuscita a creare l’antefatto, i personaggi avevano molto da raccontare e così mi sono fatta prendere un po’ la mano. L’idea di fondo si basava su una semplice opposizione male/bene con protagonisti, antagonisti, attanti e comparse; poi è cresciuta, si è trasformata, superando i limiti del racconto lungo. Ho pensato di mettere alla prova quello che avevo scritto e, dopo alcuni tentativi infruttuosi, ho scoperto Libromania che è un progetto di editoria digitale sviluppato da De Agostini libri e Newton Compton.

2- Che significato ha per te la scrittura? Vorresti farne una professione o il tuo cuore rimane comunque prima di tutto legato all’insegnamento? Continuerai a scrivere dopo questa saga?
Scrivere è stata una sorpresa inaspettata, un atto liberatorio e naturale, ma non è una professione. Già sono un’insegnante precaria, non posso pensare di diventare anche una scrittrice precaria! Ma è una bella esperienza e penso che, ispirazione permettendo, continuerò.

3- Quando hai deciso di scrivere per rendere le tue lezioni più accattivanti, perché hai scelto un fantasy. E perché una saga e non un semplice romanzo?
Ho scelto un racconto fantasy perché è il genere che normalmente piace di più ai ragazzi, poi si è trasformato in un romanzo e da lì in una saga. Non avevo previsto nulla, non pensavo che sarei arrivata a pubblicarlo e ancora oggi mi sembra strano che mi si chieda quando pubblicherò il secondo volume.

Ora le domande che non possono mai mancare.
4-Parlaci un po’ del tuo libro: l’Undicesimo Maestro. Da dove nasce la tua ispirazione? Come sono nati i tuoi personaggi? Sei legata a uno di loro in particolare? Il libro racchiude un messaggio che hai voluto lanciare ai tuoi lettori?
L’ispirazione è arrivata improvvisa mentre impostavo il racconto perché m’immaginavo i protagonisti crescere, cambiare, combattere e non me la sono sentita di lasciarli incompiuti. Pirandellianamente ho seguito i personaggi che amo di più: Yanagar, coraggioso, inquieto e tormentato, Nediel, un bambino spaurito che deve crescere in fretta per opporsi al male. Spero di essere riuscita a far passare un messaggio di fiducia nel cambiamento e di attenzione alla natura.

5- Durante la stesura ti sei confrontata con i tuoi allievi?
Mai. Non ho detto a nessuno che stavo scrivendo un libro. Mio marito m’ha scoperta, ma posso affermare di essere arrivata alla fine del libro senza che nessuno l’avesse letto. Ho voluto provare a fare tutto da sola.

6-Sicuramente, come tutti gli scrittori, hai avuto momenti di scarsa ispirazione, scoraggiamenti, la tentazione di lasciar perdere tutto. Come l’hai superata, cosa ti ha spinto ad arrivare in fondo?
Ho scritto il libro in pochi mesi e di getto. Il momento più difficile è stato riprenderlo in mano per la revisione dopo i mesi di pausa forzata dovuti alla nascita della piccolina. Il romanzo non mi sembrava più “mio”. Ho avuto la tentazione di lasciarlo, dimenticarlo in un cassetto. Mi sono data della stupida perché stavo mollando quando ero alla fine, mi mettevo all’angolo da sola senza dare la possibilità ai personaggi che avevo creato di uscire allo scoperto e così mi sono decisa a riprendere il lavoro e da lì è nato il resto della saga.

7-Ogni scrittore adora la propria creatura. Ogni dettaglio, ogni sfumatura, ogni parola. Eppure c’è sempre una scena o una frase che piacciono più delle altre, a cui si è particolarmente affezionati, perché magari racchiudono un punto di svolta nella storia o nell’evoluzione di un personaggio, o trasmettono un messaggio ben preciso, oppure ancora perché sono stati uno scoglio nella scrittura che alla fine si è riusciti a superare. Per te qual è questa scena o frase? E perché? Puoi farci una citazione?
Una scena molto importante che ho riscritto un paio di volte prima che mi soddisfacesse è quella che riguarda i Primitivi, le creature malefiche che si palesano sin dal primo capitolo del romanzo. Volevo creare una scena che rendesse subito l’idea della loro capacità distruttiva.

Guardò in direzione della nube scura che nel frattempo, come il cappello di una medusa mentre cerca la spinta propulsiva nell’acqua, si era dilatata sino a coprire tutta quanta la carovana con il suo essere fuligginoso e sfilacciato: le povere bestie si agitavano spasmodicamente, tentando invano di liberarsi dal giogo dei carri, e muggivano follemente per la paura e per il dolore. Dai volti degli uomini erano sparite fatica e speranza, le bocche aperte in un grido muto, mentre quella presenza incombeva su di loro e sugli animali, privandoli di ogni anelito di vita.
Il diamante sfrecciò nell’aria in direzione di quell’ombra e s’immerse nelle sue fitte tenebre con un guizzo di luce.
L’ombra si mosse, si contorse e cominciò a rimpicciolirsi, mentre il dolore e la sofferenza degli uomini e degli animali sembravano centuplicati. I buoi stramazzarono al suolo, i carri si piegarono mentre il legno con cui erano stati costruiti si disintegrava e il sale svaniva. Anche gli uomini caddero a terra e si dissolsero. Tutto avvenne come se stessero passando secoli in secondi. Tutto quello che era sangue, ossa, materia e forma divenne cenere in un attimo. Anche l’ombra svanì.
Sotto il sole prossimo al tramonto, rimase solo il diamante a splendere cupo sopra un cumulo di cenere. Quello e dei frammenti di ferro e rame testimoniavano l’assenza della carovana.”

Anche io sono moglie e mamma di tre bambini e da scrittrice so che non è facile coniugare il tutto. Quindi ti rivolgo la domanda che è stata spesso fatta a me.
8-Come concili l’essere donna, moglie, madre, scrittrice e lavoratrice? Ci puoi raccontare una tua giornata tipo?
Tre bambini? Complimenti! Allora anche tu hai imparato a fare i salti mortali! Il mio problema principale è la mattina perché devo conciliare i vari orari d’ingresso a scuola mia, a scuola della grande e al nido della piccola. Per fortuna che esistono degli angeli che si chiamano nonni. Normalmente trascorro i pomeriggi a casa con le bambine o in giro con loro perché mio marito lavora fuori e non voglio che sentano più di tanto la sua mancanza. Scrivo sul blocco note del mio cellulare nei ritagli di tempo o quando sono in viaggio coi mezzi. Le mie giornate? Credo siano un delirio esattamente come le tue!

E passiamo a domande di più ampio respiro
9-Quali sono stati i tuoi modelli. I “maestri” a cui ti sei ispirata, se ne hai avuti?
Ho sempre letto di tutto, apprezzo molti autori, in particolar modo Yourcenar, Ginzburg, Neruda e Cicerone. Per quanto riguarda il mio fantasy, la sua ispirazione è sicuramente tolkieniana, sebbene apprezzi molto Brooks.

10-Se un tuo studente volesse intraprendere la carriera di scrittore, lo incoraggeresti? E quali consigli daresti a lui o a chiunque volesse farlo?
Scrivere è importante, è un’arte in via d’estinzione. Incoraggerei chiunque volesse scrivere. Non si deve per forza diventare scrittori, ma è bello e raro incontrare persone che sappiano dire e scrivere quello che pensano. Consigli? Leggere e avere l’umiltà di capire che le critiche non arrivano sempre e solo per invidia.

11-Cosa ne pensi del panorama editoriale italiano? La diatriba tra e-book e cartaceo, tra pubblicazione tradizionale e selfpublishing, tra crisi del mercato e scarsità di lettori.
L’Italia molto spesso apre le porte all’autore straniero già pubblicato, tralasciando Italiani, non per forza esordienti, più bravi. Forse è per questo motivo che molti utilizzano il selfpublishing su Amazon o piattaforme simili; operazione sicuramente migliore rispetto all’editoria a pagamento. Quanto alla diatriba e-book o cartaceo, io mi pongo nel mezzo: ci sono alcuni libri che DEVO possedere cartacei perché sono importanti per un qualche motivo, ma l’e-book è molto comodo ed economico. A scuola porto sempre il mio book reader perché mi ritrovo in un unico dispositivo tutti i libri di cui ho bisogno.

12-E a proposito di scarsità di lettori. Si dice sempre che in Italia ve ne siano pochi. Che soprattutto i giovani non sono abituati a leggere, che fin da ragazzi non viene insegnato ad amare i libri. Quindi i principali responsabili di questo stato attuale delle cose sarebbero i due nuclei dell’educazione: la famiglia e la scuola. Tu, da insegnante, cosa pensi in proposito?
Ti faccio un esempio pratico: in tutte le classi che ho incontrato mi è capitato d’incontrare alunni che ammettono di non aver mai letto un libro in vita loro e, mi dispiace dirlo, si tratta di un fenomeno in aumento. Molti genitori la sera non leggono le favole ai figli piccoli ed è nell’infanzia che s’inizia ad apprezzare il mondo che ogni libro può regalare. Crescendo, arrivano altri stimoli e poi, quando capita di proporre un libro in classe da leggere per partire da una base comune, molti si lamentano perché non vogliono spendere soldi, altri perché non vogliono leggere o perché pensano che sia inutile prendere altri libri quando c’è l’antologia. Incontro ragazzi che amano leggere, ma spesso sembra che vogliano coltivare di nascosto questa loro passione perché li rende diversi.

Ti ringrazio molto per la tua disponibilità. Mi piaceva poter sentire il punto di vista di un insegnante sul mondo della scrittura. Ho solo un’ultima, piccola, curiosità. Ai tuoi studenti è piaciuto il tuo libro?
I miei attuali studenti ancora non sanno che ho pubblicato un libro perché ho ritenuto poco professionale comunicarglielo.

Per chi volesse contattare l'autrice o avere altre informazioni sul romanzo:




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