lunedì 14 aprile 2014

Anteprima: Trusting Darkness

Buongiorno e buon inizio Settimana Santa. Ebbene sì! La Pasqua si avvicina e una bella sorpresina ve la voglio fare anche io.
E' con gioia che vi segnalo una nuova pubblicazione di un'autrice emergente italiana: Eva Fairwald, già autrice di due YA fantasy per ragazzi: L'Ombra del Sole e L'Ombra dell'Angelo. (Fra pochi giorni, qui su questo blog, la mia recensione di L'Ombra del Sole).
Che c'è di strano! Direte voi. Ormai sembra che le donne italiane non facciano altro che mettersi a scrivere e pubblicare libri.
Forse avete ragione, forse no, ma questa volta vi sbagliate di grosso perché questo libro è ben diverso dalle "solite" pubblicazioni a cui siete abituati. La "nostra" autrice infatti, ha scritto la sua opera interamente in inglese. Attenzione! Non tradotta, proprio scritta. Quindi, chi di voi cercasse una versione italiana, mi spiace, ma non la troverà.
Passiamo però a presentare il romanzo di cui, devo ammettere, adoro la cover!


SCHEDA LIBRO:

Autore: Eva Fairwald
Titolo: Trusting Darkness
Lingua: Inglese
Genere: Fantasy/ Sci-fi
Formato: e-book
Prezzo Lancio: € 0.99
Link per l'acquisto: http://goo.gl/VgmEQZ

LA TRAMA: (traduzione di Eva Fairwald)
Il Capitano Ella Dorsh è forte, ben addestrata e… spacciata. È piuttosto sicura che il nemico stia conducendo il gioco e che la guerra raggiungerà la superficie molto presto, ma gli umani non sono ancora pronti.

Il Regno Sotterraneo è impoverito e la sua popolazione di elfi oscuri vuole conquistare il mondo e dominarlo. Ella e le altre “Divisioni di Rinati” sono l’unica vera possibilità per combattere il nemico ad armi pari: elfi contro elfi per risparmiare preziose vite umane. Tuttavia, nulla è così semplice come sembra e l’oscurità nasconde più di quello che Ella credeva.


Info in inglese:
http://evafairwald.wix.com/trustingdarkness

Questa nuova eroina ha tutta l'aria di essere un tipo veramente tosto, di quelli che piacciono a me. Inoltre, anche se non ho letto il libro, so come scrive Eva e la fantasia di cui è dotata la sua mente, quindi sinceramente, non mi lascerei scappare l'occasione di leggere questo romanzo.
Intanto, però, posso stuzzicare ulteriormente la vostra curiosità con alcuni estratti del romanzo e una bella intervista all'autrice.

ESTRATTI: (traduzione a cura di Eva Fairwald)

Harold Svarthar:
“Non è la morte quell’incubo senza volto che s’insinua in ogni secondo delle vostre vite? Il ticchettio del suo orologio insonne che conta ogni battito, trascinandovi sempre più vicino all’ultimo? Non è la morte quella pressione sul petto, quella forza che irrompe fra i vostri pensieri mentre i vostri capelli si fanno bianchi e la vostra pelle marcisce su un corpo in decadenza?”

Captain Ella Dorsh
“Aveva deciso di sigillare il proprio amore in una scatola, tenendolo prigioniero in attesa di un momento migliore per liberarlo, ma non aveva mai smesso di nutrirlo. Così era cresciuto a dismisura ed era fuggito da quella prigione alla prima occasione, scoppiandole in faccia con tutta la potenza di una bomba a orologeria impostata sul timer sbagliato.”


E ORA L'INTERVISTA:

Iniziamo dalle classiche domande.
1-Quando è nata e come la tua passione per la scrittura?
A scuola mi è sempre piaciuto scrivere i temi e ho sempre avuto problemi di lunghezza… un foglio protocollo non mi bastava mai. Da bambina mettevo in scena storie di ogni tipo con i miei animaletti di peluche e le Barbie, anche se ho sempre preferito gli animali… un grande palcoscenico è stato il presepe, con i Re Magi che arrivavano sul cammello a disturbare la popolazione come dei briganti, insomma succedeva di tutto. Fino a circa 15 – 16 anni non ho scritto nulla per me, perché tanto le mie storie mi accompagnavano sempre nella mia testa. Poi un giorno, a scuola, mi stavo annoiando da morire e quindi ho iniziato a scrivere e non ho più smesso. Sono passati 10 anni ormai e sono contenta di aver iniziato!

2-Parlaci della tua formazione. So che hai lavorato molto all’estero, facendo anche esperienze molto interessanti. Quanto queste esperienze ti sono state utili per il tuo mestiere di scrittrice.
Sono laureata magistrale in lingue straniere con specializzazione in linguistica e traduzione, parlo fluentemente inglese e tedesco e ho un buon livello di svedese, spagnolo e francese... l’estero mi affascina da molti anni e inseguo sempre lingue nuove da imparare con la loro cultura e letteratura. Un’altra lingua che mi attira molto è il turco, perché ho avuto amici turchi, sono stata ad Istanbul molte volte e saper dire “ciao”, “grazie” e “saldi” non mi basta più. Vado e vengo dall’Italia da quando ho 17 anni per studio e lavoro e ho la Germania e la Scandinavia nel cuore. La Germania è dove mi sento a casa perché mi identifico molto con lo stile di vita tedesco organizzato, pulito e preciso… la Scandinavia è dove mi piace riposarmi, i fiordi norvegesi sono probabilmente il mio posto preferito, Geiranger e Flåm sono molto difficili da dimenticare. Ho girato il mondo per piacere, studio e lavorando e tutti i posti che ho visto mi aiutano tantissimo a creare ambientazioni convincenti. Sono anche appassionata di fotografia, quindi già mentre scattavo foto in angoli suggestivi pensavo a come riutilizzare gli scatti nei miei romanzi.
La formazione umanistica invece mi aiuta a gestire le tecniche narrative e ad adattare il registro linguistico al lettore target e ai personaggi.

3-Quanto è importante per te scrivere? Ne vorresti fare il tuo mestiere a tempo pieno o rimane comunque una passione da tempo libero?
Scrivere mi rilassa e mi elettrizza allo stesso tempo e sì, vorrei che fosse il mio mestiere a tempo pieno. Sono una persona molto organizzata, metodica e motivata; fisso le mie scadenze e faccio in modo di rispettarle, quindi tratto già la scrittura con la disciplina di un lavoro.
Ho cominciato a scrivere YA come valvola di sfogo mentre lavoravo alla mia seconda tesi di laurea perché ho passato un momento davvero stressante e non sapevo più cosa fare per respirare un po’. Adesso scrivo ogni giorno e mi sento in colpa se non lo faccio. Ho nuove idee continuamente e mille domande per cercare di renderle concrete e convincenti.

Mi incuriosisce molto la tua decisione di scrivere in inglese.
Passare all’inglese è stato molto naturale. Vista la mia esterofilia galoppante, l’inglese è parte integrante della mia vita quotidiana perché leggo, ascolto musica e guardo ogni giorno film o serie americane. Se trovo parole nuove e o strane mi piace conoscerne l’etimologia, vedere come si ricollega al germanico o al prestito/calco latino o francese e cercare il corrispettivo in tedesco e svedese per rimanere al passo anche con le altre lingue. Studio inglese dalle scuole elementari e sia per studio che per lavoro ho parlato e scritto in inglese in vari contesti (articoli, presentazioni, conferenze, di tutto), era giunto il momento di scrivere in inglese anche per piacere. Al momento preferisco scrivere in inglese, soprattutto i dialoghi, perché sono più svelti e si prestano meglio a giochi di parole e battute simpatiche. Inoltre, l’inglese mi offre un bacino di lettori enorme che con l’italiano non potrei mai raggiungere; siccome ho le capacità e abbastanza faccia tosta ho deciso di rompere la barriera linguistica e di propormi anche al resto del mondo. Preferisco provare e fallire che rimanere con il dubbio.  

4-Altri tuoi colleghi si sono gettati nel mercato anglofono. Quello italiano e nella fattispecie quello degli e-book, è davvero così limitato? Può secondo te un’emergente sfondare in questo contesto?
Secondo me è possibile sfondare ovunque se si trovano lettori disposti a darti una possibilità. Il mercato italiano è limitato e limitante per lingua e per mentalità, perché le masse vere ancora non considerano l’ebook come un alleato. Qui la gente pensa ancora ad annusare le pagine, mentre in USA l’ebook è la normalità (non parlo per sentito dire, sono stata in America e ho visto la gente appiccicata al Kindle). La diffusione delle nuove tecnologie in Italia è desolante, soprattutto dopo aver vissuto all’estero ed essere tornati. Io sono per la convivenza fra le due cose, ma essendo una fanatica della tecnologia sono una grande sostenitrice degli ebook, infatti non ho ancora reso disponibili i miei romanzi in cartaceo nonostante le richieste. Poi c’è da dire anche che i lettori italiani aspettano sempre di vedere quali trend arrivano dall’estero, è difficile che qualche moda letteraria parta da qui, altro motivo che mi ha spinto ad affrontare in inglese la stesura del mio romanzo “Trusting Darkness” che appartiene ad un genere un po’ particolare a metà fra sci-fi, distopico e storia alternativa in salsa fantasy con riferimenti anche alla mitologia scandinava. Altro fattore determinante è la promozione, possibilmente dopo aver ricevuto un editing decente, ma per questo serve un buon budget di partenza. Io ancora non ce l’ho, ma ci sono esempi in classifica di persone che hanno investito in maniera intelligente e hanno sfondato. Il self ormai non è più un ripiego è solo una strada alternativa.

5-Per te, rispetto ad altri tuoi colleghi, però, la questione è un po’ diversa. Tu non stai traducendo un libro, lo stai proprio scrivendo in inglese (cosa per cui ti ammiro) escludendo così buona parte del già limitato mercato italiano. Come mai questa scelta? Cosa significa per te scrivere in inglese? Sembra quasi tu la consideri la tua seconda lingua madre.
Fra le lingue che parlo, l’inglese non è nemmeno la mia preferita, trovo però che sia la più efficace per comunicare. L’inglese mi ha aperto un nuovo mondo, un’infinità d’informazioni non presenti in italiano, approfondimenti, storie, idee… tutte cose che non avrei potuto capire basandomi solo sulla mia lingua madre. Anche se i miei genitori sono italiani, la mia passione per l’estero è nata prestissimo ed è diventata così totalizzante che ho fatto dell’inglese la mia bandiera. Ho cominciato a studiarlo alle elementari, poi al liceo si sono aggiunte tedesco e francese, ma per gli anni precedenti l’inglese era l’unico mezzo per uscire dall’Italia e vedere che cosa facessero i ragazzi della mia età dalle altre parti. Ho avuto diversi pen pals in tutto il mondo, cominciando dalle lettere e passando alle email, sono cresciuta con le Spice Girls e dovevo assolutamente sapere che cosa dicessero le loro canzoni per poi cantarle per disperazione di chi mi ascoltava. Insomma per me esprimermi in un’altra lingua non è solo questione di tradurre un pensiero, si tratta proprio di ragionare con un’ottica diversa e seguendo schemi mentali differenti, quando parlo in inglese non ho nemmeno lo stesso tono di voce che ho in tedesco, come ne ho un altro in spagnolo. Ogni lingua tira fuori un lato di me diverso, l’inglese mi rende particolarmente intraprendente.
Come accennavo sopra, “Trusting Darkness” è un mix di sottogeneri fantasy e credo che il pubblico italiano non lo accoglierebbe molto bene senza prima un precedente made in USA.

Ora parliamo del tuo libro appena uscito: Trusting Darkness
Questo è un romanzo pieno di azione, a tratti violento, con un po’ di romance ma anche spunti di riflessione. Il mio intento è sempre quello di intrattenere, ma questo non significa che sia “vuoto”. In particolare c’è un personaggio, Harold Svarthar, che con i suoi discorsi penso possa far riflettere un lettore attento e informato. Altri spunti derivano dall’uso di tecnologie superiori e soprattutto credo che il finale del romanzo possa far discutere molto; è una conclusione azzardata e provocatoria, vedremo come sarà accolta, mi rendo conto di aver osato abbastanza con quella decisione.
La storia si svolge nel nostro mondo in un vicino futuro. Ci sono atmosfere dark, sci-fi e distopiche, con una protagonista femminile che non ha nulla da invidiare a qualunque altro soldato maschio!
Il romanzo parla di soldati elfici coinvolti in qualcosa di troppo grande da evitare e di segreti pericolosi che cambieranno la vita e la storia per sempre.

6-Parlacene un po’. Da dove ti è nata l’ispirazione. Ti senti più legata a questa nuova creatura o alla tua prima, che in fondo per ogni autore ha un valore tutto speciale?
L’ispirazione è nata in aereo! Ho visto “After Earth” ho amato le tutine che reagivano all’ambiente esterno e ho deciso che dovevo averne una anch’io. L’unico modo era creare un personaggio che avesse motivo di indossarla, quindi ho creato il Capitano Ella Dorsh, un’elfa impegnata a combattere per gli uomini contro altri elfi oscuri. Le 8 ore di volo sull’Atlantico sono state molto fruttuose perché quando sono arrivata a casa avevo un sacco di appunti e una nuova storia da raccontare… perché ogni personaggio ha bisogno di una storia in cui vivere. Mi sento legatissima a questo romanzo perché il primo che concludo in inglese e per adulti, poi adoro tutti i personaggi e c’è molto di me in ognuno di loro. Ella Dorsh esprime in tutto il mio punto di vista su ogni cosa; Alvin Ross è un adorabile spaccone che prenderei a schiaffi nella vita reale ma che non vorrei mai perdere perché ha ben altro da offire; Harold Svarthar è nato in sordina dopo una visita a Deviantart ed è diventato uno dei cardini del romanzo, costringendomi a pensare che sarebbe il caso di dedicare almeno una novella al suo passato… anche per parlare di sua moglie, Hedda Silberljos. Forse da questi nomi traspare la mia passione per le lingue nordiche… ho preso molti nomi da parole in norreno, così come alcuni attacchi a leggende nordiche per ancorare la mia storia a riferimenti veri e concreti.
 “Trusting Darkness” si muove molto velocemente, nel giro di pochi capitoli la vita del Capitano Ella Dorsh cambia radicalmente, nel 1° capitolo la vediamo tornare alla base insieme ad Alvin Ross e già nei capitoli 6 e 7 si ritrova ad affrontare ciò che teme di più. Il mondo le crolla addosso in un attimo, ma lei non si tira mai indietro e in quei 37 capitoli dimostrerà da dove viene la sua forza. La sua determinazione verrà testata in vari modi finché si troverà finalmente a dare una risposta alla domanda “Chi è Ella Dorsh?”. Il problema nasce perché Ella, Alvin e molti altri sono elfi cresciuti dagli umani e addestrati in un regime militare fin da bambini. Lo scontro razziale è sempre dietro l’angolo, ma ognuno di loro è deciso a difendere gli umani contro i propri simili assetati di potere e vendetta. Ella dovrà mettere in dubbio tutto ciò in cui crede per arrivare alle sue risposte.
Non ho usato un livello d’inglese particolarmente complesso, quindi anche chi ha una conoscenza media può leggerlo senza troppi problemi e senza dover usare il dizionario ogni poche parole. Specifico anche che il romanzo è senza DRM, quindi se non si ha un Kindle si può convertire senza intoppi in qualunque altro formato.
Le mie altre opere terminate sono in italiano e per ragazzi, quindi “Trusting Darkness” è una sfida di tutt’altro livello che mi ha assorbito a tempo pieno per 6 mesi fra stesura e revisione, giorno e notte pensandoci continuamente. Non è però il mio primo esperimento in inglese, prima di questo ho cominciato un altro romanzo, che adesso è un po’ in stand by in attesa di un’idea più convincente per smuovere la trama. Questo è un urban fantasy molto dark, decisamente sexy e violento che tratta anche l’abuso di sostanze come copertura per disagi più forti, ma non solo… ricordo che la mia missione è l’intrattenimento, quindi anche in questo caso sono spunti e non trattati scientifici o sociali. “Trusting Darkness” è più d’azione, dedicato ai lettori amanti di sparatorie, pericoli, spade che scintillano con il sangue dei nemici, in sospensione fra presente, passato e futuro perché si svolge in un vicino futuro, lo si legge nel presente e ci sono anche atmosfere vicine al fantasy classico e quindi passato. L’altro romanzo è più mentale, anche se non mancano momenti attivi. “Trusting Darkness” per ora è autoconclusivo, anche se c’è spazio per continuare, mentre l’altro progetto è parte di un ciclo più ampio di romanzi autoconclusivi ma tutti basati sullo stesso background e con i membri della stessa famiglia che mettono in luce aspetti diversi ed eventi passati che hanno fatto dei protagonisti ciò che sono.
La mia prima creatura ha bisogno di molto, moltissimo lavoro e per il momento preferisco dedicarmi a nuovi personaggi e nuove storie. Non ho abbandonato l’idea, ma si tratta di qualcosa scritto prevalentemente a mano e quando avevo solo 15 anni, quindi necessita di rimaneggiamenti profondi. Devo molto a questo primo lavoro perché è così che ho imparato a gestire trama e personaggi, si tratta di un fantasy classico di oltre 500 pagine, un vero bootcamp per capire come voglio scrivere e perché. Mi piace riguardarlo perché mostra una parabola evolutiva non indifferente, lo scarto fra le prime e le ultime pagine è già notevole!

7-I tuoi primi due libri sono degli YA, dei fantasy romance. Perché hai iniziato con questo genere? E perché poi questo cambiamento?
Siccome la mia prima creatura ha bisogno di troppo impegno prima di vedere la luce, ho deciso di dedicarmi a qualcosa di più semplice. Da qui è nata l’idea di scrivere per ragazzi, che per certi punti di vista è più facile e per altri più difficile. “L’ombra del sole” è nato tenendo conto delle esigenze dei lettori di quel genere, quindi con un linguaggio di livello medio, personaggi giovani che scoprono chi sono e cosa vogliono durante la storia. Quello che mi piace dello YA è che i personaggi crescono continuamente e vedono tante cose per la prima volta. Io stavo passando un periodo stressante e vivere con loro quelle situazioni è stato bello anche per me.
Dallo YA sono passata all’inglese e per adulti perché il genere mi stava troppo stretto. Io amo le descrizioni, soprattutto adoro creare molte immagini, ma con lo YA le descrizioni vanno tenute al minimo per non annoiare lettori ancora non abituati ad opere di più ampio respiro. Non poter usare il linguaggio che voglio mi infastidisce; ne “L’ombra del sole” tante volte ho preferito parole più immediate ai sinonimi più ricercati che avevo scelto in primo luogo, anche l’uso di forme verbali poco amate è stato ridotto al minimo indispensabile. Ne “L’ombra dell’angelo”, visto che il protagonista non è proprio un ragazzino, in certe parti ho evitato di semplificare perché quel tipo di linguaggio riflette l’indole del personaggio. Altra limitazione: l’uso della violenza. Ora, non è che io sia particolarmente sadica o altro, però mi piacciono i personaggi che si picchiano e che combattono e se sono presi dall’ira voglio che la sfoghino al 100%, con lo YA non si può e io non volevo altri compromessi, quindi ho scelto di mettere Dora e le sue avventure in pausa per riprendere contatto con tutto quello che piace a me senza modifiche dovute al target.

8-Per un emergente che si autopubblica le promozione è un grosso impegno. In cosa differisce il “sistema” inglese da quello italiano? Valgono gli stessi mezzi pubblicitari sia per l’uno che per l’altro? Stai incontrando qualche difficoltà o al contrario la macchina promozionale funziona meglio per l’estero?
Mi promuovo allo stesso modo, per ora trovato lati positivi e negativi, come in tutto. I gruppi di scrittura che uniscono altri esordienti e appassionati di genere sono molto più ospitali, i membri aiutano con piacere chi chiede qualcosa, fornendo anche risposte veramente dettagliate. Non è che qui non succeda, ma la probabilità che le risposte siano saccenti o permeate da un velato senso di superiorità sono molto alte. In generale vedo circolare più idee e più suggerimenti, con più umiltà e con più entusiasmo. Quando qualcuno posta un pezzo da commentare le risposte fioccano e sono motivate, qui spesso non c’è niente oppure solo bello, brutto e ok o qualcuno che ti dice che sei ignorante perché hai sbagliato una virgola.
All’estero è molto usato anche Twitter… io lo snobbo un po’ però dai dati statistici sulle info che pubblico vedo che funziona. C’è in generale più collaborazione fra sconosciuti che cliccano su share giusto per aiutare e senza poi scriverti per farsi pubblicità. I lati negativi: sedicenti blogger che si fanno pagare per blogtour e cose simili. Pacchetti che vendono recensioni con altri account e che twittano al posto tuo… insomma soluzioni disoneste che non mi sono piaciute. La mia difficoltà numero 1 è il tempo da dedicare alla promozione: preferirei scrivere. Essere self senza un budget è però anche promozione autonoma cercando di creare una rete di sostegno con altri scrittori e lettori e questo è molto bello perché ci sono tante persone simpatiche da conoscere.

9-Tradurrai questo libro in italiano? E le altre tue opere, le tradurrai in inglese?
Avevo cominciato a tradurre “L’ombra del sole”, ma poi ho preferito scrivere direttamente in inglese una nuova storia, perché il desiderio di raccontare qualcosa di diverso era più pressante.
La traduzione di “Trusting Darkness” in italiano dipende dal successo riscosso sul mercato internazionale. Vedremo. Tradurlo mi piacerebbe, ma è un lavoro impegnativo e mi impedirebbe di continuare a scrivere altri romanzi per qualche mese… e mi spiacerebbe perché i file si accumulano! Di sicuro però non voglio che ci metta mano qualcun altro, io l’ho scritto e sarò solo io a tradurlo se quel giorno arriverà. Non escludo comunque di cambiare idea e di tradurlo in ogni caso, magari come progetto secondario senza scadenza fissa.

Domanda finale
10-Che progetti hai per il futuro? Una pausa o subito sotto con un nuovo romanzo? L’ombra del sole avrà un seguito o le avventure di Dora e Connor sono concluse? Puoi svelarci qualcosa di ciò che hai in mente per il loro futuro?
Sì, ho altri progetti. Ho delle idee per delle novelle che raccontino un po’ il passato degli elfi oscuri molto, molto, molto tempo prima di “Trusting Darkness”, anche per chiarificare cose che nel romanzo sono solo accennate o raccontante brevemente perché parte di un passato troppo lontano. In un romanzo d’azione non si può includere tutto, altrimenti l’azione si disperde e il ritmo rallenta, quindi non ho detto tutto quello che è successo, ma solo le cose necessarie… ciò non significa che io non abbia pensato a fatti più ampi che vorrei descrivere con più calma. I racconti non sono il mio forte, ma vorrei imparare, quindi questa potrebbe essere una buona occasione… per questo credo che la novella potrebbe essere una buona via di mezzo.
Prima o poi dovrò riprendere l’altro romanzo in inglese nominato prima, ma nel frattempo ho cominciato un’altra storia, sempre in inglese. Questa è ambientata in Turchia nel 1700-1800, devo ancora definire un contesto storico preciso, in una città a metà fra Venezia e Istanbul e parla dei geni, dei desideri e di quello che comportano. Si tratta sempre di fantasy, però non in maniera troppo pesante. I protagonisti si chiamano Jade e Yanmak, che in turco significa “bruciato”, ovviamente c’è un motivo che è spiegato nel romanzo. Parte con due trame separate che poi si uniscono per un motivo ben preciso; Jade vive nel lusso perché è figlia di un commerciante inglese molto ricco, mentre Yan ha un passato burrascoso da schiavo e pirata e loro destini si incrociano per vie traverse. C’è del romance, ma non è questo il motore delle azioni, ci sono motivi ben più schiaccianti a smuovere le acque.
“L’ombra del sole” chiude la trama principale lasciando comunque delle domande. Alcune sono risolte nel prequel “L’ombra dell’angelo”, che riguarda il passato di Daemon e spiega come è diventato l’angelo nero che Connor odia tanto. Altre invece sono proprio aperte. La mia intenzione è quella di scrivere un seguito anche per dare spazio a personaggi come Riccardo e Sandro, che hanno fatto ben poco. Ho scritto qualche appunto, ma non ho ancora deciso una trama precisa, so più o meno cosa vorrei far succedere ma rimango ancora alla fase appunti. In questo momento sono più presa dalla via inglese, quindi Dora e Connor sono lì in attesa di sapere che cosa dovranno affrontare questa volta.

Ti ringrazio molto per questo spazio, mi è piaciuto molto rispondere alla tua intervista

GRAZIE A TE EVA! Sei stata molto disponibile e gentile e soprattutto ci hai raccontato molte cose interessanti. In Bocca al Lupo per il tuo libro!


2 commenti:

  1. che lunga intervista! complimenti, molto interessante! anch'io Eva ti ammiro molto per la tua intraprendenza, per il coraggio di scrivere un'opera interamente in inglese, per me sarebbe un salto nel buio, tu invece hai abbastanza conoscenze da portacela fare senza problemi. Quindi in bocca al lupo! :)

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